Multiservizi, l’assessore: “Costi del personale superiori alle tabelle ministeriali”

D’Errico chiede chiarimenti all’amministratore Palasciano. Definito il piano della fusione con Energeko: tra le attività anche raccolta differenziata dei rifiuti

BRINDISI – Il costo del personale sostenuto dalla partecipata Multiservizi, anche dopo le recenti sforbiciate, resta elevato per il Comune, socio unico: “Risulta nettamente superiore a quello pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per gli stessi contratti”.

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Il costo del personale

Come si spiegano le differenze tra gli importi che pesano sul bilancio della società? La domanda è stata rivolta dall’assessore alle partecipate, Cristiano D’Errico, all’amministratore unico della Multiservizi, Giovanni Palasciano, confermato dal sindaco Riccardo Rossi al timone della srl prossima alla fusione per incorporazione con l’altra partecipata, la Energeko. (Nella foto in alto, l'assessore Cristiano D'Errico e il dirigente Simone Simeone)

Dopo aver esaminato la documentazione trasmessa da Palasciano, il titolare della delega ha scritto per “rilevare alcune incongruenze”, a partire dalla richiesta di proroga degli affidamenti. Per D’Errico “non è possibile fare proroghe, ma è necessario effettuare un nuovo affidamento a determinate condizioni”, a condizione che ci sia “controllo da parte dell’affidante sull’affidatario”. Il cosiddetto controllo analogo che più volte, negli ultimi anni, hanno chiesto – a turno – i consiglieri comunali che hanno occupato gli scranni dell’opposizione. Lo stesso sindaco Rossi quando era leader delle minoranze, come capogruppo in Assise di Brindisi Bene Comune.

D’Errico ha anche fatto riferimento alla necessità, per legge, che ci sia “lo svolgimento di una quota maggioritaria, pari all’80 per cento,  delle attività del soggetto affidatario nello svolgimenti dei compiti affidati dal soggetto controllante”. E ha richiamato la “valutazione sulla congruità economica dell’offerta dei soggetti in house in caso di affidamento dei servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza”. A tale valutazione, si legge nella lettera dell’assessore, “deve corrispondere una motivazione in cui si indichino le ragioni del mancato ricorso al mercato e i benefici per la collettività della forma di gestione prescelta, anche con riferimento agli obiettivi di universalità e socialità, di economicità e di qualità del servizio, nonché di ottimale impiego delle risorse pubbliche”.

Le differenze rispetto alle tabelle ministeriali

Giovanni Palasciano(1)-2Preoccupazione è stata espressa dall’assessore rispetto ai “costi del personale”, sulla base di quanto evidenziato dal dirigente del settore, Simone Simeone, secondo il quale “risulta nettamente superiore a quanto indicato nelle tabelle ministeriali”. Per D’Errico si tratta di una “criticità” che “desta ancor più preoccupazione stante l’indirizzo del socio unico espresso nel verbale dell’assemblea del 4 dicembre 2017”, recepito nel piano industriale nel quale si faceva riferimento a una “diminuzione netta della spesa per il personale con l’azzeramento del contratto decentrato”.

Se tale contrattazione è stata azzerata, come mai esistono differenze tra gli importi? La questione era stata già sollevata il 10 aprile scorso dal dirigente Fabio Lacinio con richiesta di “integrazione dei dati relativi al costo del personale”, evidenziando la mancata coincidenza tra le “tabelle di costo fornite dal Ministero e quelle consegnate dalla Multiservizi”. “Purtroppo, ad oggi, non sono chiare le motivazioni di queste differenze e si invita la Multiservizi a formulare nota”, ha scritto l’assessore D’Errico.

Il taglio dei costi nel piano industriale

 Palasciano, dal canto suo, nel piano industriale presentato con riferimento al periodo 2018-2021, ha scritto che c’è stato un “risparmio annuo intorno a 200mila euro”, risultato di interventi sulla “componente retributiva rinveniente dalla contrattazione di secondo livello” e in particolar modo sui “premi di produzione”. Ulteriore risparmi di 200mila euro, anche dalla “riduzione delle ore di straordinario e delle ferie maturande”.  Evidentemente, per il Comune quel piano va approfondito. (Nella foto in alto Giovanni Palasciano)

Multiservizi venne costituita l’11 febbraio 1996 come società mista tra il Comune di Brindisi, Italia Lavoro spa e soci di minoranza, “al fine di reimmettere sul mercato del lavoro gli Lsu iscritti nelle liste dell’Amministrazione, occupandosi di manutenzione delle aree a verde e di manutenzione e custodia degli immobili comunali”. Attualmente conta 162 dipendenti: 25 impiegati e il resto operai.

Progetto di fusione

L’altro ieri a Palazzo di città è stato presentato il progetto della fusione tra le due società partecipate che “scaturisce dall’esigenza di procedere alla concentrazione in capo alla Multiservizi, incorporante, le attività svolte in precedenza in modo indipendente dalla incorporata Energeko”. La motivazione? “L’operazione – si legge nella relazione – si inquadra nell’ambito del più vasto processo di semplificazione e riorganizzazione societaria avviata dal socio unico”, vale a dire il Comune di Brindisi, “con l’obiettivo di perseguire una maggiore flessibilità dei processi interni e di contenere i costi di struttura”.

