Tumori: istituita la rete oncologica pugliese, Brindisi sotto la media nazionale

Emiliano attiva la Rop Puglia. In Puglia registrati 21mila nuovi casi annui di tumori, di cui 2100 nel Brindisino

BRINDISI – In Puglia si registrano 21mila nuovi casi annui (stando a una stima fatta su un trend storico) di tumori, fra cui 11.726 maschili (55 per cento) e 9.484 femminili (45 per cento). La provincia di Brindisi è sotto la media nazionale, se si considera che i nuovi pazienti di sesso maschile sono 1135 (un tasso di 729,8 ogni 100mila abitanti, rispetto alla media nazionale di 716,5 ogni 100mila abitanti) e quelli di sesso femminile sono 965 (444,9 ogni 100mila abitanti, rispetto al dato nazionale di 482,4 ogni 100mila abitanti). Questi dati sono stati forniti dall’Ares (Agenzia regionale sanitaria) Puglia, in occasione della cerimonia di insediamento della Rop (rete oncologica pugliese) svoltasi stamani (11 maggio) a Bari, presso il Nuovo Centro Congressi della Fiera del Levante, in presenza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

Le statistiche

Per dare il senso delle proporzioni, 21mila casi annui vuol dire che ve ne sono 58 nuovi al giorni, 400 alla settimana, 1750 al mese. Complessivamente in Puglia vi sono 166mila cittadini alle prese con la malattia, il 4,1 per cento della popolazione (4,3 per cento popolazione femminile, 3,7 per cento popolazione maschile). La provincia in cui si registra il dato più allarmante è quella di Taranto, dove il 4,7 per cento di abitanti combattono contro il tumore. Seguono Bari (4,4), Brindisi (3,9), Foggia (3,8), Bat (3,7) e infine Lecce (3,6). 

Il documento dell'Ares: Insediamento ROP-2

Per quel che riguarda la provincia di Brindisi, si registra un totale di 15.622 persone ammalate, di cui 6.877 maschi e 8.745 femmine. 
L’Ares fornisce anche i dati riguardanti le forme tumorali più frequenti. Per quanto riguarda la popolazione maschile: polmoni e bronchi, 18,1 per cento; prostata, 16,9 per cento; vescica, 13,7 per cento; colon-retto, 11,7; fegato, 5,3. Sul versante femminile: mammella, 29,2; colon-retto, 13,1; tiroide, 6,9; corpo dell’utero, 5,3; polmone e bronchi, 4,4. 

foto2 Emiliano Gorgoni Ruscitti ROP-2

Com'è strutturata la Rop

Grazie all’attivazione della rete oncologica pugliese, la regione avrà “finalmente strategie e protocolli comuni”, rimarca con soddisfazione Emiliano. La rete ha un’organizzazione piramidale. Al vertice c’è la Conc (Consulta oncologica regionale), cui spettano funzioni di indirizzo strategico e verifica. Un gradino sotto alla Conc c’è la Ucoor (Unità coordinamento rete), che si occuperà di coordinamento, attuazione e indirizzo strategico.

Poi vi sono i Dionc (dipartimenti integrati oncologici) della Capitanata, del Barese, dell’area jonico-adriatica (che include Brindisi e Taranto) e del Salento. Ogni Dionc, a sua volta, è composto da diversi Gpi (gruppo di patologia interdisciplinare). Nel Dionc jonico-salentino, coordinato da Salvatore Pisconti, vi sono cinque Gpi che si occupano rispettivamente dei tumori alla mammella, al polmone, al colon-retto, all’utero e alla prostata. 

Entro la fine dell’anno saranno avviate le sottoreti dedicate alla patologia oncologica del polmone, della prostata, del colon, dell’utero e della mammella. Entro il 2019 invece, saranno attivate le sottoreti dedicate alla patologia oncologica del fegato, della vescica, del pancreas, dello stomaco, del melanoma, del rene e del testa/collo. 

La soddisfazione di Emiliano

“Abbiamo fatto un lavoro e uno sforzo politico enorme per arrivare a questo risultato – ha detto il presidente Emiliano – oggi parliamo di cose fatte e non di cose che faremo. Quando sono diventato presidente ho trovato una totale disorganizzazione nel settore dell’oncologia. Ricordo che a Roma, quando sono andato per parlare della rete oncologica, mi hanno chiesto come mai in Puglia non ci fosse ancora. Adesso questa rete esiste e posso parlare dell’immenso lavoro fatto in questi due anni, dell’impegno, della vicinanza umana ai pazienti che costantemente tutti i protagonisti di questo processo hanno dimostrato”.

“Grazie alla Rete oncologica - ha continuato il Presidente - non sarà più necessario andare fuori regione, in Lombardia o in Emilia, se non per casi di particolare gravità. Il perverso sistema nel quale il nord ha bisogno di portarci via i pazienti, oggi trova finalmente una risposta, la Rop. È stato un lavoro di generosità. Gli oncologi si sono prestati a costruire questa sinergia generosa, e questo è stato un gesto di grande intelligenza che ho molto apprezzato. Così come ho molto apprezzato anche una grande cittadinanza attiva che è sempre stata al nostro fianco, dandoci la giusta spinta e le giuste motivazioni”.

Le dichiarazioni di Ruscitti

“Abbiamo identificato quattro aree macroterritoriali con dei responsabili che sono stati nominati dagli oncologi che fanno parte dell’ambito territoriale – ha spiegato il direttore del Dipartimento regionale Politiche della salute Giancarlo Ruscitti - il cui riferimento è l’Oncologico di Bari, il nostro IRCCS dedicato a queste patologie. Abbiamo intenzione di avere lo stesso protocollo in modo tale da curare in maniera uniforme tutti i pugliesi a prescindere dai territori. Stessa cura, stessa terapia, stessa assistenza. Dalla logica separatistica delle isole alla logica condivisa di una unità territoriale regionale”.

“Dal Piano nazionale esiti – ha sottolineato il direttore - si è visto che una delle fonti principali di mobilità passiva per noi è proprio l’oncologia. Con la ROP noi abbiamo intenzione di curare i pugliesi in Puglia. In questa ottica, la decisione della Giunta regionale di autorizzare l’Oncologica di Bari a fare una ricerca di mercato per mettere una protonterapia a Bari. Una macchina molto innovativa quindi, collocata in Puglia, che servirebbe tutto il meridione”.

Ruscitti ha infine annunciato il prossimo step, dopo la rete oncologica, la rete pediatrica pugliese “che è la seconda rete importante che vogliamo far partire in Puglia quest’anno”.

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