Brindisi e Lecce faranno ricorso al Consiglio arbitrale contro Farace

BRINDISI – Continua l’azione di contrasto delle Camere di commercio di Brindisi e Lecce all’elezione di Luigi Farace come presidente di Unioncamere Puglia. I presidenti degli enti camerali, il brindisino Alfredo Malcarne e il leccese Alfredo Prete, hanno convocato questa mattina le rispettive giunte per decidere in maniera unitaria quali azioni portare avanti in opposizioni all’elezione di Farace. “L’elezione del presidente è stata intempestiva, inopportuna e di dubbia legittimità - spiega Alfredo Malcarne - le Camere di Commercio di Brindisi e Lecce, in ogni caso, lavoreranno per costruire, sulla base del nuovo Statuto, regole di chiara interpretazione”.

Alfredo Prete (a destra) con il collega brindisino Malcarne

BRINDISI – Continua l’azione di contrasto delle Camere di commercio di Brindisi e Lecce all’elezione di Luigi Farace come presidente di Unioncamere Puglia. I presidenti degli enti camerali, il brindisino Alfredo Malcarne e il leccese Alfredo Prete, hanno convocato questa mattina le rispettive giunte per decidere in maniera unitaria quali azioni portare avanti in opposizioni all’elezione di Farace. “L’elezione del presidente è stata intempestiva, inopportuna e di dubbia legittimità - spiega Alfredo Malcarne - le Camere di Commercio di Brindisi e Lecce, in ogni caso, lavoreranno per costruire, sulla base del nuovo Statuto, regole di chiara interpretazione”.

Come hanno deciso le due giunte questa mattina, i presidente dopo i dovuti accertamenti faranno ricorso al Consiglio arbitrale. L’elezione di Farace, a cui prete e Malcarne si sono opposti fina dal 26 febbraio, è considerata illegittima per una serie di motivi che hanno spinto i due presidenti anche a valutare l’ipotesi di abbandonare Unioncamere – una possibilità che Farace ha definito impossibile in base alle norme del nuovo statuto in vigore dal 12 marzo – e comunque di non affidare all’associazione regionale gli 800 mila euro annui.

L’elezione è arrivata anzitempo, prima ancora che scadesse il mandato di Farace, ritenuto il terzo consecutivo e quindi illegittimo. A questa accusa, l’interessato ha risposto portando come tesi che la “secondo elezione” in realtà era solo stata necessaria per una questione statutaria, quindi questo del 2010 sarebbe il secondo mandato. Dall’accusa di sfasciare Unioncamere, mossa proprio da Farace, oggi Malcarne e Prete si sono difesi.

“Non vogliamo sfasciare nulla – ha ribadito Prete – cerchiamo solo di raggiungere obiettivi condivisi”. Un altro punto su cui i presidenti non sono d’accordo riguarda invece il voto espresso dall’ente camerale tarantino. Insieme a Bari e Foggia infatti, è stato il voto di Taranto ad essere determinante per l’elezione di Farace: l’ente jonico infatti è commissariato.

Per il votare il rappresentante regionale, Prete e Malcarne avevano invitato ad aspettare l’elezione a Taranto, “tanto più che il mandato di Farace non era ancora scaduto” hanno ribadito.

“Nel corso della riunione – hanno fatto sapere i rappresentanti degli enti salentini – è stato ribadito che l’obiettivo non è quello di creare divisioni all’interno di Unioncamere regionale, ma di chiedere il rispetto delle regole, la chiarezza dei comportamenti e la trasparenza degli atti amministrativi”.

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