Infartuato dovrà attendere un anno per test cardiovascolare da sforzo

Un anno e cinque giorni di attesa e pazienza per un test cardiovascolare da sforzo: dovrà aspettare 370 giorni un commercialista di Brindisi che venerdì scorso ha chiesto la prenotazione per la visita specialista e si è sentito rispondere 13 maggio 2016

Il Cup di via Dalmazia a Brindisi

BRINDISI – Un anno e cinque giorni di attesa e pazienza per un test cardiovascolare da sforzo: dovrà aspettare 370 giorni un commercialista di Brindisi che venerdì scorso ha chiesto la prenotazione per la visita specialista e si è sentito rispondere 13 maggio 2016. “Cosa? Guardi che siamo nel 2015”. Dall’altra parte: “Sì, ma la visita è a maggio 2016”. Pensava di aver capito male. Niente affatto.

La data è quella: è scritta sul modulo rilasciato dal Cup dell’Azienda sanitaria locale di Brindisi venerdì scorso, quando il professionista ha fatto richiesta dopo essersi sottoposto a visita dal suo medico curante. Mai immaginava che la lista d’attesa fosse così lunga. E invece è lunghissima, tanto da essere necessari dodici mesi per smaltire tutte le prenotazioni in coda.

Per il test dovrà raggiungere l’ospedale Camberlingo. A Brindisi, città dove il commercialista risiede, è impossibile. Perché è a Francavilla Fontana che il centro di prenotazione ha individuato il primo posto libero. Che fare? Rimandare ancora? Rinunciare e affidarsi a strutture private o convenzionate, ma pur sempre dietro pagamento?

Il professionista ha provato a spiegare la sua necessità, anche perché è stato colpito da infarto. Ma proprio in considerazione del fatto che il cuore non ha retto in passato, il commercialista era convinto di sottoporsi al test da sforzo nel giro di qualche mese.

Sbollita la rabbia dei primi minuti, andata avanti in verità per qualche giorno, commenta con una battuta: “Hanno rischiato di farmelo venire lì per lì un altro infarto, quando mi hanno comunicato la data dell’esame: duemilasedici. Ma ci rendiamo conto? Sono cose vere che succedono a Brindisi. E ovviamente danno il senso delle condizioni in cui versa la sanità pugliese”.

Dal Cup hanno fatto tutte le ricerche possibili, ma prima non è stato trovato un giorno disponibile in calendario. E spiegano che davanti a richieste di prenotazione che arrivano da tutta la provincia esistono solo alcuni reparti in grado di svolgere esami come quello del test  cardiovascolare da sforzo. “Purtroppo non viene eseguito dagli ambulatori periferici”, spiegano. Come, per esempio, quello che si trova in via Dalmazia, a Brindisi.

A questo punto la questione si complica, entrano in gioco i tagli nel settore della sanità così come l’organizzazione periferica, argomenti sempre all’ordine del giorno che portano a scoprire che per esami di altro tipo si supera anche l’anno.

Accade  per la mammografia di cui tanto si è parlato nelle ultime ore, complice l’uscita di Beppe Grillo, con scuse immediate dopo gli interventi del Ministro della Salute e del premier Matteo Renzi: c’è chi sostiene di dover aspettare due anni, se non tre. E che proprio per evitare l’attesa è stato costretto ad optare per le strutture private, dietro pagamento.

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