L'autorità portuale conferma lo sgombero: scoppia la rabbia degli operai

Salvataggio cantiere Cbs-Damarin: Fiom Cgil e lavoratori sul tetto. L'Adsp nel primo pomeriggio si dichiara pronta a trattare. Il prefetto convoca le parti per le 16 di mercoledì

La protesta dei lavoratori al cantiere Cbs-Damarin

BRINDISI – (Articolo aggiornato alle 18.50 del 25 giugno 2019) La doccia gelata arriva dall’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, che si tira fuori dal percorso scelto dai sindacati, dai lavoratori e dalla Task force occupazione della Regione Puglia, e invia un’ordinanza di sgombero dell’area demaniale marittima occupata dal cantiere Cbs-Damarin, in mora con la stessa Adsp per canoni non versati. Ma ciò innesca subito la rabbia dei dipendenti del cantiere, che attendevano una conclusione positiva del tavolo aperto in Regione con la società napoletana Sea&Yachting Srl, e stamani sono saliti sul tetto del capannone del cantiere per manifestare. Ma l'ultimo aggiornamento arriva proprio dalla stessa authority, che si dichiara disponibile valutare nuove domande di concessione a fronte di un piano industriale convincente. Tutti convocati dal prefetto per mercoledì alle 16: Fiom, Task force regionale e authority.

Occupazione cantiere Cbs-Damarin (4)-2Questa azienda infatti ha presentato un piano industriale per il rilancio del cantiere, con lo spostamento a Brindisi di attività come la revisione dei motori navali Isotta Franchini, la realizzazione di bacini di carenaggio, varie attività di manutenzione legate alla domanda presente nel bacino del Mare Adriatico centro-meridionale, coprendo un vuoto di assistenza e servizi da Pescara sino a Leuca, dove solo il porto di Brindisi presenta un’area idonea strutturalmente per ospitare questa gamma di prestazioni. Ciò comporterebbe il richiamo al lavoro, assieme alla ventina di unità già operative, anche degli altri 10-15 lavoratori che erano stati licenziati, ma con prospettive di incremento occupazionale notevoli. Riguardo gli assetti, S&Y Srl entrerebbe in consorzio con Cbs Damarin. Si attendeva perciò che l’authority sciogliesse la riserva riguardo la proposta di copertura del debito maturato da Cbs Damarin per canoni di concessioni arretrati (la parte delle opere abusive è già stata risolta), per la quale era stato chiesto il parere dell’Avvocatura dello Stato.

Occupazione cantiere Cbs-Damarin (5)-2“I lavoratori della Cbs e Damarin scenderanno dal tetto quando avranno la certezza di non morire di fame per una decisione burocratica che non tiene conto della vita di 25 famiglie oggi e di 150 famiglie domani in relazione da un piano industriale corposo di assunzioni e lavori mai visti a Brindisi”, annuncia il segretariop generale della Fiom Cgil brindisina, Angelo Leo. “L'autorità portuale Bari Brindisi deve promuovere il lavoro nel porto e non affossarlo. In ogni caso il 2 luglio è stato convocato il tavolo della Task force della regione Puglia. A nostro avviso l'autorità portuale ha operato un grave sgarbo istituzionale ed un atto lesivo della dignità dei lavoratori”, conclude Leo.Con una breve nota al prefetto Umberto Guidato e al questore Ferdinando Rossi, stamani al termine dell’assemblea la Fiom Cgil, a nome dei dipendenti del cantiere in lotta, pertanto “comunica alle autorità in indirizzo, che i lavoratori occupati presso le aziende Cbs Srl e Damarin Srl, con sede operativa in Brindisi presso la via Torpediniera Perseo proclamano lo stato di agitazione”.

Occupazione cantiere Cbs-Damarin (7)-2

La Fiom punta l’indice contro l’Adsp: “Il tutto motivato, in seguito all’ordine di sgombero, da parte dell’ autorità di sistema portuale, a firma del presidente avv. Ugo Patroni Griffi, e del direttore del Dipartimento Esercizio Brindisi-Monopoli, dott. Aldo Tanzarella.  I lavoratori considerano estremamente grave la decisione dell’Autorità portuale, considerando inoltre che il 2 luglio il Comitato Sepac della Regione Puglia ha convocato tutte le parti in causa per cercare la soluzione inerente ai livelli occupazionali, grazie anche ad un poderoso nuovo piano Industriale”. Lo sgarbo di cui parla Leo è legato anche al fatto che l'authority non ha reso noto alle parti, affinchè potessero analizzarlo a loro volta, il parere richiesto all'Avvocatura dello Stato, cui aveva vincolato la propria posizione circa la revoca o meno dell'ordinanza di sgombero.

L'area del cantiere Balsamo Shipping Damarin-2

La nota chiude con il preavviso, e la preoccupazione correlata, di possibili azioni e dimostrazioni “incontrollate” da parte dei lavoratori, che si sentono messi con le spalle al muro dopo settimane in cui si nutriva la speranza di un via libera da parte dell’authority al nuovo piano industriale con il ritiro dell’ordinanza di sgombero dell’area occupata dal cantiere navale. 

L'authority: "Obbligati a farlo, ma pronti ad esaminare nuove richieste

poco prima delle 15 è arrivata una nota dell'Autorità di sistema portuale, che conferma di aver agito secondo il parere dell'Avvocatura, ma apre uno spiraglio alla trattativa: "L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, sulla vertenza in oggetto, aveva provveduto sin dall’aprile scorso a chiedere un parere all’Avvocatura Distrettuale dello Stato competente.  Quest’ultima ha reso nei giorni scorsi il proprio parere ritenendo inibito all’Autorità di procedere in autotutela alla revoca dei provvedimenti di decadenza, che peraltro hanno superato con successo il vaglio del giudice amministrativo di primo grado con pronunce che non risultano colpite da ordinanze cautelari del Consiglio di Stato".

"Pertanto, a norma di legge, deve  procedersi al recupero di aree strategiche nel porto di Brindisi, al fine di avviare  una procedura di evidenza pubblica che consenta la valorizzazione del demanio marittimo, l’esercizio di attività economiche coerenti con l’infrastruttura portuale e, nel contempo, garantisca cospicue ricadute occupazionali sul territorio. Tale soluzione, nel rispetto della legge, potrebbe certamente assicurare il riassorbimento della manodopera interessata, per la cui tutela l’Autorità di Sistema Portuale ribadisce il proprio impegno prioritario".

"L’Autorità di Sistema Portuale è, tuttavia, disponibile sin da subito  a valutare nuove domande di concessione, adeguatamente supportate da piani industriali,  progetti di sviluppo e idonee garanzie, nelle quali venga manifestato l’interesse ad  entrare immediatamente  nella disponibilità dei beni nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano,  previa verifica dei presupposti e dei necessari requisiti di legge, nell’interesse prioritario della tutela dei livelli occupazionali e della ripresa delle attività produttive".  La strada per ritornare al tavolo del confronto è aperta.

             

                                                                             

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