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“Polimeri non paga”. Caso dormiente

di Marcello Orlandini » 10 agosto 2012 alle 17:08

Gasiera al molo Polimeri Europa

BRINDISI – Torna in primo piano, in Comitato portuale, la questione Eni. E’ tornato a sollevarla nella seduta di ieri 9 agosto, la prima sotto la presidenza del commissario ministeriale Ferdinando Lolli, il rappresentante degli agenti marittimi nell’organismo, Teo Titi. Polimeri Europa è l’unica società che effettua imbarco e sbarco di merci (gas e prodotti petroliferi) a non pagare diritti sulle stesse, a differenza di Enel Edipower e Costiero Adriatico. Il paradosso è soprattutto nel confronto proprio con il gruppo privato che a Brindisi possiede il grande deposito di stoccaggio di gas propano liquido d’Italia, e che movimenta anche propilene, sostanzialmente prodotti come quelli di Polimeri Europa, pagando invece la tariffa prevista. Su questo macroscopico problema di mancati introiti per il porto di Brindisi, il commissario Lolli ha promesso un approfondimento.

Il fatto che Eni, negli anni (e prima Montedison) non abbia mai pagato un centesimo per i prodotti sbarcati ed imbarcati al suo molo nel porto esterno è una questione di cui si è già occupato anche BrindisiReport.it qualche tempo fa. Una situazione che stride in un contesto in cui, sino a qualche settimana fa, l’Autorità Portuale invece ha perseguito con ogni mezzo armatori e navi che ritenei debito, giungendo a sequestri e a decreti di interdizione delle banchine, mentre nulla ha fatto di concreto per impugnare l’interpretazione della norma fatta da Eni per non pagare alcunché per le merci movimentate, prefigurando a fronte di tali mancati introiti un danno erariale di decine di milioni di euro.

Una gasiera di Gpl per Costiero Adriatico e una carboniera Enel

La questione, infatti, sta proprio in una lettura di parte della legge 84 del 1994 sulla portualità e di altri provvedimenti. Ma il punto focale è più precisamente la norma che esenta i depositi petroliferi dall’autorizzazione prevista dall’articolo 16 della legge 84/96, quella sulla imprese portuali. Polimeri ritiene di dovere nulla proprio perché si ritiene semplicemente terminalista e non anche impresa portuale come Enel ed Edipower. C’è tuttavia una nota di risposta del 2002 del Ministero dei Trasporti che chiarisce all’Authority dell’epoca come la questione – deposito petrolifero sia ininfluente, perché ciò che conta è invece è che i prodotti destinati o provenienti dai depositi vengono movimentati su un molo del porto di Brindisi, e quindi sono merci assoggettabili a tariffa da parte dell’ente portuale. Eni, insomma, a Brindisi deve avere lo status di impresa portuale.

C’era quindi un disaccordo con l’impostazione data al problema dall’Autorità portuale di Brindisi. Tuttavia questa interpretazione ministeriale non ha mai avuto applicazioni. L’ha rilanciata ieri Titi, da quanto si è appreso, ai margini della seduta del Comitato portuale dedicata invece ad altri temi, riaprendo un tema inspiegabilmente insabbiato da molti anni malgrado si tratti di questioni non certamente secondarie per i bilanci non certo floridi del porto di Brindisi. A titolo di documentazione, la tariffa per il carbone a Brindisi è di 0,19 euro a tonnellata, per le rinfuse 0,07 euro, da 0,15 a 0,25 quelle per i colli, per container e trailer la tariffa è di 0,50 euro, per i gas, di 0,03.

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