Videosorveglianza alla Provincia: il giudice dà ragione al sindacato

BRINDISI – La sentenza del giudice Raffaella Brocca del Tribunale del lavoro ha condannato la Provincia al pagamento delle spese legali, di fatto, dando ragione al sindacato Confsal ma non risolve tutte le problematiche relative all’istallazione di tre telecamere nei corridoi dell’ente locale. Costate 18 mila euro, con fondi reperiti grazie ad una procedura d’urgenza, tutto l’impianto è spento, inutilizzato in attesa di risolvere anche la questione relativa alla privacy.

Brindisi, il palazzo della Provincia

BRINDISI – La sentenza del giudice Raffaella Brocca del Tribunale del lavoro ha condannato la Provincia al pagamento delle spese legali, di fatto, dando ragione al sindacato Confsal ma non risolve tutte le problematiche relative all’istallazione di tre telecamere nei corridoi dell’ente locale. Costate 18 mila euro, con fondi reperiti grazie ad una procedura d’urgenza, tutto l’impianto è spento, inutilizzato in attesa di risolvere anche la questione relativa alla privacy.

“Le spese vanno poste a carico del resistente (cioè la Provincia) perché solo dopo il deposito del ricorso risultano sanati i difetti di informativa segnalati dal ricorrente” recita la sentenza del giudice. Infatti una delle rimostranze che il sindacato aveva portato a supporto della propria causa, lo scorso febbraio, era proprio relativa al comportamento dell’ente che aveva piazzato le telecamere senza aver concordato la scelta con le sigle sindacali, come invece impone l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. Un accordo fu trovato solo in seguito, per questo il tribunale ha condannato la Provincia al pagamento delle spesse legali.

“Ma, al di là della sentenza, l’impianto – ha fatto notare Cosimo D’Angelo rappresentante della Confsal – è spento da mesi quindi ci chiediamo se era così necessario applicare una procedura d’urgenza e spendere 18 mila euro per tre telecamere che non potranno essere utilizzate fino a quando non si capirà come tutelare la privacy di chi frequenta gli uffici della Provincia”.

Le tre telecamere, piazzate all’ingresso principale di via De Leo e a quelli secondari di piazza Santa Teresa e vicino agli uffici del settore Servizi sociali, erano state scelte dall’amministrazione per una funzione di sicurezza: lo stesso staff del presidente Massimo Ferrarese ne aveva infatti sottolinea i benefici, sia dal punto di vista del risparmio che della sicurezza. Risparmiando sui costi di vigilanza, le telecamere avrebbe svolto anche la funzione deterrente per chi avesse avuto intenzione di introdursi negli uffici in maniera furtiva.

“Chi gestirà le immagini, anche con minorenni?” si chiede D’Angelo che, nonostante la sentenza favorevole del Tribunale del lavoro, non ritiene sciolti tutti i dubbi relativi anche al “controllo” dei dipendenti attraverso le telecamere. “Senza contare che sono stati spesi 18 mila euro per un impianto spento, quando abbiamo difficoltà anche ad acquistare la carta igienica”.

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