Violenza sessuale nella coop Mondo Azzurro, via al processo

LATIANO - Ritenuto responsabile di almeno tre episodi di violenza sessuale nei confronto di una dipendente, Giuseppe Baldari, 56 anni, di Latiano, questa mattina è comparso dinanzi al Tribunale (presidente Gabriele Perna). Udienza a porte chiuse. Era presente anche la vittima delle presunte violenze che si è costituita parte civile con l’avvocato Gianvito Lillo. Il processo è stato incardinato. Il Tribunale ha dovuto affrontare tre eccezioni sollevate dal difensore di Baldari, l’avvocato Antonio Poci, e poi ha aggiornato al 6 luglio.

LATIANO - Ritenuto responsabile di almeno tre episodi di violenza sessuale nei confronto di una dipendente, Giuseppe Baldari, 56 anni, di Latiano, questa mattina è comparso dinanzi al Tribunale (presidente Gabriele Perna). Udienza a porte chiuse. Era presente anche la vittima delle presunte violenze che si è costituita parte civile con l’avvocato Gianvito Lillo. Il processo è stato incardinato. Il Tribunale ha dovuto affrontare tre eccezioni sollevate dal difensore di Baldari, l’avvocato Antonio Poci, e poi ha aggiornato al 6 luglio.

Baldari è tuttora agli arresti domiciliari ai quali fu assegnato il 4 dicembre del 2009 con ordinanza del giudice Antonia Martalò, su richiesta del sostituto procuratore Silvia Nastasia. L’accusa è di violenza sessuale consumata e tentata e di lesioni personali. Baldari all’epoca era presidente della cooperativa “Mondo Azzurro”, comunità per il recupero di minori a rischio.

A denunciare Baldari fu una giovane donna, dipendente della struttura. La giovane si rivolse alla squadra mobile di Brindisi diretta dal vice questore Francesco Barnaba. Fece mettere a verbale tre episodi di violenza sessuale che avrebbe subito nel mese di novembre 2009. Denunciò apprezzamenti volgari da parte del presidente, palpeggiamenti e strofinamenti. Stando a quanto riferì agli investigatori, avrebbe cercato in tutti i modi di dissuadere Baldari.

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Ma non ci sarebbe stato verso. Lui imperterrito, approfittando anche della sua carica all’interno della struttura, non demordeva. Anzi, aumentava le sue attenzioni verso la dipendente. Sino ad arrivare alla violenza sessuale e alle lesioni quando la donna reagì. La sezione reati contro la persona della Squadra mobile, conclusi gli accertamenti, trasmise i risultati al sostituto procuratore Silvia Nastasia e il giudice per le indagini preliminari emise il provvedimento di arresti domiciliari.

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