Tentato omicidio in piazza: giovane raggiunto al mento da colpi di pistola

Si tratta di 28enne di Brindisi, ha riportato la frattura della mandibola: da quanto si apprende un proiettile si è fermato a pochi millimetri dalla trachea

Foto di Salvatore Barbarossa

BRINDISI - Tentato omicidio nella serata ieri, domenica 11 novembre, in piazza Raffaello a Brindisi dove un 28enne, Stefano Ostuni, è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola all’altezza del mento e a una mano, rischiando la vita. È stato soccorso da un’ambulanza del 118, ha riportato la frattura della mandibola: da quanto si apprende un proiettile si è fermato a pochi millimetri dalla trachea. In nottata è stato sottoposto a intervento chirurgico per l’estrazione dello stesso e poi trasferito in un ospedale del Barese.

I fatti si sono verificati nei pressi di una pizzeria poco prima della mezzanotte. Almeno lì si è recata la polizia e il 118. A richiedere l’intervento dell’ambulanza sarebbero stati alcuni residenti della piazza notando il ragazzo sanguinante. Aveva ferite alla mano destra e al mento, ma da quanto si apprende non ha mai perso conoscenza.

scia di sangue per terra dopo ferimento a Brindisi-2

Sul posto si sono recate alcune pattuglie della Sezione volanti della questura di Brindisi e i colleghi della Scientifica per i rilievi del caso. Sono stati trovati due bossoli di cartucce per pistola semiautomatica e tracce di sangue che sono stati repertati. C'è una lunga scia di sangue nei pressi campo di rugby, a partire da una panchina: il giovane avrebbe percorso diverse decine di metri a piedi sanguinante.

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Sul caso indaga la Squadra mobile, e al momento non si esclude alcuna ipotesi. Il ragazzo è stato interrogato dai poliziotti nella stessa serata di ieri. Abita nella zona, ha precedenti per reati contro la persona. Si valuta ogni possibilità, riguardo il movente: potrebbe trattarsi di una vicenda riguardante direttamente la vittima, ma un fratello, il padre e uno zio del ferito sono attualmente detenuti per condanne definitive in un processo nato da una indagine della Direzione distrettuale antimafia di Lecce sui clan della Scu in città. Gli investigatori sono obbligati pertanto anche a valutare l'ipotesi di una eventuale azione trasversale.

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