A Palazzo di città spiegano che per effetto di tale riorganizzazione, sarà possibile avere “un’ottimizzazione della gestione delle risorse e dei flussi economico-finanziari derivanti dalle attività attualmente frazionate in capo alle due società”. In altre parole, si otterranno “risparmi di costi generali dovuti all’esercizio dell’attività imprenditoriale per mezzo di una sola società in luogo delle due attuali”.

La società incorporante subentrerà in tutti i rapporti giuridici della incorporanda, manterrà inalterata la propria denominazione, la forma giuridica di società a responsabilità limitata e comprenderà tra le proprie attività e passività di bilancio gli elementi patrimoniali della società incopororanda”, si legge nel progetto di fusione. “E’ previsto l’eventuale aumento del capitale della incorporante, derivante alla semplice sommatoria dei capitali esistenti alla data della fusione”.

Brindisi Multiservizi

Bilanci e utili delle due partecipate

La Multiservizi ha capitale sociale pari a diecimila euro, ha chiuso l’esercizio 2018 con “un utile pari a 230.478 euro” e un patrimonio netto di 273.079 euro. Il suo oggetto sociale “non subirà alcuna variazione, in ragione della fusione, fatta eccezione per l’inserimento delle attività svolte dalla Energeko, non contemplate al suo interno”. Energeko ha capitale sociale pari a 40mila euro e si è lasciata alle spalle il 2018 con un utile di appena 1.247 euro e un patrimonio netto pari a 117.250 euro.

Post fusione, la nuova Brindisi Multiservizi, risultato della fusione, avrà capitale sociale pari a 50mila euro e patrimonio netto di 390.329 euro.

Le attività della nuova società

La nuova società, quindi, potrà occuparsi di: “gestione dei servizi di igiene ambientale”, vale a dire “raccolta generalizzata e differenziata dei rifiuti urbani con trasporto nei luoghi di conferimento” e raccolta di “rifiuti di origine sanitaria, fanghi, siringhe, scarti di macellazione, vetro, carta, pulizia dei suoli, aree a verde”; “gestione dei servizi cimiteriali e illuminazione votiva”; “gestione dei “servizi di manutenzione della segnaletica stradale”; “manutenzione del verde pubblico; pulizia custodia e guardiania di immobili”. E ancora: “Manutenzione, riparazione e ristrutturazione di immobili, manutenzione di strade e piazze di competenza comunale, interventi di bonifica ambientale e ripristino igienico sanitario, territoriale ed edilizio; studio, progettazione, ricerca e sviluppo di nuove tecnologie a minor impatto ambientale relativamente alle finalità di igiene e bonifica; manutenzione, custodia e riparazione di beni mobili”.

Brindisi Multiservizi

Nell’oggetto sociale anche: “Costruzione e gestione di parcheggi pubblici, servizio rimozione dei veicoli in sosta vietata e custodia di quelli in fermo e sequestro giudiziario e amministrativo”. A tali servizi si aggiungono quelli che arrivano in eredità dalla Energeko: “Diagnosi energetica di impianti ed edifici del Comune, con individuazione sprechi, inefficienze e usi impropri, con individuazione di interventi di riqualificazione; effettua produzione di energia da fonti rinnovabili; interventi di efficienza energetica nell’illuminazione pubblica; verifica conformità dei bandi di gara del Comune al decreto del ministero dell’Ambiente; controllo e verifica degli impianti termici”. In elenco anche: “Costruzione, gestione e manutenzione degli impianti semaforici, di pubblica illuminazione ed elettrici del Comune di Brindisi; controllo ambientale in coordinamento con Arpa per mappatura e monitoraggio degli inquinanti solidi liquidi, gassosi, acustici, elettromagnetici e radioattivi nell’atmosfera, nella falde acquifere, nel suolo, nel sottosuolo e nella acque marine del territorio comunale con individuazione dei piani di risanamento; progettazione di tecnologie per il miglioramento della qualità urbana, compresi i sistemi di videosorveglianza a supporto della polizia locale  delle forze dell’ordine”. Infine, qualsiasi altro servizio pubblico o di pubblica utilità di interesse del Comune di Brindisi, la cui gestione possa concorrere al perseguimento dello scopo sociale”.

E’ prevista la possibilità di “concedere in appalto a terzi le attività e i settori connessi o complementari ai servizi indicati nell’oggetto sociale”, così come la partecipazione anche “in via meramente finanziaria a enti, società e consorzi”. Resta fermo l’obbligo previsto dal legislatore di “svolgere almeno l’80 per cento del fatturato nei confronti dell’ente pubblico socio”. La “produzione ulteriore rispetto a questo limite è consentita a condizione che la stessa permetta di conseguire economie di scala o recuperi di efficienza sul complesso dell’attività principale della società”. La srl “potrà curare l’organizzazione e la gestione di corsi di formazione professionale nei settori della sua attività”.

Copia del progetto sarò depositato per l’iscrizione nel registro delle imprese di Brindisi assieme ai fascicoli completi di bilanci degli ultimi tre esercizi (2016, 2017 e 2018), delle società Multiservizi ed Energeko.

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