Barche via dal porto: i pescatori protestano con Giurgola

BRINDISI - Il rischio era che si potesse arrivare ad uno scontro totale, con i pescatori che stamattina si dicevano pronti a dare battaglia per mantenere un posto che però, per molti di loro, era occupato abusivamente. Ma dopo un colloquio con il presidente dell’Autorità Portuale Giuseppe Giurgola, le parti sembrano avere raggiunto una prima intesa.

La protesta dei pescatori nel porto

BRINDISI - Il rischio era che si potesse arrivare ad uno scontro totale, con i pescatori che stamattina si dicevano pronti a dare battaglia per mantenere un posto che però, per molti di loro, era occupato abusivamente. Ma dopo un colloquio con il presidente dell’Autorità Portuale Giuseppe Giurgola, le parti sembrano avere raggiunto una prima intesa.

Questa mattina, i pescatori avevano inscenato una plateale protesta dopo aver preso visione di un’ordinanza firmata proprio dal presidente dell’Authority, in cui si disponeva lo sgombero della banchina Ammiraglio Millo, per una questione di concessioni demaniali, con l’area che diventerà oggetto di approdi turistici.

IL PROGETTO - Più precisamente, la banchina Dogana e quella di largo Lenio Flacco (piazza Sciabiche) diventeranno il primo pezzo della trasformazione del Seno di Ponente in un’area destinata alla nautica da diporto. L’associazione tecnica di scopo composta da Assonautica e Cantiere Danese (50 per cento ciascuno) ha ricevuto il 21 dicembre scorso il via libera unanime dal Comitato portuale per ospitare grandi yacht, anche per esposizione e vendita, e imbarcazioni di minore tonnellaggio di ospiti e brindisini. Tecnicamente si tratta di una stazione di ormeggio, mentre la concessione riguarda 7500 metri quadrati di specchio d’acqua: una base di 250 metri per i 30 di distanza dalla banchina che potranno raggiungere i pontili mobili, mentre la fascia dalla banchina al piazzale sarà ampia 5 metri.

L’ORDINANZA - “Considerato - scrive Giurgola nell’ordinanza - che attualmente le banchine portuali sono utilizzate dai motopescherecci, peraltro iscritti in altri compartimenti marittimi, che sostano presso quegli ormeggi durante le ore notturne e nel fine settimana, nonché da unità della piccola pesca e da diporto”, si ordinava di fatto lo sgombero della zona a partire dalle ore 8 del 20 maggio. Ma il provvedimento aveva scatenato le dure reazioni da parte dei pescatori: “Come possono mandarci via dopo che noi siamo stati qui per una vita?”, si chiedevano i pescatori. “Qui ci sono famiglie che campano proprio grazie alla vita in barca, che è molto dura, comporta sacrifici, ma che per noi è tutto”.

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IL COLLOQUIO - Poco dopo, è giunto sul porto anche il consigliere regionale Giovanni Brigante, che ha ascoltato le ragioni dei pescatori e che ha accompagnato una delegazione di essi dal presidente Giurgola proprio per un colloquio chiarificatore. Un contatto che si è rivelato particolarmente proficuo, visto che è stato lo stesso presidente a rassicurare i pescatori. “Non saranno obbligati ad andare via immediatamente – ha detto Giurgola -, ma lo potranno fare in maniera graduale, in attesa che in quella zona partano tutti i lavori. A quel punto, infatti, dovranno spostarsi per non essere d’intralcio alle attività, ma la società che ha ottenuto la concessione si è mostrata aperta al dialogo, e ai pescatori verrà concesso del tempo in più”. “Successivamente – ha concluso Giurgola –, le barche potrebbero essere spostate su Villaggio Pescatori, ma in quel caso bisognerà aspettare che vengano ultimati i lavori di riqualificazione dell’area”.

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