Video dei banditi bloccato da burocrazia

BRINDISI - Un paradosso. Gli agenti della Squadra mobile sono al lavoro da ieri mattina, ininterrottamente, per cercare di identificare i due responsabili di una rapina compiuta ieri mattina nel cuore di Brindisi, in un ufficio postale strapieno di gente, in orario di apertura degli uffici, proprio in un luogo circondato da scuole superiori. Non hanno però ancora a disposizione le riprese delle telecamere di cui l’ufficio postale assaltato, quello del quartiere Santa Chiara, è munito.

L'Ufficio postale a S.Chiara dopo la rapina

BRINDISI - Un paradosso. Gli agenti della Squadra mobile sono al lavoro da ieri mattina, ininterrottamente, per cercare di identificare i due responsabili di una rapina compiuta ieri mattina nel cuore di Brindisi, in un ufficio postale strapieno di gente, in orario di apertura degli uffici, proprio in un luogo circondato da scuole superiori. Non hanno però ancora a disposizione le riprese delle telecamere di cui l’ufficio postale assaltato, quello del quartiere Santa Chiara, è munito.

La ragione è più banale di quel che può apparire: bisogna che, per i sofisticati sistemi di sorveglianza delle Poste, arrivi il tecnico specializzato che ha da chiedere autorizzazioni varie in sede centrale prima che il dvd con le riprese di una scena durata qualche minuto, niente di ‘pesantissimo’ in termini di gigabyte, possa finalmente giungere sul pc dei poliziotti della Sezione antirapina (la dirige l’ispettore capo Giancarlo Di Nunno che ieri si è recato sul posto con il dirigente della Mobile, il vicequestore Alberto Somma) che hanno avviato indagini, ricerche, approfondimenti, perquisizioni.

Anche la persona meno esperta dei meccanismi investigativi comprenderebbe, nel caso di specie, che se per caso ad entrare in azione con un taglierino in pugno, siano state persone di fuori Brindisi, allora è ormai sicuro che queste abbiano avuto tutto il tempo di prendere il largo. E utilizzare per il riconoscimento un dettaglio, come la griffe sul giubbotto, un tatuaggio non celato dagli indumenti, un passamontagna particolarmente sgargiante (si tratta di spunti per il riconoscimento di rapinatori realmente offerti, in passato, agli investigatori), sia più difficile quanto più tempo trascorre.

Al lavoro sin dalle 9 del mattino di ieri ci sono proprio coloro che hanno dato un contributo importante alla soluzione del caso della scuola Morvillo Falcone. I ‘ragazzi’ della questura di Brindisi che, proprio attraverso i filmati di un chiosco di panini (estrapolate immediatamente) e quelle altre invece riprese dalle telecamere del Pon sicurezza che vigilano su alcune importanti strade di accesso alla città, hanno individuato l’uomo di Copertino che aveva fatto saltare in aria tre bombole riempite con polvere esplodente e posizionate il 19 maggio dinanzi ai cancelli di una scuola, la Morvillo Falcone.

La rapina di ieri, tutt’altra storia per fortuna, si è verificata poco lontano, nei pressi di piazza Sapri, di fronte al liceo scientifico Fermi, a due passi dall’industriale Majorana. Non molto lontano dal seminario, dal tribunale e da decine di attività commerciali che, mentre i due malviventi entravano nell’ufficio postale, causando scompiglio tra i clienti e provocando anche un lieve malore alla direttrice, stavano aprendo i battenti.

Subito gli investigatori, come accade quando ad finire bersaglio della criminalità spicciola non sono esercizi privati ma filiali o agenzie di banche o delle poste, hanno chiesto l’autorizzazione ad ottenere le immagini per visionarne ogni fotogramma. Nulla da fare, non resta che attendere e nel frattempo procedere con metodi tradizionali, senza ausili tecnologici.

 

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