Tomaselli: "Base Usaf? Cautela"

BRINDISI - Sull'ipotesi della trasformazione della ex Base Usaf di S.Vito dei Normanni nel più grande centro di accoglienza per immigrati d'Italia, interviene il senatore brindisino Salvatore Tomaselli, del Pd, il quale a differenza del collega di partito Ludovico Vico, deputato tarantino, non crede a priori che l'operazione sia giusta, nè tanto meno pensa che sia una soluzione percorribile in breve tempo. Anzi, Tomaselli chiede cautela e l'audizione del prefetto Franco Gabrielli in Commissione Affari Costituzionali, al Senato.

Salvatore Tomaselli

BRINDISI - Sull'ipotesi della trasformazione della ex Base Usaf di S.Vito dei Normanni nel più grande centro di accoglienza per immigrati d'Italia, interviene il senatore brindisino Salvatore Tomaselli, del Pd, il quale a differenza del collega di partito Ludovico Vico, deputato tarantino, non crede a priori che l'operazione sia giusta, nè tanto meno pensa che sia una soluzione percorribile in breve tempo. Anzi, Tomaselli chiede cautela e l'audizione del prefetto Franco Gabrielli in Commissione Affari Costituzionali, al Senato.

L'intervento del sen. Salvatore Tomaselli

"La proposta del Dipartimento nazionale della Protezione Civile di un parziale riutilizzo delle strutture della ex Base Usaf di San Vito dei Normanni per allestire una struttura-ponte per l'accoglienza umanitaria dei migranti che giungono nel nostro paese va accolta con grande cautela.

La struttura della ex Base Usaf risulta, infatti, abbandonata da oltre 15 anni e necessita di urgenti e indifferibili interventi di risanamento ambientale, poiché molti immobili ivi presenti sono caratterizzati dalla persistenza di gravi agenti inquinanti, come l'amianto.

Si tratta, poi, per come è stato presentato dal Governo, di un progetto certamente di rilevanza nazionale per il consistente numero di migranti che vi potrebbero essere accolti, poichè appare chiaro che si tende a realizzare una struttura in grado, da un lato, di decongestionare i principali punti di arrivo dei migranti, come Lampedusa, e, dall'altro, di superare strutture del tutto inadeguate e precarie come la tendopoli di Manduria.

Di questo si tratta: e davvero risultano stonate le voci di dissenso verso questa ipotesi di esponenti locali del PdL che, dimenticando che siamo di fronte ad una proposta del Governo che essi stessi sostengono, sbagliano interlocutori e accollano responsabilità inesistenti a Regione Puglia e Provincia di Brindisi.

In realtà, hanno fatto bene i rappresentanti degli enti locali a rinviare ogni disponibilità all'approfondimento tecnico operativo e ad un ampio confronto nel territorio, verso il quale tale intervento avrebbe un impatto assolutamente pesante. Per questo sono convinto che vadano poste al confronto preliminare con il Governo alcune condizioni precise, da cui non si dovrebbe prescindere.

Innanzitutto, ritengo che l'approfondimento operativo vada esteso ad una complessiva verifica di sostenibilità ambientale della ipotizzata riconversione della ex Base Usaf:  non si può accettare, infatti, alcuna parziale riconversione dell'area in questione senza un più generale progetto di risanamento ambientale che interessi tutte le strutture esistenti.

Così come il ritorno di attenzione delle istituzioni nazionali e locali su tale area, dopo anni di degrado e di abbandono, dovrebbe rappresentare l'occasione utile per la definizione di un progetto di riutilizzo complessivo di immobili, terreni e servizi, anche recuperando le varie ipotesi circolate nel corso degli anni e, comunque, prevedendo esplicitamente che, nel medio periodo, tale struttura possa essere assegnata in proprietà o in gestione agli enti locali e alle loro comunità, oggi chiamate dal Governo ad una così impegnativa testimonianza di solidarietà verso il paese intero.

Proprio per questo, stante l'importanza che avrebbe tale ipotesi nell'ambito della strategia nazionale di accoglienza umanitaria, nella giornata odierna, assieme al sen. Enzo Bianco, capogruppo PD in Commissione Affari Costituzionali, ho avanzato la richiesta che il prefetto Franco Gabrielli, responsabile nazionale della Protezione Civile, venga in Senato per una audizione urgente così da poter compiutamente illustrare al Parlamento il suddetto progetto e le eventuali modalità di realizzazione".

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