Truffa contratti Enel, sette a processo

BRINDISI - Il metodo è quello classico dei contratti per l’energia elettrica stipulati da società terze per conto dell’Enel. Il sistema però era truffaldino. Almeno venti persone, quasi tutti anziani, sarebbero state frodate da una società mandataria dell’Enel i cui operatori avrebbero apposto firme false in calce ai contratti di erogazione di energia elettrica, sostituendosi difatti ai diretti interessati e provocando agli utenti aggravi sulle bollette.

La lettura di una bolletta

BRINDISI - Il metodo è quello classico dei contratti per l’energia elettrica stipulati da società terze per conto dell’Enel. Il sistema però era truffaldino. Almeno venti persone, quasi tutti anziani, sarebbero state frodate da una società mandataria dell’Enel i cui operatori avrebbero apposto firme false in calce ai contratti di erogazione di energia elettrica, sostituendosi difatti ai diretti interessati e provocando agli utenti aggravi sulle bollette.

Nel mirino della magistratura tra il 2009 e il 2010 è finita una società brindisina, la Zerocorp: stamani dinanzi al giudice compariranno 7 imputati ai quali il pm inquirente, Pierpaolo Montinaro, ha notificato a conclusione delle indagini preliminari un decreto di citazione diretta in giudizio. Le parti offese sono di Carovigno, Muro Leccese, Fasano, Brindisi, Villa Castelli, Ceglie Messapica e Cisternino.

Il processo, che sarà celebrato dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Brindisi, dovrà essere affrontato da Leonardo De Giorgi, 25 anni di Brindisi, il titolare della ditta, Cosimo Funtò, 58 anni di Brindisi, suo collaboratore, Antonio Palumbo, 26 anni nato a Caserta e residente a Galatina, promoter, Natascia Frediani, 25 anni di Brindisi, collaboratrice, Cristian Schema, 28 anni, di Mesagne, altro collaboratore, Mauro Maggio, 28 anni, di Brindisi, dipendente di un call center, difeso dall’avvocato Luca Leoci, e Veronica Zurlo, altra collaboratrice.

Il meccanismo era più o meno lo stesso in tutti i casi. La Zerocorp si occupa di commercializzazione e promozione di gas e luce per il mercato libero. Il passaggio alle nuove tipologie contrattuali, anche per i vecchi utenti Enel, comporta dei costi diversi in bolletta. Per indurre i clienti a sottoscrivere nuovi contratti bastava compiere qualche irregolarità piuttosto che insistere nel prospettare i vantaggi delle proposte sui canoni per l’energia elettrica.

Non solo gli incaricati in questione – secondo l’accusa – ingannavano la povera gente, ma anche la società che aveva dato loro il mandato, ossia Enel. Perché una volta firmati, i contratti andavano girati alla società che quindi veniva indotta in errore, certa che si trattasse di sigle autentiche. Gli episodi appurati sono numerosi, tanti quanti le querele che sono state presentate da coloro i quali si sono sentiti danneggiati, una volta appurato che i parametri contrattuali erano stati modificati senza che lo avessero espressamente richiesto.

Sono 17 i capi di imputazione contenuti nel decreto che dispone il giudizio. Episodi simili, identico il meccanismo e le gerarchie: moduli precompilati con i dati dei potenziali clienti, e sostituzioni di persona per la firma. Il risultato? “L’ingiusto profitto, pari alla commissione ottenuta per la sottoscrizione del contratto e al pagamento del canone, con relativo danno per l’abbonato, che era tenuto a versare il canone periodico e a sostenere nuove spese per richiedere una nuova fornitura”. Tutti alla sbarra.

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