Affidamento dei figli: il tribunale di Brindisi è all'avanguardia

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota dell'Ordine degli Avvocati di Brindisi su un'importante giornata di studio riguardante l'applicazione piena del nuovo diritto di famiglia nelle decisioni sull'affidamento dei figli nei casi di separazione dei genitori

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi su un’importante giornata di studio riguardante l’applicazione piena del nuovo diritto di famiglia nelle decisioni sull’affidamento dei figli nei casi di separazione dei genitori. Un campo in cui il tribunale di Brindisi è all’avanguardia.

“Che l’applicazione delle norme sull’affidamento dei figli di genitori separati abbia creato notevole malcontento è noto da diversi anni. Non a caso nella scorsa legislatura il Senato discusse a lungo un disegno di legge che le riscriveva per rendere effettivo il diritto indisponibile dei figli minori a ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi i genitori, pariteticamente investiti delle relative responsabilità.

Poi, la fine anticipata della legislatura impedì di portare a compimento l’iniziativa, che pure aveva raggiunto uno stadio assai avanzato. E non a caso nella presente esperienza governativa il tema è stato ripreso e si trova al momento di nuovo all’attenzione del Parlamento. Vero è anche, tuttavia, che nulla per ora è cambiato nella giurisprudenza e che le ragioni di malcontento rimangono le stesse pressoché ovunque.

In sostanza, la prassi che si contesta è quella che prevede l’introduzione ufficiale di una discriminazione tra i due genitori, benché entrambi idonei ed entrambi affidatari, con l’elezione di uno dei due a “collocatario”, al quale tipicamente verrà attribuito ogni sacrificio e responsabilità nella crescita dei figli, toccando all’altro, il “non collocatario”, il dovere di fornire il denaro necessario e un “diritto di visita” di ottocentesca concezione.

locandina seminario avvocati-2Si deve all’accortezza e al senso giuridico di un avvocato della Camera Minorile di Brindisi, Mariella Fanuli, avere evidenziato queste criticità e alla sensibilità, al senso dello stato e al profondo rispetto per i diritti dei membri della famiglia in crisi – e in particolare dei figli minori – del presidente di sezione Fiorella Palazzo avere colto al volo il suggerimento, averne apprezzato e condiviso la legittimità e la valenza culturale e aver dato sostanza ad esso elaborando linee guida strettamente aderenti al dettato normativo, nonché fedeli agli orientamenti espressi dalla scienza psicologica sui modelli che meglio realizzano “l’interesse del minore”, faro di ogni decisione in materia di famiglia.

In pratica, salvo situazioni particolari – ad esempio legate agli impegni lavorativi dei genitori o all’allattamento – scompare la collocazione prevalente, utile per la stabilità logistica, e si opta per la continuità e stabilità degli affetti coinvolgendo entrambi i genitori nella quotidianità dei figli, in una sorta di “equilibrio dinamico”, attraverso l’assegnazione ad entrambi di compiti di cura comprensivi della parte economica. Non viene, dunque, imposta una fiscale pariteticità di tempi, ma pari opportunità per i figli di rapportarsi con ciascun genitore in funzione delle loro esigenze.

La partecipazione del padre (il genitore oggi tipicamente non collocatario) ad aspetti della vita quotidiana, d’altra parte, significherà per le madri la possibilità di godere realmente di pari opportunità nel lavoro e nella vita privata. Ma soprattutto significherà per i figli non veder sbiadire e pian piano scomparire la figura di uno dei genitori per effetto di una separazione che è e dovrebbe restare interna alla coppia. Nè le linee guida dimenticano la mediazione familiare, la cui pratica viene rammentata e raccomandata sia nelle linee guida che nella modulistica.

Sono questi i contenuti che venerdì 3 marzo (ore 15-18) il giudice Fiorella Palazzo restituirà agli operatori del diritto convenuti per un seminario di studio presso  l’Istituto Professionale Alberghiero Sandro Pertini, con la partecipazione del presidente del Tribunale di Brindisi, Alfonso Pappalardo, e dei presidenti delle associazioni brindisine interessate alla tematica, avvocato Carlo Panzuti per il Consiglio dell’Ordine forense, avvocato Roberto  Fusco per la Camera Civile e avvocato Vita Calò per la Camera Minorile.

Alla presentazione parteciperà anche il professore Marino Maglietta, ideatore dell’affidamento condiviso ed estensore di alcuni dei disegni di legge attualmente in discussione al Senato. Non resta che augurarsi che anche altri tribunali, a partire da quelli del medesimo distretto come Lecce e Taranto, vogliano muoversi nella stessa direzione. Meglio ancora: che il Ministero della Giustizia voglia dare ai tribunali, a livello nazionale, indicazioni coerenti con l’esempio di Brindisi. 

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