Violenza alla coop sociale, la difesa parla di processo indiziario

BRINDISI – La partita si gioca sul luogo dove si trovava l’educatrice – parte lesa di questa vicenda - la sera quando ci fu una telefonata con Giuseppe Baldari, 56 anni, di Latiano, e si diedero appuntamento. L’avvocato Antonio Poci, difensore dell’imputato, ritiene che quella fu una trappola per incastrare il suo assistito, all’epoca dei fatti presidente della cooperativa che gestisce la comunità di recupero di minori a rischio “Mondo azzurro”, attualmente agli arresti domiciliari per violenza sessuale nei confronti dell’educatrice.

Il pm Silvia Nastasia

BRINDISI – La partita si gioca sul luogo dove si trovava l’educatrice – parte lesa di questa vicenda - la sera quando ci fu una telefonata con Giuseppe Baldari, 56 anni, di Latiano, e si diedero appuntamento. L’avvocato Antonio Poci, difensore dell’imputato, ritiene  che quella fu una trappola per incastrare il suo assistito, all’epoca dei fatti presidente della cooperativa che gestisce la comunità di recupero di minori a rischio “Mondo azzurro”, attualmente agli arresti domiciliari per violenza sessuale nei confronti dell’educatrice.

La quale si è costituita parte civile con l’avvocato Gianvito Lillo. La donna è stata interrogata nella precedente udienza. In quella occasione ha confermato quanto già denunciato lo scorso inverno. “Mi ha conficcato con la forza la lingua in bocca”, fece mettere a verbale ed ha ripetuto nel corso dell’interrogatoria dinanzi al tribunale in composizione collegiale. E poi palpeggiamenti, strofinamenti e apprezzamenti volgari. Tre episodi verificatisi lo scorso novembre che lei denuncia ai poliziotti della Squadra mobile di Brindisi e il 4 dicembre portano all’arresto di Baldari su richiesta del pubblico ministero Silvia Nastasia e ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Antonia Martalò.

Nell’ultima udienza sono state ascoltate tutte le altre educatrici che operano nella struttura di Latiano, colleghe delle parte offesa. Tutte hanno riferito di avere saputo di quello che era accaduto alla collega perché la stessa lo aveva raccontato loro. Quindi non in modo diretto, ma per racconto della parte che aveva subìto le attenzioni violente del presidente, arrivato persino a picchiarla, secondo la denuncia, quando lei reagì con determinazione alle richieste di sesso.

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Il processo si sta svolgendo a porte chiuse e sugli atti si conosce ben poco. Pare che l’avvocato Poci stia portando avanti la tesi del processo indiziario perché non ci sarebbe nessun elemento che confermerebbe la violenza. E sostenendo che ci sono solo le dichiarazioni di accusa della donna contro le dichiarazioni dell’imputato che respinge tutto e sostiene che si sia trattato di una vendetta della donna. Ma non è una strada facile. Il processo è stato aggiornato al 28 settembre per l’escussione di altri testi.

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