Violenza sessuale alla cooperativa, battaglia a porte chiuse

BRINDISI – Si torna in aula martedì prossimo per il processo a carico di Giuseppe Baldari, 56 anni, di Latiano, ritenuto responsabile di violenza sessuale nei confronti di una dipendente. Il tribunale, in composizione collegiale, presieduto da Gabriele Perna, ha disposto il rinvio dopo avere ascoltato la parte lesa e quattro verbalizzanti (poliziotti della Squadra mobile di Brindisi). Inoltre ha acquisito dei documenti depositati dall’avvocato Antonio Poci, difensore dell’imputato, con i quali il penalista intende dimostrare che le cose non sarebbero andate così come denunciate dalla denunciante, costituitasi parte civile con l’avvocato Gianvito Lillo.

BRINDISI – Si torna in aula martedì prossimo per il processo a carico di Giuseppe Baldari, 56 anni, di Latiano, ritenuto responsabile di violenza sessuale nei confronti di una dipendente. Il tribunale, in composizione collegiale, presieduto da Gabriele Perna, ha disposto il rinvio dopo avere ascoltato la parte lesa e quattro verbalizzanti (poliziotti della Squadra mobile di Brindisi). Inoltre ha acquisito dei documenti depositati dall’avvocato Antonio Poci, difensore dell’imputato, con i quali il penalista intende dimostrare che le cose non sarebbero andate così come denunciate dalla denunciante, costituitasi parte civile con l’avvocato Gianvito Lillo.

La prossima udienza sarà dedicata ad altri testi. Baldari è tuttora agli arresti domiciliari ai quali fu assegnato il 4 dicembre del 2009 con ordinanza del giudice Antonia Martalò, su richiesta del sostituto procuratore Silvia Nastasia. L’accusa è di violenza sessuale consumata e tentata e di lesioni personali. Baldari all’epoca era presidente della cooperativa che gestisce a Latiano “Mondo Azzurro”, comunità per il recupero di minori a rischio.

A denunciare Baldari fu una giovane donna, dipendente della struttura. La giovane si rivolse alla Squadra mobile di Brindisi diretta dal vice questore Francesco Barnaba. Fece mettere a verbale tre episodi di violenza sessuale che avrebbe subito nel mese di novembre 2009. Denunciò apprezzamenti volgari da parte del presidente, palpeggiamenti e strofinamenti. Stando a quanto riferì agli investigatori, avrebbe cercato in tutti i modi di dissuadere Baldari. Ma non ci sarebbe stato verso.

Lui imperterrito, approfittando anche della sua carica all’interno della struttura, non demordeva. Anzi, aumentava le sue attenzioni verso la dipendente. Sino ad arrivare alla violenza sessuale e alle lesioni quando la donna reagì alle aggressioni sessuali. La Sezione reati contro la persona della Squadra mobile, conclusi gli accertamenti, trasmise i risultati al sostituto procuratore Silvia Nastasia e il giudice per le indagini preliminari emise il provvedimento di arresti domiciliari.

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L’udienza di quest’oggi è stata un’autentica battaglia, con l’avvocato Poci che ha cercato, come si diceva, di modificare la strada in salita del suo cliente nel discolparsi dalla pesante accusa di violenza sessuale. Come lo abbia fatto e quale documentazione abbia presentato il penalista non è dato sapere poiché il processo, come tutti quelli che riguardano una materia così delicata come la violenza sessuale, si è svolto a porte chiuse.

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