Villa da 11 vani e una farmasanitaria: sotto sequestro i beni di Mirko Morciano

BRINDISI – Da tempo non aveva più guai con la giustizia, ma secondo la recente normativa il patrimonio ritenuto “sospetto” può essere sempre sottoposto a sequestro anche in una fase successiva. E’ così che i militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Brindisi sono riusciti a mettere le mani sui beni di Cosimo Mirko Morciano, 39 anni, di Brindisi, in passato coinvolte in storie di rapine, droga ed estorsione.

Un momento della conferenza stampa

BRINDISI – Da tempo non aveva più guai con la giustizia, ma secondo la recente normativa il patrimonio ritenuto “sospetto” può essere sempre sottoposto a sequestro anche in una fase successiva. E’ così che i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi sono riusciti a mettere le mani sui beni di Cosimo Mirko Morciano, 39 anni, di Brindisi, in passato coinvolto in storie di rapine, droga ed estorsione.

I BENI - Nell’ambito dell’operazione “Ortensia” – il nome della società con cui la famiglia Morciano acquistava quote in diverse attività imprenditoriali -, le fiamme gialle hanno sequestrato una villa a schiera da 11 vani e mezzo situata al rione Casale di Brindisi, un altro appartamento di 7 vani con garage (ancora al Casale), quote di tre società operanti nei settori immobiliari e dell’antiquariato. Non solo: la Guardia di Finanza ha sottoposto a sequestro anche un’automobile e le quote dell’intero pacchetto societario riconducibile ad una farmasanitaria, tutta intestata alla ex  moglie di Morciano. Il valore complessivo dei beni ammonta ad un milione di euro.

LE INDAGINI – Gli accertamenti della polizia tributaria hanno subito permesso di riscontrare anomalie tra il reddito dichiarato e il patrimonio effettivamente in possesso dell’uomo. Per dichiarazioni complessive da 100mila euro, le “fiamme gialle” hanno individuato invece un patrimonio di 300mila euro maturato dal 1990 al 2007.

Morciano era stato coinvolto in passato in vicende di rapina (nel lontano 1991), ma anche di traffico di sostanze stupefacenti (si arriva fino al 2004), ed estorsione continuata (anni 2005 e 2006). L’uomo era stato anche oggetto di provvedimenti da parte dell’Antimafia di Bari, ed era stato anche sospettato di far parte di un’organizzazione a scopo malavitoso nel 2001, nell’ambito dell’Operazione “Belva”: la sua posizione, però, una volta a processo, venne archiviata.

Figlio di Franco Morciano, uno dei "re delle padelle" e personaggio notissimo nell'epoca in  cui Brindisi era diventata la base e la capitale di questo commercio porta a porta che si era allargato persino sino alla Sardegna (il simbolo dei padellari era la Volvo station wagon, ma Franco Morciano aveva una Lancia Thema Ferrari), Mirko per un periodo preferì però seguire le orme dello zio, Ferdinando Montenegro meglio noto come "Paparone", condannato all'ergastolo per alcuni omicidi avvenuti a Brindisi tra la primavera e l'estate del 1992 (quelli di Franco Incantalupo, Rino Carratta, Francesco Marrazza e Umberto De Nuccio). Montenegro, resosi latitante prima della sentenza dell'Assise di Appello di Lecce del marzo 2003, fu catturato dall'Interpol e dalla polizia inglese nel novembre del 2003 a Cardiff, nel Galles, e poi estradato in Italia nel gennaio 2004.

IL BILANCIO – Il sequestro compiuto nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza non è che l’ultimo in ordine di tempo messo a segno nel solo 2010. Una conferma agli ottimi risultati che i militari stanno ottenendo in materia di recupero di beni. Da gennaio ad oggi, sono stati recuperati 7 milioni e 341mila euro in fatto di confische (4 milioni in via definitiva), e sequestrati 7 milioni e 728mila euro.

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