Uccisione cane Remì: indagato un cacciatore, sequestro di armi e munizioni

Il meticcio fu ucciso a fucilate la mattina del 29 gennaio nel centro di Carovigno. Un 71enne del posto accusato dei reati di uccisione di animali e spari non autorizzati in luogo pubblico

CAROVIGNO – C’è una svolta nelle indagini sull’uccisione di Remì, il cane assassinato con un colpo di fucile in via Mascagni, nel centro di Carovigno, la mattina dello scorso 29 gennaio. Un cacciatore di 71 anni (E. S. le iniziali del suo nome) residente a Carovigno è indagato a piede libero per i reati di uccisione di animali e di spari non autorizzati in luogo pubblico. I carabinieri della locale stazione e gli agenti della polizia locale di Carovigno ieri mattina (21 maggio) si sono recati presso l’abitazione del pensionato, per eseguire un decreto di perquisizione e sequestro probatorio delle armi legalmente denunciate e detenute dallo stesso. Dagli accertamenti è stata rilevata la piena compatibilità dei pallini da caccia repertati sul luogo dell’evento con i fori di entrata presenti sulla carcassa del cane. 

Le armi e le munizioni

Le forze dell’ordine hanno svuotato una cassaforte in ferro, regolarmente chiusa a chiave, al cui interno il 71enne custodiva: una carabina semiautomatica calibro 308 marca Haenel, con cannocchiale e 49 cartucce calibro 308; un fucile semiautomatico marca Benelli calibro 12; un fucile monocanna calibro 8; un fucile semiautomatico marca Browing calibro 12; due fucili semiautomatici marca Breda, calibro 12; nove cartucce a palla unica.

Foto armi Carovigno-2

In cucina inoltre, in un vano ripostiglio situato all’interno di una credenza e su di un tavolo, sono stati rinvenuti: due barattoli di alluminio di cui uno privo di tappo, contenente complessivamente 4,545 chilogrammi di piombo a pallini; un barattolo in ferro, sempre privo di tappo, contenente 1,28 chilogrammi di piombo; diverse buste di cellophane trasparenti contenenti 1173 cartucce calibro 12, caricate verosimilmente artigianalmente; otto confezioni che contenevano 60 cartucce di varie marche; una vaschetta di plastica contenente 2,950 chilogrammi di piombo a pallini.

Le indagini

Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal pubblico ministero Pierpaolo Montinaro, al culmine degli accertamenti investigativi eseguiti dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni al comando del capitano Antonio Carvino, dai militari della stazione di Carovigno e dalla polizia locale. Sul posto intervenne anche un medico veterinario dell’Asl che ispezionò la carcassa del povero animale, effettuando successivamente sulla stessa l’esame necroscopico delegato dal magistrato. Già nell’immediatezza dei fatti i sospetti degli inquirenti si indirizzarono verso il 71enne. Basti pensare che il giorno dopo la barbara uccisione, le forze dell’ordine effettuarono dei controlli sull’anziano e sulle sue armi. Nelle settimane successive gli investigatori hanno stretto il cerchio intorno al sospettato, nonostante la cortina di omertà che ha avvolto la vicenda.

Remì venne giustiziato intorno alle ore 8,15 del mattino, in una strada del centro cittadino, in un orario in cui circolavano anche bambini diretti a scuola. Il meticcio era di proprietà di una donna residente a poche centinaia di metri dal luogo in cui ha perso la vita. Il fido conosceva bene via Mascagni, perché spesso, autonomamente, usciva da casa e andava a scodinzolare proprio in quella strada, per poi tornare alla base. Di fatto Remì era diventato la mascotte dell’isolato. Tutti gli volevano bene e lo riempivano di attenzioni. Tutti tranne uno.  

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