Traffico di droga, arrestato poliziotto di Brindisi: “Mille euro al mese in cambio di soffiate”

In carcere il sovrintendente Roberto D’Agnano, 45 anni, in servizio alla Mobile di Milano dopo 15 anni alle Volanti. Coinvolto nell’inchiesta della Dda sui rapporti con la ‘Ndrangheta: accusato anche da un collaboratore, suo testimone di nozze

BRINDISI – Soffiate ai clan vicini alla ‘Ndrangheta che a Milano gestivano droga, in cambio di denaro e omaggi vari: sino a mille euro al mese e week-end al lago, in aggiunta a ingressi gratis nei locali della movida. Il sovrintendente della polizia Roberto D’Agnano, 45 anni, di Brindisi, in servizio nel capoluogo lombardo da 15, è stato arrestato dai suoi colleghi della Mobile, con l’accusa di corruzione nell’inchiesta della Dda. Altri due poliziotti sono indagati a piede libero.

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Il poliziotto arrestato

D’Agnano è ristretto nel carcere di San Vittore, in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare eseguita 48 ore fa, sotto la voce Red Carpets. Sono 22 gli arrestati.

Stando a quanto evidenziato nel provvedimento di arresto, l’agente brindisino sarebbe stato “colluso con un’organizzazione criminale vicina alle ‘Ndrine calabresi, attive nelle  piazze di spaccio del Nord dell’hinterland milanese”.

Le accuse del collaboratore testimone di nozze

Talmente inserito nel tessuto criminale da chiedere al presunto capo Laurence Rossi di fargli da testimone di nozze. Rossi, dopo essere stato arrestato nel 2017, nei mesi scorsi, ha deciso di collaborare e ha iniziato a rendere dichiarazioni che coinvolgono il poliziotto di Brindisi. I verbali sono stati solo in parte riportati in alcuni passaggi dell’ordinanza: ci sono una serie di omissis, a conferma del fatto che le indagini proseguono per accertare eventuali altre figure colluse, oltre al reale giro di affari del gruppo.

Secondo i pm dell’Antimafia, Giovanna Cavalleri e Cecilia Vassena titolari del fascicolo, D’Agnano, avrebbe imbastito  legami con i gruppi criminali negli ultimi sette anni, dopo essere stato per 15 anni in servizio nelle Volanti del commissariato del distretto di Comasina 36.

La denuncia dei colleghi poliziotti

I primi ad avere dubbi su alcune condotte del sovrintendente sono stati i colleghi di lavoro e per questo sono iniziati i primi accertamenti: pedinamenti e osservazioni da lontano hanno portato a scoprire la presenza di D’Agnano nelle piazze del quartiere Comasina e nella zona di Bruzzano. Le informative di reato portano la firma del capo della Mobile, Lorenzo Bucossi e dei funzionari Marco De Nunzio e Domenico Balsamo.

Erano quelli i luoghi dello spaccio di droga, cocaina soprattutto, nei quali più volte c’erano stati arresti della Mobile tra il 2013 e il 2017. D’Agnano sarebbe stato dalla parte sbagliata, poliziotto infedele, diventato voce amica dei trafficanti. Tra questi, stando a quanto risulta dall’inchiesta, ci sarebbe stato anche il nipote del presunto capo Per’ Flachi, al secolo Cristofer Scirocco, un ragazzo di 25 anni.

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I filmati, gli incontri e i pagamenti

Alcuni degli incontri sono stati documentati. Ci sono video che mostrano la presenza di D’Agnano, libero dal servizio, in una concessionaria di auto di Novate Milanese, ritenuta la base logistica del sodalizio: qui sarebbero stati definiti gli affari e il poliziotto avrebbe consegnato informazioni utili al gruppo, ricevendo in cambio denaro e altro.

Le maglie dell’accusa di corruzione comprendono 500 euro, raddoppiati nell’estate del 2015 che mensilmente sarebbero stati riconosciuti al poliziotto “per tenerselo buono”, cinquemila incassati nel luglio del 2013 per acquistare una moto;  20mila euro come investimento per un commercio di auto; duemila per facilitare il rilascio del passaporto a un pregiudicato; weekend in un albergo sul lago di Como per il compleanno. Ci sarebbero state, inoltre, “periodiche forniture di cocaina” che D’Agnano si sarebbe impegnato a smerciare.

Nel do ut des, il sovrintendente avrebbe comunicato “turni e orari di servizio del personale del commissariato, suggerendo di effettuare gli spostamenti funzionali alle attività illecite condotte da Laurence Rossi nel quartiere solo in determinati orari e in presenza di certe pattuglie». Avrebbe  segnalato tipo e marca delle auto-civetta utilizzate dalla squadra investigativa per le operazioni sotto copertura nonché informazioni sul personale che di volta in volta si alternava nei controlli.

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La spedizione nei confronti dell’amante

In un’occasione, stando a quanto contestato, D’Agnano si sarebbe messo “in congedo straordinario per organizzare l’intercettazione abusiva della compagna di uno spacciatore sospettata di tradirlo” per “partecipare alla spedizione punitiva, in un motel, nei confronti dell’amante della donna”.

«Tutto il compendio costituito da intercettazioni, indagini, annotazioni, documenti e relazioni di servizio offre un inquietante spaccato dell’assoluta commistione esistente nel quartiere, all’epoca delle indagini, tra delinquenti e appartenenti alle forze dell’ordine, tutti legati da rapporti reciproci che andavano ben oltre la semplice conoscenza, giungendo a essere rapporti confidenziali e, in alcuni casi, di abituale frequentazione», ha scritto il gip Anna Calibi.
D'Agnano è stato rimosso dall'incarico nel 2014 e ricollocato al reparto mobile di Milano. Arrestato dai colleghi.

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