Porto di Brindisi: merci ancora in calo. Anno record a Bari

L'Autorità di Sistema portuale ha diffuso i dati del 2019. A Brindisi movimentate 7.460.776 tonnellate di merci. Dato accosti invariato rispetto al 2018. A Bari merci movimentati in grande crescita

BRINDISI – Continua il calo di merci movimentate nel porto di Brindisi. Il 2019 si è chiuso con un - 6.1 per cento rispetto al 2018. Complessivamente sono state movimentate 7.460.776 tonnellate di merci. Il dato degli accosti, pari a 1.812, è praticamente invariato rispetto a quello dell’anno precedente.

“Tale flessione – si legge in una nota dell’Autorità di Sistema portale del Mar Adriatico Meridionale -  è verosimilmente influenzata dalla diminuzione della movimentazione dei prodotti petroliferi e del carbone. Poco, infatti, possono influire sul totale i sensibili aumenti registrati, invece, delle general cargo (+98.850) dei minerali/cementi e calci (+460.704 tons), dei prodotti petroliferi gassosi (+40.000 tons) e, in misura minore, dei prodotti chimici e metallurgici”.

I dati complessivi del Sistema

A livello complessivo (tenuto conto anche dei porti di Bari, Manfredonia, Barletta e Monopoli) i traffici portuale nel sistema dell’Adriatico meridionale sono in “rilevante crescita”, con 4.716 scali in totale (128 in più rispetto al 2018) e con 15.451.697 tonnellate di merci transitate, il 2,1%  in più rispetto all’anno precedente.

Significativo il dato delle rinfuse solide che segnano un +5%, con quasi 6 milioni di tonnellate movimentate.  Aumenta del 3,1% la stazza lorda delle navi che toccano i porti del sistema, a dimostrazione dell’attrattività degli scali e della conseguente necessità, nell’immediato futuro, di adeguamento delle infrastrutture, con particolare riferimento ai fondali.  I passeggeri movimentati (traghetti e crociere) sono stati 2.474.927.

Bari in grande crescita

Per il porto di Bari, in particolare, il 2019 è stato un anno record, conn 2.355 scali in totale (68 in più rispetto al precedente anno). Il quantitativo delle merci movimentate è salito dell’11,1%, raggiungendo il livello complessivo di più di 6milioni di tonnellate; il maggior contributo è stato dato dall’imbarco e sbarco delle rinfuse solide che è aumentato del 35%. La movimentazione dei container è cresciuta del 21% per un totale 82.627 teu (14.365 in più rispetto all’anno scorso).

Particolarmente dinamica è stata la movimentazione di merci a mezzo Tir e semirimorchi che è cresciuta di ben 7.932 pezzi, raggiungendo la ragguardevole cifra di 165.945. Fiore all’occhiello del porto è stata la movimentazione connessa ai flussi turistici della crocieristica che ha raggiunto la cifra record di 674.675 persone (254.657 imbarchi/sbarchi e 420.018 transiti) con aumento, rispetto al 2018, di ben 101.769 unità, pari al 17,8%, un dato che consolida la posizione del porto di Bari tra i top 20 a livello europeo. Bari, infine, conferma e consolida la propria posizione di primo porto italiano per traffico internazionale passeggeri su navi di linea: nel 2019 sono stati circa 1,20 milioni i passeggeri che hanno transitato a bordo di navi traghetto Ro/RO.

La crisi del porto di Brindisi

Stridente quindi il contrasto con il trend negativo del porto di Brindisi, afflitto da una crisi di cui le istituzioni e gli operatori portuali hanno discusso (3 febbraio) con il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, nel corso di un breve incontro che si è svolto a palazzo Nervegna. Le problematiche che affliggono il porto saranno inoltre al centro di un tavolo di analisi e di monitoraggio convocato per il 6 febbraio presso il Ministero dello Svilupo economico, dove il sottosegretario di Stato Alessandra Todde incontrerà rappresentanti dell’amministrazione comunale, dell’Autorità di sistema, delle associazioni datoriali e sindacali. Il nodo principale, come noto, è quello riguardante il blocco degli iter autorizzativi per la realizzazione di nuove opere, a seguito delle decisioni adottate dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche. 

“Per Brindisi – afferma il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi - che soffre una crisi connessa al mutamento del ciclo produttivo della centrale Enel, è necessario assecondare, attraverso una decisa infrastrutturizzazione, l’evoluzione dello scalo, conformemente alla propria storica vocazione, in una prospettiva polifunzionale: turistica, industriale e gateway commerciale. Le opere programmate, i cui tempi di realizzazione - grazie alla condivisa programmazione con tutti gli stakeholders pubblici e privati, nonché alla attenzione dichiarata del governo – dovrebbero subire una forte accelerazione, ci consentiranno di rendere lo scalo strategico, competitivo e all’avanguardia nei mercati nazionali e internazionali”. 

Ugo Patroni Griffi-6

“Tra le opere strategiche per Brindisi – prosegue Patroni Griffi - si ricordano gli escavi e la struttura per il contenimento dei sedimenti; l’acquisto della stazione marittima privata e dei piazzali attigui, da riqualificarsi; la realizzazione di infrastrutture leggere a supporto del traffico extra Schengen, la  project review – al fine di poter gestire efficientemente anche il traffico con l’Albania - e l’indizione del relativo appalto per la realizzazione del terminal  passeggeri Le Vele; la realizzazione di un pontile a briccole e la ristrutturazione lato mare della ex stazione marittima. Le predette opere trovano copertura in finanziamenti a radice comunitaria afferenti ai programmi operativi interregionali, nazionali e regionali 2014/2020 e nell’Interreg Greece/Italy, eppertanto l’accelerazione della loro esecuzione è necessaria anche ad elidere il, concreto, rischio del definanziamento”. 

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