Bus e treni, la rabbia dei pendolari

BRINDISI – Cresce la protesta dei pendolari. Quella degli studenti ammassati come sardine sui pullman extraurbani, come nel caso denunciato a BrindisiReport.it, relativo all’intervento dei carabinieri su segnalazione dei ragazzi stipati in un bus delle Ferrovie del Sud-Est, e quello di coloro che prendono i treni regionali.

Un treno alla stazione di Brindisi

BRINDISI – Cresce la protesta dei pendolari. Quella degli studenti ammassati come sardine sui pullman extraurbani, come nel caso denunciato a BrindisiReport.it, relativo all’intervento dei carabinieri su segnalazione dei ragazzi stipati in un bus delle Ferrovie del Sud-Est, e quello di coloro che prendono i treni regionali per ragioni di lavoro o di studio. Pubblichiamo integralmente oggi, nel primo caso, una nota dell’Unione degli Studenti, e nel secondo una lettera del capogruppo del Pd in consiglio regionale, Giuseppe Romano, all’assessore alla Mobilità della giunta Vendola, Gianni Giannini.

Il comunicato dell’Uds

Ci preme denunciare la gravità della situazione che vivono i nostri compagni pendolari, costretti ad affrontare un viaggio travagliato e indecente per raggiungere la loro scuola e tornare nei rispettivi paesi. In merito riteniamo gravissimi i fatti avvenuti ieri sulla tratta delle Ferrovie del Sud Est che collega Brindisi a San Pancrazio, San Donaci e Cellino. Come ci racconta Gianmarco, uno studente pendolare di San Donaci: "Ieri, dopo 4 pullman stracolmi di studenti, siamo stati costretti a salire sull'ultimo a disposizione, circa alle 14,30, altrettanto strapieno. Appena usciti da Brindisi la situazione era insopportabile e assolutamente indegna, così abbiamo chiamato i Carabinieri che ci hanno raggiunto in un distributore sulla strada”.

“Col loro intervento abbiamo appreso di essere 104 a fronte di 82 passeggeri massimi consentiti, è stato redatto un verbale all'autista del mezzo ed è stato imposto all'FSE di provvedere immediatamente all'arrivo di un ulteriore pullman. Abbiamo fatto rientro a casa non prima delle 16.30; non è la prima volta che succedono episodi del genere, ma quest'anno la situazione è più grave e abbiamo deciso di intervenire, chiamando le forze dell'ordine ogni qual volta fosse necessario."

I fatti accaduti crediamo denuncino un gravissima e inaccettabile situazione. Riteniamo il diritto alla mobilità fondamentale per garantire a tutti il libero accesso all'istruzione e alla cultura. E' indecoroso inoltre che nonostante gli elevati costi di abbonamenti e biglietti la situazione sia questa. Chiediamo a gran voce agli enti e alle società di riferimento di intervenire al più presto! Anche per tutto questo, scenderemo in piazza l'11 Ottobre, urlando che non c'è più tempo per aspettare un sostanzioso finanziamento ai trasporti pubblici! (Uds - Brindisi)

La lettera del capogruppo del Pd in consiglio regionale

Caro Assessore Giannini, a volte penso davvero che la parola dignità non sia stata inserita nel vocabolario del Sud. Lo penso soprattutto quando affronto, insieme agli altri cittadini pugliesi, il calvario quotidiano di chi va al lavoro, a scuola o all’università, affidandosi alla sorte che viaggia, o per lo meno dovrebbe, sui binari disperati dei nostri treni regionali.

Non è possibile svegliarsi al mattino, in molti casi all’alba, sapendo che, nonostante tutti gli sforzi per arrivare in tempo in stazione, si dovrà comunque sperare nel caso. Sperare innanzitutto che il treno arrivi, che lo faccia in tempo, ma soprattutto che ci porti in orario a destinazione.

Purtroppo, l’unica cosa che arriva puntuale sui nostri binari, sono i ritardi e i disservizi. Lavoratori, studenti, migliaia di uomini e donne affrontano ogni giorno la disavventura di salire a bordo di treni della speranza, vecchi e in molti casi fatiscenti, con posti insufficienti, con le carrozze sporche e che d’estate sono spesso senza aria condizionata. Ci ritroviamo ammassati l’uno sull’altro, accomunati dalla stessa rabbia che noi, amministratori pubblici, dobbiamo impedire si trasformi in rassegnazione.

