Cerano, conversione a gas: Comune chiede valutazione impatto sanitario

Le osservazioni al progetto Enel. Per il progetto A2A, invece, parere sfavorevole. Il sindaco spiega perchè

BRINDISI – Resta critico il Comune di Brindisi dopo aver “studiato” il progetto di conversione a gas della centrale Federico II che la società Enel ha presentato al Ministero dell’Ambiente perché mancano le valutazioni degli effetti sanitari sulla popolazione. Per l’Amministrazione sono necessarie, così come sono determinanti la progettazione preliminare per il collegamento con il gasdotto Snam e la pianificazione con Terna spa, l’uno e l’alto mancanti nel fascicolo che la società proprietaria di Cerano ha trasmesso al Governo. Oltre alle osservazioni al progetto di riconversione di Cerano, il Com une di Brindisi annuncia parere sfavorevole al progetto di A2A.

Smantellamento Edipower, centrale A2A Brindisi

No al progetto di riconversione A2A per Brindisi Nord

Rispetto al progetto presentato da A2A sarà espresso parere sfavorevole poiché la vecchia centrale di Brindisi Nord è ferma dal 2012, motivo per cui il nuovo impianto proposto comporterebbe emissioni aggiuntive nel sito e non vi sono adeguate misure compensative sotto i profili ambientale e sanitario. Inoltre nel progetto presentato non è presente, anche in questo caso, lo schema di adduzione del gas con la conseguente valutazione di possibili rischi in caso di incidenti rilevanti. A ciò si aggiunga che le ricadute occupazionali sarebbero poco rilevanti (massimo 10 unità). “Su quel sito - spiega il sindaco Riccardo Rossi - ci aspettiamo progetti che riguardino l’utilizzo della retroportualità, produzione di energia da fonti rinnovabili e accumulo ma anche economia circolare. Come prospettato dai vertici dell’azienda qualche mese fa, auspichiamo che vengano realizzati gli impianti per la separazione di vetro e plastica che porterebbero una buona ricaduta dal punto di vista occupazionale sul territorio e sarebbero anche coerenti con la sostenibilità ambientale che vogliamo per questa città”.

Le osservazioni al progetto Enel

Sono state depositate il 5 luglio scorso le osservazioni dell’Amministrazione comunale di Brindisi rispetto all’istanza dell’Enel Produzione spa, depositata il 23 maggio scorso per l’attivazione del procedimento di verifica all’assoggettabile a Via (valutazione di impatto ambientale) per il “progetto di sostituzione delle unità a carbone esistenti con nuove a gas nella centrale di Cerano”.

Ci sono una serie di richieste avanzate dal Comune, sulla base delle valutazioni del dirigente del settore Ambiente, Francesco Corvace. La Giunta le ha fatte proprie anche se all’appello mancano tre assessori su otto componenti della squadra di governo del sindaco Riccardo Rossi: erano assenti Cristiano D’Errico, al Bilancio; Mauro Masiello, al Contenzioso, alla Trasparenza e alla Legalità e Dino Borri all’Urbanistica. Ad ogni modo la titolare della delega, Roberta Lopalco, ha sottoposto ai presenti la relazione contenente la richiesta di una serie di approfondimenti ritenuti conditio sine qua non perché il progetto sia a tutti gli effetti “trasparente” per essere a prova di interrogativi sull’impatto non solo sull’ambiente, ma sulla salute dei residenti.

Il gasdotto Snam

francesco corvace-2In primo luogo, il dirigente ha evidenziato che nella relazione preliminare ambientale “è esplicitato che la centrale non è attualmente rifornita da gas naturale e pertanto è necessario realizzare in collegamento nuovo a partire dal gasdotto Snam” che si trova a circa sette chilometri a Nor dall’asse attrezzato del sito di Cerano.

“La soluzione di percorso e posizionamento del metanodotto, a un esame della documentazione trasmessa da Enel, non risulta definita nel progetto preliminare poiché deve essere ancora concordata con Snam”, si legge nella relazione. “L’istanza manca quindi della progettazione (almeno preliminare) relativa all’opera connessa all’infrastruttura energetica, indispensabile per il funzionamento dell’impianto”, ha scritto l’ingegnere Corvace.

“Occorre, tuttavia, che la progettazione sia unica e integrata, al fine di non eludere la visione complessiva degli impatti ambientali, consumo di suolo, rischio di incidente rilevante”, ha sottolineato il dirigente facendo riferimento al rischio di parcellizzazione degli impianti. “Tale circostanza è consolidata dalla ratio delle normative italiana e comunitaria in materia di Via ed è ripetuta dalla giurisprudenza”.

