La Xylella arriva a Cisternino: dovrà essere tagliato un bosco

Le conseguenze dei rinvii dovuti ai ricorsi. Mille ulivi da abbattere nella zona cuscinetto dopo la deroga ai vincoli paesaggistici. Si tenterà di salvare gli ulivi secolari

CISTERNINO – la sequela dei ricorsi non ha fatto altro che provocare l’avanzata del batterio della Xylella fastidiosa nella parte nord della zona cuscinetto, ed ora la lotta si è spostata anche in territorio di Cisternino. Purtroppo, è il momento di passare a centinaia di abbattimenti: ammessa la deroga al piano paesaggistico regionale, bisognerà riprende l’azione di contrasto alla malattia.

E sotto le motoseghe cadrà quasi interamente un piccolo bosco di essenze mediterranea tra Ostuni e Cisternino, perché si tratta di piante comprese nelle 23 specie qualificate come ospiti del batterio, e nei pressi a meno di cento metri c’è un olivo infetto. Si procederà, però, tentando di salvare le piante secolari. Tutto ciò è stata materia di discussione in un recente vertice nel Nord Brindisino.

Negli scorsi giorni la Regione Puglia ha emesso i decreti ingiuntivi di eradicazione, notificati ai proprietari di sette focolai con presenza di alberi di olivo risultati infetti, tra cui alcuni secolari, nell’agro tra Ostuni, Cisternino e Ceglie Messapica. Il numero dei focolai aumenta di tre esemplari, stando ai controlli effettuati negli ultimi due mesi e alla lista dei Comuni tra zona di contenimento e cuscinetto si aggiunge Cisternino, dove ieri mattina, giovedì 1 febbraio, si è tenuto un incontro indetto dalla Regione Puglia.

Un summit sull'emergenza nel Nord Brindisino

Alla riunione hanno preso parte il sindaco di Cisternino, Luca Convertini, e la sua vice Marilena Semerano; il vicesindaco di Ceglie Messapica, Angelo Palmisano; gli assessori all’Ambiente e alle Attività produttive del Comune di Ostuni, Luigi Nacci e Maria Zurlo; il dirigente del Dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone; il direttore dell’Osservatorio fitosanitario regionale, Pasquale Solazzo; la responsabile del Servizio produzioni vivaistiche e controllo organismi nocivi Anna Percoco; il responsabile organizzativo dell’Osservatorio fitosanitario provinciale, Cosimo Cavallo.

Il vertice è servito a entrare nel merito dell’ultimo piano operativo varato per le zone cuscinetto e di contenimento, che prevede l’abbattimento delle piante infette e di quelle ospiti nel raggio di cento metri, operando in deroga al piano paesaggistico regionale, come previsto dalla LR 4/2017, modificata su direttiva della Comunità europea.

Sanati i problemi di ordine giuridico che impedivano l’eradicazione e l’abbattimento nelle aree a vincolo delle zone in oggetto, adesso bisogna capire, caso per caso, come procedere per rispettare il piano cercando di tutelare gli olivi monumentali non infetti ricadenti nei buffer dei 100 metri, le cui fronde andranno isolate con fitte reti metalliche e potature. Fondamentale, sulle piante destinate all’eradicazione, la lotta chimica al vettore attraverso trattamenti che presto diventeranno obbligatori, con due principi attivi adesso consentiti:  acetamiprid e deltametrina. Se si ferma il vettore, si ferma la malattia: questa la direzione secondo cui l’Osservatorio fitosanitario sta lavorando.

I risarcimenti

Tutti i costi relativi all’isolamento degli olivi monumentali non infetti sono a carico dei proprietari, che potranno chiedere il rimborso delle spese sostenute grazie al fondo messo a disposizione dalla Regione Puglia (sotto-misura 5.1), mentre restano invariati gli importi per l’indennizzo dei costi di eradicazione (da 180 a 230 euro). Sempre nell’ottica di tutelare gli olivi monumentali, la Regione ha investito 1milione di euro sulla ricerca che indaga la possibilità di innestare le specie definite tolleranti al batterio, come leccino e favolosa, sulle piante originarie.

A margine dell’incontro si è svolto un sopralluogo in una delle aree a vincolo paesaggistico, in un terreno tra Cisternino e Ostuni dov’è stato localizzato un albero di olivo infetto. Qui si trova un bosco di macchia mediterranea, di cui dovrebbero essere abbattute quasi tutte le piante presenti, perché rientrano nella lista delle 32 specie definite ospiti.

"Il batterio avanza"

«Prendendo atto di quella che è senz’altro una situazione drammatica – dichiarano gli assessori Zurlo e Nacci – non possiamo che essere solidali con gli agricoltori proprietari delle piante infette, che dovranno procedere con l’eradicazione e l’attuazione delle misure previste da Piano, affinché non si verifichi lo scempio attuale dei territori limitrofi di Oria e Torchiarolo. L’unica certezza che abbiamo è che il batterio avanza”.

“La mancata attuazione del Piano di eradicazione ha portato ai risvolti dolorosi che sono ormai sotto gli occhi di tutti. Come evidenziato anche dai colleghi presenti all’incontro, le amministrazioni locali dovrebbero essere sostenute per far fronte innanzitutto al compimento di interventi preventivi su strade e terreni di proprietà comunale. Insistiamo a chiedere che venga convocato un incontro con il Presidente Emiliano e con l’assessore Caracciolo, proprio per trovare un modo di finanziare tutte le buone pratiche prescritte ai cittadini».

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