Ecotecnica, Cobas: "Tredici lavoratori a rischio licenziamento"

L'azienda avvia un'azione disciplinare a carico di 13 dipendenti con precedenti penali. Il Cobas propone lo sciopero

BRINDISI – Ecotecnica ha avviato un’azione disciplinare nei confronti di 13 lavoratori gravati da precedenti penali. E’ quanto emerge da una nota diramata dal segretario provinciale del sindacato Cobas, Roberto Aprile, che lo scorso 28 marzo aveva già lanciato un monito sul rischio che l'interdittiva antimafia emessa dalla procura di Lecce a carico della Gial Plast, ditta attiva nel settore dei rifiuti con appalti anche nei Comuni di Fasano e Ostuni, potesse scatenare un effetto domino.

L’interdittiva nei confronti dell'azienda di Taviano era legata appunto alla presenza, fra i suoi circa 500 dipendenti, di 30 unità, tre delle quali in servizio a Fasano, con precedenti per reati cosiddetti spia di condizionamenti di tipo mafioso, sulla base del decreto legislativo 231/2001. 

Adesso la questione si pone anche nel Comune capoluogo. Le organizzazioni sindacali sono state infatti convocate da Ecotecnica, presso la sede di Confidustria Brindisi, per ricevere comunicazioni sull’imminente avvio di una contestazione disciplinare con immediata sospensione cautelare dal lavoro. I rappresentanti dell’azienda salentina hanno spiegato ai sindacati di aver voluto rivolgersi all’organismo di vigilanza relativamente alla applicazione del decreto legislativo 231/2001, sulla scorta proprio della vicenda che ha riguardato Gial Plast. Tale organismo ha poi fornito una lista di 13 lavoratori i cui precedenti penali potrebbero esporre l’azienda al rischio di una interdittiva. 

“Tutto questo – afferma Aprile – suona come una sorta di aspetto preventivo di possibili decisioni delle prefetture. I lavoratori – si legge nella nota del Cobas - una volta ricevuta la contestazione disciplinare saranno ascoltati per le loro giustificazioni dall’azienda; quasi sicuramente subito dopo saranno raggiunti da una lettera di licenziamento”. A quel punto i lavoratori potranno impugnare il licenziamento, ma nel caso in cui il giudice del lavoro dovesse accogliere l’istanza di illegittimità, in applicazione delle legge Fornero – spiega ancora Il Cobas - avrebbero diritto ad alcune mensilità a titolo di indennizzo, ma non al reintegro sul luogo di lavoro. 

“L’unica colpa di questi lavoratori – afferma Aprile - è stata quella di aver avuto problemi con la giustizia, di aver espiato le condanne e di aver messo la testa a posto attraverso il lavoro”. Il Cobas ha dunque “proposto alle altre organizzazioni sindacali, nel corso di riunioni svoltesi a Lecce, di dichiarare sciopero e recarsi tutti quanti a Roma, presso i diversi ministeri interessati (Giustizia, Sviluppo Economico, Interni) affinché il diritto costituzionale a reinserirsi nella società sia ampiamente riconosciuto e vengano cambiate quelle leggi che assicurano un’ampia discrezionalità alle aziende e alle prefetture”.

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