Unisalento, parla l'accusatore di Miccolis

LECCE – E’ notizia di qualche giorno fa l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari notificata all’ex direttore generale dell’università del Salento, Emilio Miccolis. Ecco cosa dice il suo grande accusatore Manfredi De Pascalis.

Emilio Miccolis

LECCE – E’ notizia di qualche giorno fa l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari notificata all’ex direttore generale dell’università del Salento, Emilio Miccolis. Sulla scia delle vecchie incrinature e tensioni di collegio che hanno coinvolto l'ateneo salentino negli ultimi mesi, giunge, a sole poche settimane dall'elezione del nuovo rettore, l'arresto del ex dirigente dell'Unisalento, che ora dovrà rispondere dell’accusa di tentata concussione.

Le indagini portate avanti della procura della Repubblica di Lecce sono partite a seguito di due esposti presentati il 5 ottobre dal consigliere d’amministrazione Manfredi De Pascalis e dal senatore accademico Tiziano Margiotta, entrambi presi di mira, stando a quanto afferma il sindacalista della Cgil, da pressioni e sollecitazioni da parte della dirigenza.

Si tratterebbe infatti di vere e proprie azioni prolungate nel tempo, afferma De Pascalis, “sollecitazioni non indirizzate alla mia persona come sindacalista, ma come responsabile dell'ufficio reclutamento, che è una posizione abbastanza importante e delicata”, e ancora aggiunge “il responsabile di quell'ufficio è tenuto a controllare la legittimità delle procedure. Io personalmente ho esercitato il mio ruolo credo abbastanza diligentemente perché ho ripetutamente segnalato delle irregolarità. Questa mia attività ovviamente era scomoda, non poteva essere tollerata ulteriormente.”

Lo stesso Miccolis, infatti, durante alcuni colloqui privati, sembrerebbe aver promesso ai due sindacalisti degli avanzamenti di carriera e passaggi di categoria al fine di ottenere migliori compensi. Nello specifico, l'ex direttore avrebbe esortato più volte De Pascalis a presentare richiesta di trasferimento in secondi uffici sempre dietro adeguata ricompensa, sperando così di meritarsi un atteggiamento più morbido e meno invadente nelle attività che lo riguardavano.

“Non avevo nessuna intenzione di trasferirmi”, continua De Pascalis. “Il mio lavoro lo facevo con profitto, apprezzato in tutto l'ateneo, non ritenevo assolutamente giusto accettare le sue proposte”. Da qui l'iniziativa di raccogliere e portare in procura la registrazione principe ottenuta durante un colloquio avvenuto con l’ex direttore dell'Università di Lecce.

“Ho deciso di registrare perché ritenevo che ci fosse qualcosa di poco regolare.”, dice il sindacalista, fornendo così una delle maggiori prove che poi, sommatasi alla documentazione fatta pervenire anche dal componente del senato accademico Margiotta, hanno portato prima alle dimissioni e poi all'arresto dello stesso Miccolis.

Ma proprio sulla misura degli arresti domiciliari che i legali dell'ex direttore concentrano le proprie confutazioni, richiedendone la revoca. Il loro assistito, ci tengono a chiarire gli avvocati Daniele Montinaro e Viola Messa, essendo solo funzionario presso la sede di Brindisi dell’ateneo barese, non avrebbe più alcun tipo di contatto con lavoratori e sindacalisti dell'ateneo leccese. Motivo per cui non si presenterebbe l'occasione di reiterare il reato. La parola spetta così al gip Antonia Martalò, che si pronuncerà a riguardo.

Intanto la corsa all'elezione del nuovo rettore non si arresta e a tal proposito De Pascalis ci tiene a dire: ”Qui non ci potrà essere pacificazione: tutti cercano la pacificazione, dimenticando che si tratta di una questione di cause ed effetti, le liti, le lacerazioni, sono gli effetti, non sono le cause e perché questi non ci siano più vanno rimosse le cause, la causa qual è? Domenico Laforgia”.

Poi aggiunge “Tutti si dovrebbero far carico dell'esigenza di ripristinare in università condizioni di trasparenza e legalità. Democrazia partecipativa è dare il proprio contributo, tutta la comunità accademica dovrebbe ritrovare il senso d'appartenenza all'istituzione e dare il proprio contributo di competenze ed esperienza.”, e senza nasconde la sua preferenza per uno dei candidati rettore aggiunge: “Nel programma del professore Carducci c'è una cosa che a me piace tantissimo; là dove si dice che sia le sedute del consiglio di amministrazione che del senato accademico siano trasmesse in streaming. Non parliamo di questioni private, ma questioni che riguardano tutti.”

Nel frattempo, il De Pascalis è stato trasferito nell'ufficio pensioni dell'istituto Principe Umberto. Ma spera di poter ricoprire di nuovo quel ruolo un po' scomodo per alcuni, ma in cui era ben inserito e che gli ha regalato la stima dell'intero corpo accademico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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