La nostra regione si è da sempre distinta per il suo impegno nella creazione di uno sviluppo ecosostenibile e compatibile con l’ambiente. Lo ha fatto in ogni campo, puntando sulle energie rinnovabili e incentivando l’uso del trasporto pubblico locale, sia su gomma sua su ferro. Ma ora le domando com’è possibile chiedere ai cittadini di affidarsi alla rete ferroviaria se questa disattende puntualmente le loro aspettative? Continuando di questo passo e in ragione del nuovo aumento del 7% dei biglietti regionali deciso da Trenitalia, saranno sempre più i cittadini a fare marcia indietro, fino ai loro garage, per ritornare a usare il mezzo privato per i loro spostamenti quotidiani. Con un aumento incredibile di traffico e inquinamento. A tutto questo si aggiunge un’altra ingiustizia: per gli utenti dei treni regionali non è previsto alcun rimborso in caso di ritardo, a differenza degli utenti dei treni ad alta velocità, per i quali è previsto un rimborso fino al 70%.

Caro Assessore, potrei raccontarle diverse storie che ho vissuto personalmente o che hanno coinvolto persone che conosco. L’ultima risale a ieri, quando il treno Bari-Lecce delle 16,35, si è fermato a Monopoli per 45 minuti perché alcuni ragazzi avrebbero piazzato dei massi sui binari. Per ovviare al problema, chi era a bordo di quel treno è stato fatto scendere e risalire sul Bari-Fasano che li ha raggiunti a Monopoli. Questo treno è stato quindi fatto proseguire fino a Lecce, fermandosi però subito dopo la partenza per un guasto al passaggio a livello. A destinazione, quindi, è arrivato con un’ora e mezza di ritardo. Purtroppo il problema dei passaggi a livello che non funzionano, si verifica ogni giorno ed è tra le principali cause dei ripetuti disservizi e ritardi. I viaggiatori non ne possono più.

Ad aumentare i disagi, poi, ci sono anche i Freccia Bianca e Argento che arrivano dal Nord e, come accade per gli Eurostar, hanno sempre la precedenza e costringono i treni regionali a stare fermi almeno un quarto d’ora a ogni loro passaggio. Non capiamo davvero quale sia la differenza tra noi e loro. Ma le dirò di più. Ieri prendo il treno delle 18,05 da Bari diretto a Lecce. A Torre a Mare facciamo già la prima sosta di oltre dieci minuti per fare largo alla Freccia Torino-Lecce. Arrivati a Mola di Bari, la sosta è stata di 50 minuti durante i quali nessuno ci spiegava cosa stesse accadendo. Ripartiti, siamo arrivati a San Vito dove, per il passaggio di un’altra Freccia, ci siamo fermati per un altro quarto d’ora, accumulando in tutto un’ora e mezza di ritardo.

Altri ritardi si sono verificati nei giorni scorsi per il passaggio a livello che non funzionava, con un’attesa di oltre mezz’ora; o per altri 45 minuti dovuti al semaforo che non diventava verde impedendo al treno di ripartire a causa di un meccanismo autobloccante che stoppa il treno nonostante possa ormai passare. Questa mattina, poi, il treno proveniente da San Pietro Vernotico, è arrivato a Bari con un ritardo di 40 minuti perché sono stati investiti degli animali sui binari.

Tutto questo accade sempre senza che i viaggiatori siano minimamente informati sulle motivazioni dei disservizi: siamo letteralmente abbandonati a noi stessi. Mentre una vocina registrata ricorda in continuazione che si deve pagare il biglietto, pena pesanti sanzioni. Caro Assessore, credo sia arrivato il momento di restituire dignità ai nostri cittadini, convocando con urgenza un tavolo interistituzionale, nel quale affrontare con Trenitalia e il ministero dei Trasporti, il tema del trasporto pubblico locale. Non possiamo permettere che i pugliesi, e tutti quelli che al Sud vivono una situazione simile, continuino a pagare profumatamente per ricevere in cambio solamente disagi e disservizi che somigliano a una presa in giro. Certo della sua disponibilità, mi auguro si possa procedere quanto prima. (Pino Romano)

 

 

 

 

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