La verifica di “assoggettabilità a Via ha consentito sin qui al proponente di non dover necessariamente intraprendere un percorso di valutazione di impatto sanitario integrato con la stessa Via”. Il Comune di Brindisi, al contrario, ritiene che “la dimensione e la complessità dell’opera debba necessariamente mettere in campo lo studio degli effetti sanitari sulla popolazione e il risk assessment, anche laddove vi fosse la percezione di una generale condizioni di miglioramento dovuto alla completa rinuncia al carbone quale combustibile, da effettuare in coerenza con il decreto del Ministero della Salute”. La previsione è contenuta del decreto del 27 marzo 2019, sulle “Linee guida per la valutazione di impatto sanitario”.

La centrale Enel di Brindisi Cerano

La pianificazione Terna

Il Comune, sempre sulla base della relazione del dirigente, ha sottolineato la necessità di approfondire un altro aspetto: “L’intervento deve inquadrarsi anche nell’ambito della pianificazione di Terna, gestore della rete nazionale ad alta tensione, rispetto alle opere e agli impianti che la variazione comporterà lungo l’infrastruttura e a supporto di questa”, è stato riportato nella relazione allegata alla delibera della Giunta.

Nel piano di sviluppo Terna non ha “ancora declinato l’asset della decarbonizzazione in modo pieno ed esaustivo, ovvero non risulta chiaro – sempre a giudizio del Comune di Brindisi – quali e quanti interventi dovranno essere ospitati nel territorio provinciale per garantire la piena attuazione della Sen e del Pniec e, ancora, in quale incidenza e percentuale saranno giustificabili in ragione del processo sostitutivo dei gruppi di generazione termoelettrica dello stabilimento di Cerano”.

Secondo l’Amministrazione, “non è chiaro se la sostituzione gas-carbone possa ritenersi interamente bilanciata con riferimento agli equilibri di trasmissione della rete Terna o debbano attendersi ulteriori interventi per garantire l’equivalenza dell’attuale sistema di bilanciamento dei carichi”. Non solo. “Molti di questi interventi, determineranno ulteriore occupazione di suolo e se non correttamente localizzati, potranno comportare anche una diminuzione della possibilità di sequestro naturale di carbonio del suolo e di altre risorse naturali di cui si dovesse prevedere l’utilizzo, l’occupazione e il consumo”.

Effetti di climate changing

La richiesta di chiarimenti sul processo di sostituzione del gas riguarda, più precisamente, gli “effetti di climate changing” su più scale di osservazione dei fenomeni: “Le emissioni fuggitive di metano dovute alla perforazione, estrazione e adduzione-trasporto di gas naturale possono avere, infatti, effetti climatici sino a 34 volte più forti rispetto all’equivalente emissione di Co2 in un periodo di cento anni e 86 volte più forte in venti anni”, ha scritto il dirigente del settore Ambiente.

Quanto, poi, all’impatto derivante dalle emissioni di polveri generate dalle demolizioni che da quelle inquinanti gassose prodotte da mezzi meccanici in fase di cantiere, per il Comune “non risultano esaustivamente esplicati i sistemi di mitigazione da adottare a tutela dell’ambiente”. Lo stesso vale per “la tipologia e i quantitativi dei rifiuti derivanti dalla demolizione di manufatti e impianti compresi quelli ipogei e il rilascio di contaminanti specifici nelle matrici abiotiche (suolo e acque di falda).

impianti enel federico II-2

Le altre richieste

L’Amministrazione ha anche evidenziato che nel progetto Enel non è stata presa in considerazione “l’eventuale presenza di manufatti contenenti amianto e di sostanze pericolose, con riferimento ai necessari adempimenti di legge per la corretta gestione”. Né tanto meno, c’è stata documentazione dell’impatto riconducibile all’inquinamento luminoso, con comparazione ex ante ed ex post. E ancora: “Pur prendendo atto che i dati ambientali prodotti sono strettamente connessi con l’adozione dei sistemi di gestione ambientale Iso 14001 ed Emas e in considerazione della dichiarata riduzione dei contaminanti in atmosfera, riconducibile al processo di riconversione della centrale, non emerge – secondo l’Amministrazione comunale – il ricorso a evidenti e documentate strategie di compensazione della Co2 che tengano conto della sua effettiva produzione a regime”.

“Non si evincono soluzioni progettuali volte a garantire una sensibile riduzione degli impatti già prodotti sulle matrici ambientali attraverso, ad esempio, la massimizzazione del recupero dell’energia generata all’interno del ciclo produttivo”. Né tanto meno “lo studio di incidenza prodotto sembra enucleare le correlazioni tra le fasi produttive con le ricadute sugli ecosistemi, in modo comparativo tra le condizioni progettuali ex ante e quelle post intervento”. In ultimo, il Comune ha osservato che “le trasformazioni progettuali prefigurano elevanti risvolti socio-economici, per cui occorre un’adeguata e appropriata valutazione costi benefici, anche a supporto di un ventaglio di alternative progettuali”.

La conclusione: per l’Ente “l’intervento” proposto da Enel “deve scontare la valutazione di impatto ambientale”. Copia delle osservazioni sarà trasmessa al Ministero dell’Ambiente per le valutazioni e le autorizzazioni.

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