Uomo bruciato, Dora resta in carcere

BRINDISI - Non si riaprono i cancelli del carcere per Dora Buongiorno, la donna di 43 anni accusata di aver dato fuoco all’amante, Cosimo Damiano De Fazio, 51 anni, perché – sostiene la difesa – esasperata dalle angherie subite negli anni trascorsi insieme all’uomo, al suo fianco, pur nell’ombra, ma pur sempre nel ruolo di madre dell’ultimo figlio, un ragazzino di 14 anni. Stamani l’udienza dinanzi al Tribunale del Riesame di Lecce (presidente Silvio Piccinno) che nel primo pomeriggio ha depositato il dispositivo.

Damiano De Fazio

BRINDISI - Non si riaprono i cancelli del carcere per Dora Buongiorno, la donna di 43 anni accusata di aver dato fuoco all’amante, Cosimo Damiano De Fazio, 51 anni, perché – sostiene la difesa – esasperata dalle angherie subite negli anni trascorsi insieme all’uomo, al suo fianco, pur nell’ombra, ma pur sempre nel ruolo di madre dell’ultimo figlio, un ragazzino di 14 anni. Stamani l’udienza dinanzi al Tribunale del Riesame di Lecce (presidente Silvio Piccinno) che nel primo pomeriggio ha depositato il dispositivo.

Nulla da fare, rigettato il ricorso presentato dall’avvocato della donna, Roberto Cavalera, che riteneva debole il quadro indiziario oltre che non più sussistenti le esigenze cautelari. Dora Buongiorno, di Carovigno, è accusata di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione. Sia dinanzi agli inquirenti sia in sede di interrogatorio di convalida del fermo disposto dal pm Luca Buccheri ed eseguito dai poliziotti della Squadra mobile il 23 gennaio scorso, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

Secondo le ricostruzioni avrebbe condotto l’uomo nelle campagne tra Mesagne e Serranova attorno alle 23 del 26 dicembre scorso e avrebbe appiccato il fuoco all’altezza dei genitali, riducendolo in fin di vita. Trovato avvolto dalle fiamme come torcia umana da un vigilantes De Fazio fu ricoverato in ospedale dove morì all’alba del 28 dicembre.

Agli investigatori la figlia della donna avrebbe parlato di gravi maltrattamenti subiti dalla madre che avrebbe quindi ucciso l’amante per esasperazione. Dora Buongiorno è al momento l’unica indagata per il delitto.

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Nella sua abitazione è stata rinvenuta una ricetta medica per la prescrizione di un farmaco, il Minias, che è un calmante. E’ per questa ragione che il pm ha subito richiesto approfondimenti tossicologici che avrebbero dato esito positivo ma sui quali sono ancora al lavoro il medico legale Antonio Carusi e il tossicologo Giacomo Greco.

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