Villanova: ladri scatenati, scappano con due barche e un gommone

OSTUNI – Altra incursione. E le barche continuano a sparire all’ombra del porto di Villanova, che così vulnerabile non lo è mai stato. Bottino grosso la notte scorsa: i ladri sono scappati con due barche e un gommone. Rubati e ritrovati al largo anche due acquascooter, serviti con ogni probabilità per trainare le imbarcazioni. Salgono a una decina, così, i natanti rubati nelle ultime due settimane. Nel mirino dei banditi, ignari e sfortunati diportisti, vittime di altrettanti clamorosi furti, perpetrati sotto il sole e sotto le stelle, all’interno di uno specchio d’acqua pagato a peso d’oro e attorno al quale, proprio per questo, si aspetterebbero un sistema di vigilanza adeguato: privato, in primo luogo. Invece accade che nelle diverse aree attrezzate per l’ormeggio, i ladri facciano piazza pulita, senza lasciare traccia: libere incursioni in libero porto.

Il dirigente del commissariato, Francesco Angiuli

OSTUNI – Altra incursione. E le barche continuano a sparire all’ombra del porto di Villanova, che così vulnerabile non lo è mai stato.  Bottino grosso la notte scorsa: i ladri sono scappati con due barche e un gommone. Rubati e ritrovati al largo anche due acquascooter, serviti con ogni probabilità per trainare le imbarcazioni. Salgono a una decina, così, i natanti rubati nelle ultime due settimane. Nel mirino dei banditi, ignari e sfortunati diportisti, vittime di altrettanti clamorosi furti, perpetrati sotto il sole e sotto le stelle, all’interno di uno specchio d’acqua pagato a peso d’oro e attorno al quale, proprio per questo, si aspetterebbero un sistema di vigilanza adeguato: privato, in primo luogo. Invece accade che nelle diverse aree attrezzate per l’ormeggio, i ladri facciano piazza pulita, senza lasciare traccia: libere incursioni in libero porto.

In tutte e cinque le circostanze, compresa l’ultima, le barche, ormeggiate all’interno del bacino del golfo, sono state sottratte con destrezza, senza destare allarme alcuno tra i guardiani.

La notte scorsa, l’ultimo grave episodio. I ladri hanno fatto irruzione tra i pontili, e senza essere né osservati né beccati avrebbero preso il largo, a bordo delle tre imbarcazioni e delle due moto d’acqua.

Stamane, dopo l’allarme e la deposizione delle denunce, sono scattate le ricerche, concentrate in mare, sia lungo la fascia nord del litorale brindisino sia lungo la costa del sud barese. Le indagini, avviate dalle forze dell’ordine a seguito dei precedenti “colpi”, hanno consentito ad oggi di rinvenire soltanto una delle barche sottratte furtivamente dalle acque del porto. L’imbarcazione in questione è di proprietà di un noto ed affermato professionista del posto, il veterinario Vito Magli.

Lo scafo veniva rinvenuto, il giorno successivo alla denuncia del furto, a sud del capoluogo pugliese, vale a dire a ridosso del porto di Mola di Bari. L’attività investigativa prosegue alacremente, al fine di individuare gli autori di queste clamorose incursioni. E proprio seguendo il filone di indagine che ha portato al rinvenimento di uno dei natanti, gli investigatori non escludono di aver imboccato la pista giusta per giungere quanto prima a fare luce sulla misteriosa e clamorosa scia di furti.

Polizia e personale dell’Arma starebbero visionando con attenzione alcune immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso dell’impianto di videosorveglianza posto attorno all’area del porto.  Fatti e circostanze spingono gli inquirenti a ritenere quanto mai plausibile l’esistenza di un’unica regia dietro l’onda anomala dei furti. Il sospetto è che la malavita del sud barese possa aver messo su, con il contributo e la fattiva collaborazione di qualche esponente della criminalità del posto, un fiorente mercato illegale della nautica da diporto. Accertamenti sono attualmente in corso per appurare la presenza o meno di un basista o di un palo.

Nel mirino dei banditi, non a caso, sono finite sino ad  oggi piccole barche, facilmente piazzabili sul circuito delle compravendite. Non da poco il danno. Il valore commerciale delle barche rubate, infatti, oscilla dalle 20.000 alle 25.000 euro. Cresce, intanto,  la tensione tra gli operatori del porto e soprattutto tra i proprietari delle barche ormeggiate nel golfo. Nei giorni scorsi il consigliere comunale dell’opposizione, Gianfranco Coppola, aveva sollecitato il ripristino a Villanova del presidio fisso dei Carabinieri, smantellato lo scorso anno.

“Le forze dell’ordine non sono guardiani. Né si possono reclamare presidi di forza pubblica in ogni porto. Va bene sollecitare rinforzi sul fronte della pubblica sicurezza, ma chi gestisce i servizi privati all’interno dei moli deve preoccuparsi di garantire adeguati sistemi di sicurezza, guardiania e vigilanza”, sottolinea con fermezza Francesco Angiuli,  Dirigente del Commissariato di polizia di Ostuni.

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