Uccisi dai pitbull, il padrone colpevole

S. PIETRO VERNOTICO - Duplice omicidio colposo. E' la condanna definitiva inflitta ad un 42enne di Torchiarolo. L'aggressione di due pitbull usciti dalla sua villa provocò la morte di due persone, Vincenzo Ramis di 60 anni, e Salvatore Rizzello di 62 anni, di S. Pietro Vernotico. Secondo la Cassazione, se un cane uccide, il padrone è da ritenersi responsabile del reato riconosciuto in via definitiva con la sentenza in questione.

Un pitbull

S. PIETRO VERNOTICO - Duplice omicidio colposo. E' la condanna definitiva inflitta ad un 42enne di Torchiarolo. L'aggressione di due pitbull usciti dalla sua villa provocò la morte di due persone, Vincenzo Ramis di 60 anni, e Salvatore Rizzello di 62 anni, di S. Pietro Vernotico. Secondo la Cassazione, se un cane uccide, il padrone è da ritenersi responsabile del reato riconosciuto in via definitiva con la sentenza in questione.

La Suprema Corte lo ha stabilito con la convalida di una condanna per duplice omicidio colposo (che secondo il codice penale prevede una pena fino a 12 anni) del proprietario dei due cani, colpevole di non avere custodito i suoi due animali che, il 15 aprile 2002, aggredirono Ramis e Rizzello.

L'uomo, condannato per duplice omicidio colposo dalla Corte d'Appello di Lecce, nell'ottobre 2010, ha tentato di alleggerire la propria posizione sostenendo di non avere responsabilità perché nella notte le persone che avevano tentato il furto della sua auto avevano lasciato il cancello della villa aperto, favorendo così l'uscita dei due cani feroci. Ma la Corte di Cassazione ha stabilito definitivamente le responsabilità dell’imputato.

Le due vittime erano braccianti agricoli che stavano lavorando nei pressi della villa di Giovanni Messito, di Torchiarolo, in località Campo di Mare. I due cani non lasciarono loro scampo, dilaniandoli uno dopo l’altro. La pattuglia di carabinieri intervenuta sul posto non riuscì a scendere dall’auto, presa d’assalto dai cani. Alla fine uno due fu abbattuto. Per stanare l’altro si fece ricorso addirittura ad un robot in dotazione agli artificieri, ma la partita fu chiusa solo con alcune raffiche di mitraglietta da un gruppo di militari dell’Arma.

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