Porticciolo, il nodo revoca concessione resta al Tar di Lecce

Ordinanza del Tribunale di Bari. Dovrà essere discussa di nuovo l’istanza cautelare chiesta da Bocca di Puglia

BRINDISI – Resta di competenza del Tar di Lecce il nodo della revoca della concessione demaniale alla società Bocca di Puglia, disposta dal presidente dell’Autorità portuale di Brindisi, dopo l’interdittiva antimafia per Igeco, socio di maggioranza della spa nata per la gestione del porticciolo turistico.

Il marina di Brindisi e il castello sullo sfondo delimitano lo Stadio del Vento

Il Tar

Sulla questione competenza si è espresso il Tribunale amministrativo regionale di Bari, con ordinanza presidenziale, depositata nel pomeriggio di oggi, 7 giugno 2019. L’eccezione era stata presentata dall’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico meridionale,  rappresentata dall’avvocatura distrettuale. Il caso, quindi, resta dinanzi alla sezione salentina di fronte alla quale, quindi, dovrà essere nuovamente discussa la richiesta della misura cautelare, già riconosciuta dai giudici in attesa del pronunciamento del Tar di Bari.

Lo scorso 24 maggio i giudici amministrativi, di fronte ai quali Bocca di Puglia ha impugnato il decreto di Ugo Patroni Griffi (nella foto in basso), si è pronunciata accogliendo l’istanza discussa dagli avvocati della società, Antonio Catricalà, Fabio Baglivo e Francesca Sbrana (dello studio Lipani - Catricalà di Roma) e  Fabio Patarnello di Lecce.  La  revoca della concessione demaniale risale al 25 marzo 2019 con il riconoscimento del termine di 120 giorni, per  la liberazione dell’area.

La revoca

Ugo Patroni Griffi-2Secondo il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, “le misure di self cleaning avviate da Bocca di puglia nei confronti del socio di maggioranza attinto da informazione antimafia, al fine di espungerlo dalla governance della società, non danno – allo stato – garanzia di sterilizzazione e allontanamento dal pericolo di condizionamento/infiltrazione mafioso/a, della società concessionaria”. A detenere la maggioranza del pacchetto azionario è la Igeco Costruzioni spa, destinataria di interdittiva dopo una serie di accertamenti posti in essere dalla Prefettura di Roma. 

“Nel corso del procedimento Bocca di Puglia aveva dato prova di alcuni elementi che sembravano condurre all’archiviazione del procedimento da parte dell’Autorità di sistema”, sostengono gli avvocati della società.

Il socio di maggioranza

“In particolare, si era data prova del fatto che Igeco, pur essendo socio di maggioranza, aveva presentato al Tribunale di Lecce, già prima che fosse avviato il procedimento di revoca, una domanda di concordato liquidatorio, con previsione di alienazione delle quote di proprietà nella società”, spiegano i legali. “Aveva poi  presentato una specifica richiesta per essere autorizzata alla immediata alienazione della partecipazione azionaria”, proseguono.

“I consiglieri di amministrazione espressione della Igeco, inoltre, si erano immediatamente dimessi, lasciando che l’amministrazione della società fosse gestita da un nuovo cda, totalmente estraneo a Igeco e formato da persone terze, di requisiti professionali e morali ineccepibili”, sostengono gli avvocati. “Inoltre, al fine di dare ulteriore dimostrazione della estraneità di Igeco da ogni aspetto attinente alla gestione di Bocca di Puglia, aveva dato delega irrevocabile al socio di minoranza Marinedi, per l’esercizio del voto in assemblea”.

Tali circostanze, a giudizio dei legali avrebbero dovuto indurre l’Autorità di Sistema a soprassedere alla revoca, riconoscendo che non vi fosse alcun pericolo di contaminazione tra le vicende relative a Igeco, peraltro ancora sub iudice al Tar di Roma, e la sopravvivenza della società Bocca di Puglia, il cui unico scopo era la gestione del porto turistico, dopo averlo realizzato interamente a valle della concessione del 2000.

Il Marina di Brindisi, particolare

La sospensione

Nella richiesta cautelare, inoltre, i legali hanno rappresentato al Tar l’esigenza di una sospensione del provvedimento di revoca, tenuto conto dell’imminente stagione estiva e dei servizi forniti dalla concessionaria a centinaia di imbarcazioni e alle associazioni che fruiscono del porto turistico di Brindisi. 

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