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“Basta con le occasioni perdute”

di Fabio Mollica » 10 giugno 2012 alle 08:00

Marcello Rollo

BRINDISI – Marcello Rollo è presidente del Consorzio Asi da sei mesi. Arrivò qui su indicazione di Massimo Ferrarese, e furono subito polemiche. Polemiche a cui non ha mai voluto rispondere. Anzi, più volte ha inviato segnali distensivi. E ancora oggi continua a sostenere che «questo territorio è forte solo quando è unito».

Che idea si è fatto, il Consorzio Asi può essere utile o è un carrozzone di cui si potrebbe fare a meno?

«A causa del lunghissimo periodo di commissariamento questo ente si occupava ormai solo di ordinaria amministrazione. Era tagliato fuori da tutte le altre amministrazioni. Lo sviluppo della zona industriale ha avuto un black-out di 17 anni. Abbiamo perso occasioni e  competitività. La verità e che questo ente funziona se interagisce con gli altri enti e le amministrazioni locali. E deve farlo innanzitutto con l’Autorità portuale. A tal proposito, ritengo paradossale che nel comitato portuale l’Asi non sia rappresentata».

Su cosa state lavorando?

«Su progetti che sono funzionali alla pianificazione dei comuni e degli enti soci del nostro Consorzio. Bonifiche, piattaforma logistica, centro servizi, punto franco. Detta così è semplice, ma ognuno di questi temi ha richiesto settimane di studio».

Partiamo dalle bonifiche: ce la farete a sbloccare i terreni?

«Penso che i risultati raggiunti negli ultimi giorni siano la dimostrazione che quando il territorio si muove unito, i risultati arrivano. Per 12 anni il decreto per l’Area a rischio ambientale brindisina è stato ignorato. E così un atto nato con l’obiettivo di aiutare il territorio, alla fine lo ha penalizzato, bloccandone lo sviluppo. E questo perché non c’era stato uno sforzo comune. Noi ci siamo fatti promotori di questo sforzo».

Asi Brindisi, la sede

«Penso che entro la fine dell’anno il ministero sbloccherà i terreni non inquinati, e quindi potremo assegnarli alle aziende che ne faranno richiesta».

E i soldi per le bonifiche dei terreni inquinati?

«Abbiamo detto al ministro Clini: erogate quello che avete. Che siano 40, 50 o 60 milioni di euro non importa. L’importante è che si inizi a lavorare per ripianare i danni fatti dai grandi impianti industriali. Del resto i soldi le aziende interessate li hanno già versati allo Stato. Saranno utilizzati per bonificare le aree del petrolchimico, della centrale Enel di Brindisi Nord, della Sanofi Aventis. Clini ha capito e condivide la richiesta. Ma ogni cosa ha i suoi tempi. Del resto ogni giorno ci sono emergenze diverse…».

Anche della piattaforma logistica, o interporto, si parla ormai da tempo immemore.

«Infatti era prevista nella programmazione nazionale delle opere pubbliche del 2003, ma nessuno qui l’ha mai ritenuta un progetto strategico così la Regione ha finanziato le piattaforme di Bari e Taranto. Oggi stiamo cercando di recuperare il tempo perso. Abbiamo detto chiaramente a Vendola che noi la piattaforma la vogliamo. Stiamo per presentare il progetto definitivo dell’opera, ma anche in questo caso chiediamo la collaborazione degli altri enti. Perché il nostro progetto diventa strategico se coerente con il Pug del Comune di Brindisi, con il piano di sviluppo del porto, con la programmazione della Provincia. Non vogliamo progettare una cattedrale nel deserto.

Chi realizzerà la piattaforma?

«Pubblicheremo un bando internazionale per la costruzione e per la gestione dell’opera. Speriamo di attrarre partner che abbiano competenze ed esperienza nel settore. Anche perché il privato dovrà investire 40 milioni di euro, che si aggiungeranno ai 33 di finanziamenti pubblici».

Il Centro servizi alle imprese dell'Asi, per ora vuoto

Ha fatto un accenno al Punto Franco. Pensavamo fosse una cosa ormai sepolta nel passato.

«In effetti è così: il decreta per l’istituzione del punto franco a Brindisi e Trieste risale al 1953, con Gronchi presidente della Repubblica e De Gasperi presidente del Consiglio. Trieste l’ha sfruttata. Brindisi non lo ha mai fatto. Ma poiché quel decreto non è stato mai annullato, ritengo che la nostra area possa ancora avvalersi del punto franco. Andrò a Trieste per vedere come funziona».

Anche il Centro servizi sembra una bella opportunità, ma è lì da anni. Inutilizzato.

«Abbiamo fatto un bando per vedere chi vuole sfruttare i suoi spazi, e vogliono venirci tutte le associazioni di categoria. Vedrete che a breve lo apriremo, e diventerà il cuore pulsante della zona industriale. Potrebbe essere il primo segnale di svolta. Anche per quel che riguarda il Consorzio Asi».

Cordisco


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