Carciofo, Puglia verso un consorzio

OTRANTO - La possibilità di costituzione di un organismo di aggregazione verticale delle produzioni di carciofo pugliese, verrà esplorata, domani alle ore 14 nella sala circolare del Castello Aragonese di Otranto, nel corso del meeting in cui l'assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno, insieme al ministro alle politiche agricole, Mario Catania, incontreranno il sistema della produzione ed il mondo della rappresentanza agricola. All'incontro parteciperà anche il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro.

Ilenia Scrascia 4 maggio 2012

OTRANTO - La possibilità di costituzione di un organismo di aggregazione verticale delle produzioni di carciofo pugliese, verrà esplorata, domani alle ore 14 nella sala circolare del Castello Aragonese di Otranto, nel corso del meeting in cui l'assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefàno, insieme al ministro alle politiche agricole, Mario Catania, incontreranno il sistema della produzione ed il mondo della rappresentanza agricola. All'incontro parteciperà anche il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro.

L'assessore Stefàno commenta questa iniziativa come "Una strategia che riteniamo utile a rispondere meglio alle necessità di un mercato sempre più globale e per riuscire a recuperare al meglio le potenzialità che derivano al sistema Puglia da questa antica tradizione produttiva che oggi trova nuova linfa vitale anche dal recente conseguimento della Igp per il carciofo brindisino". Mentre è attualmente Foggia l'area di maggiore produzione del carciofo.

Il "carciofo brindisino" per le sue caratteristiche organolettiche è entrato a far parte del registro ufficiale europeo delle colture Igp (Indicazione Geografica Protetta), e quest'ultima aiuterà i produttori locali a contrastare la politica delle importazioni massicce dai Paesi africani, con l'obiettivo di arrivare al consumatore con la garanzia della qualità e della salubrità dei carciofi brindisini attraverso l'etichettatura e la rintracciabilità, strumenti in grado di dotare il prodotto della carta di identità, aggiungendo valore economico ad una produzione molto conosciuta ed apprezzata.

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