Tute, scooter e passamontagna: i "Falchi" scoprono il covo dei rapinatori

Una cabina elettrica situata in via Crati, al rione Perrino, utilizzata dalla mala. Scoperta fatta nell'ambito dei controlli scaturiti dall'omicidio di Giampiero Carvone

BRINDISI – Passamontagna, tute nere, guanti, scooter di dubbia provenienza. Una cabina elettrica situata in via Crati, al rione Perrino, era diventata un covo dei rapinatori, che vi nascondevano al suo interno tutto l’occorrente per gli assalti armati ai danni di attività commerciali. La scoperta è stata fatta stamattina (venerdì 12 settembre) dai motociclisti della Nibbio della questura di Brindisi, soprannominati i Falchi, nell’ambito delle perquisizioni e dei controlli effettuati dalla sezione Volanti a seguito dell’omicidio di Giampiero Carvone, il 19enne che la notte del 10 settembre è stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca sotto alla sua abitazione in via Tevere, a poche centinata di metri da via Crati.

Covo rapinatori via Crati 3-2

Il deposito della mala si trova lungo una strada perimetrale del quartiere, a qualche decine di metri dall’incrocio con viale Arno, praticamente al confine con la zona industriale di Brindisi. Alle spalle della cabina, superato un capannone, si trova il supermercato Eurospin, una delle attività commerciali più bersagliate negli ultimi anni. L’ultimo colpo risale allo scorso 24 agosto, quando due banditi armati di pistola a tamburo si impossessarono del registratore di cassa e si dileguarono a piedi verso il Perrino. Entrambi i malfattori indossavano tute scure.

Covo rapinatori via Crati 5-2

Occorreranno ulteriori accertamenti investigativi per appurare se si tratta delle stesse tute trovate stamattina in via Crati. La polizia ha recuperato inoltre uno scooter Vespa 50 privo di ruote, parte di uno scooter nero, una centralina per l’avviamento di un’auto, un borsone con vari indumenti al suo interno, un paio di guanti, la ruota di un’auto.

Covo rapinatori via Crati 2-2-2

Il tutto era sparpagliato per terra, fra i quadri elettrici. La porta del fabbricato era chiusa con un lucchetto di cui qualcuno, evidentemente, aveva le chiavi. Una scoperta analoga era stata fatta in passato al rione Sant’Elia. Anche lì, infatti, i rapinatori avevano “usucapito” una cabina elettrica, utilizzandola come punto d’appoggio fra un assalto e l’altro. Adesso si dovrà appurare se gli scooter nascosti e smontati in via Crati siano stati utilizzati una delle numerose rapine perpetrate in città negli ultimi mesi. 

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