Uccisa dal figlio più amato

LATIANO – Il figlio sempre coccolato perché l’ultimo di sei e perché nato con problemi psichici. L’ultima carezza era sempre per lui. Ed è stato proprio Marcello Recchia, il figlio 38enne di Tommasina Ugonotti ad essere l’omicida della madre. Dalle spalle, l’ha presa la povera mamma, e con un coltello e delle forbici da cucina l’ha sgozzata nella sala da pranzo dell’abitazione in via Risorgimento 89. E’ stato lui stesso ha avvertire il 118 ma quando i sanitari sono arrivati sul luogo del delitto, per la 77enne non c’era più niente da fare. Inoltre sono intervenuti i carabinieri di Latiano, della compagnia di S.Vito e del Nucleo Operativo di Brindisi.

Marcello Recchia

LATIANOIl figlio sempre coccolato perché l’ultimo di sei e perché nato con problemi psichici. L’ultima carezza era sempre per lui. Ed è stato proprio Marcello Recchia, il figlio 38enne di Tommasina Ugonotti ad essere l’omicida della madre. Dalle spalle, l’ha presa la povera mamma, e con un coltello e delle forbici da cucina l’ha sgozzata nella sala da pranzo dell’abitazione in via Risorgimento 89. E’ stato lui stesso ha avvertire il 118 ma quando i sanitari sono arrivati sul luogo del delitto, per la 77enne non c’era più niente da fare. Inoltre sono intervenuti i carabinieri di Latiano, della compagnia di S.Vito e del Nucleo Operativo di Brindisi.

Gelo fuori e dentro. Un raptus di follia inspiegabile. Un figlio che uccide la madre. Erano circa le 17 di questo pomeriggio quando Marcello Recchia di 38 anni di Latiano, ha afferrato un coltello in mano e ha tagliato la gola alla genitrice. Erano in cucina, i due, lei vicino al caminetto volgendo le spalle al figlio. Marcello Recchia, l’ha presa da dietro tenendola stretta e ferma con un braccio, e con l’altra mano le ha prima conficcato in gola il coltello, e subito dopo le ha dato il colpo finale con le forbici, armi poi ritrovate accanto al corpo della donna.

Pochi istanti e Tommasina Ugonotti è caduta a terra in una pozza di sangue, con la testa volta di lato, il corpo supino. Non le ha lasciato scampo quel figlio tanto amato, il quale poco dopo, preda della propria malattia mentale, ha comunque dato l’allarme alla sala operativa del 118 di Brindisi con una telefonata: “Fate presto, venite in via Risorgimento 89 a Latiano, forse hanno ucciso mia madre”. All’arrivo dei sanitari del 118, insieme al medico Sasso, non si è potuto far altro che constatare il decesso di Tommasina Ugonotti.

Sul posto, prontamente, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Latiano con al comando il maresciallo Massimo Ribezzo e i colleghi della compagnia di San Vito con il maresciallo Nardacci e il reparto del Nucleo Operativo radiomobile con il capitano Ruello. Alla vista dei militari, l’omicida non ha retto ed ha subito confessato: “Sono stato io ad uccidere mia madre”. Non una lacrima, nemmeno un rimorso. Marcello Recchia è rimasto lì, freddo e gelido, senza fare una smorfia. Con gli occhi sbarrati, è uscito all’esterno tra i carabinieri, quella casa dove da 38 anni viveva con la madre.

L’uomo è stato tradotto nella caserma dei carabinieri di Latiano per l’interrogatorio. Le mani macchiate dal sangue così come gli abiti che indossava , ma il caso è chiuso indipendentemente da ciò, vista la confessione del 38enne. Sul posto è comunque arrivato un sottufficiale del Nucleo Operativo di Brindisi per i rilievi scientifici,

Marcello Recchia era in trattamento sanitario obbligato e più di una volta è stato ricoverato in ospedali psichici e comunità di recupero perché è sempre risultato essere, oltre che instabile, anche violento. Più volte aveva tentato di far del male alla madre. L’ultimo episodio in ordine di tempo, proprio ieri, quando l'anziana ha ricevuto un ceffone – così come raccontato dai vicini – e lei con la scusa di andare a chiedere un limone dalla sua vicina di casa, ha raccontato tutto e ha supplicato quest’ultimi che avvisassero i figli che Marcello stava dando segni di squilibrio.

Forse una tragedia che si sarebbe potuta evitare, lo diranno le indagini e il pm. Dopo l’interrogatorio, durante più di due ore, il 38enne è stato trasferito presso la casa circondariale di Brindisi a disposizione del magistrato di turno in procura, Raffaele Casto. Mentre il corpo della vittima è stato trasportato presso l’obitorio dell’ospedale Perrino in attesa  che il magistrato decida di sottoporre o meno il corpo dell’anziana vittima ad esame autoptico.

FOTOSERVIZIO DI MARGHERITA BARDARO

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