Centro di controllo a rischio chiusura: "Serrato confronto con Enav"

Mauro D'Attis, Forza Italia: "Coinvolgerò l’intera delegazione parlamentare pugliese del mio partito"

BRINDISI – Il neoeletto deputato Mauro D’Attis (Forza Italia) è pronto a coinvolgere tutta la delegazione parlamentare pugliese del suo partito in un “serrato confronto” con l’Enav, riguardo al rischio di ridimensionamento del centro di controllo aereo di Brindisi. Si tratta di un pericolo che si annida nel piano industriale varato dall’Enav per il 2018-2022, in virtù del quale dei quattro centri di controllo attualmente presenti in Italia (Brindisi, Roma, Milano, Padova), ne resterebbero solo due: quelli di Roma e Milano. 

Questa scelta, come denunciato ieri dal candidato sindaco della coalizione di centrosinistra (Pd, Leu, Brindisi Bene Comune), Riccardo Rossi, Mauro D'Attispotrebbe avere delle ripercussioni per i 200 dipendenti di una società, la Tecnosky, che per conto di Enav si occupa della manutenzione tecnica e dell’assistenza  per la strumentazione elettronica utilizzata dal Centro di Controllo.

Oggi sulla questione interviene anche D’Attis, che si è già occupato, negli anni scorsi, di tale problema, anche nella sua veste di consigliere comunale della città di Brindisi, ottenendo precisi impegni circa il mantenimento del ruolo di Brindisi e dei suoi livelli occupazionali.

“E’ evidente – aggiunge D’Attis – che la questione merita un immediato approfondimento per verificare i reali margini di intervento, ognuno sulla base delle proprie competenze. Mi riferisco alle organizzazioni sindacali per la tutela della cospicua forza-lavoro del Centro di Brindisi ed ai rappresentanti istituzionali.” 

“E’ evidente – prosegue D’Attis - in ogni caso, che un ridimensionamento della nostra sede rappresenta un problema di interesse regionale ed è per questo che, una volta insediato, coinvolgerò l’intera delegazione parlamentare pugliese del mio partito per un serrato confronto con i vertici dell’Enav, con la struttura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e, se già presente, anche con il Ministro”.

Movimento 5 stelle

Anche i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle manifestano la loro preoccupazione per la possibile chiusura del centro di controllo di Brindisi.  “Enav deve salvaguardare i livelli occupazionali e contrattuali. Nei prossimi giorni  chiederemo alla società di poter ricevere il piano industriale e agiremo a livello regionale per chiedere chiarezza alla giunta sui possibili rischi occupazionali che comporterebbe l’eventuale chiusura della Torre di Controllo di Brindisi”. Lo dichiarano  Gianluca Bozzetti e Antonio Trevisi. 

“Le modalità attuative non sono ancora note - spiega Bozzetti  - ma  guardando esperienze simili in altri Hub nazionali, il timore è che ci possano essere ripercussioni negative sul numero dei dipendenti. Il trasferimento del servizio da Brindisi a Roma, comporterebbe inevitabilmente anche un danno per l'indotto,  ad esempio per aziende come Tecnosky che attualmente si occupa della manutenzione e dell’assistenza tecnica del Centro di Controllo Enav di Brindisi".

"La nostra città - continua il consigliere pentastellato - non è più disposta a subire passivamente decisioni che la penalizzano, dopo la perdita dell'Autorità Portuale e del presidio di Polizia Postale e l’accorpamento della Camera di Commercio di Brindisi con quella di Taranto. Si tratterebbe dell’ennesimo schiaffo alla città causato dalla mancanza di volontà e dal disinteresse delle istituzioni locali, soprattutto regionali”.

Partito Democratico

“Il consiglio di Amministrazione di Enav S.p.A. – afferma Augusto Scivales, Dipartimento Trasporti Partito Democratico - ha pubblicato il piano industriale per il periodo 2018-2022 che prevede forti penalizzazioni per il territorio Pugliese con lo spostamento dell’Acc (Area Control Centre) di Brindisi a Roma, un forte ridimensionamento delle competenze del Centro Aeroportuale di Bari e la remotizzazione delle Torri di Brindisi, Grottaglie e Foggia. Ciò rappresenterà un duro colpo all’economia ed al prestigio che tali impianti hanno portato fino ad oggi alla Regione Puglia. Il tutto senza contare che non si comprende come un’azienda sana i cui utili solo nell’ultimo anno superano i 100 milioni, possa sacrificare più di 200 famiglie che vivono nella regione, al solo dichiarato scopo di offrire una piccolissima percentuale di dividendi in più”.

“Non è certo possibile ignorare le esigenze di intere famiglie che hanno scelto di vivere in Puglia ormai da molti anni e che con ogni probabilità saranno costrette a smembrarsi per seguire i folli piani di chi non ha la più pallida idea di quanto conti la serenità familiare per chi, tutti i giorni, lavora garantendo la sicurezza di migliaia di passeggeri”.

“Le Aziende sono fatte di persone che hanno famiglia, case, mutui, figli che frequentano le scuole, hanno amici e vite che saranno sconvolte da questo becero progetto di razionalizzazione estrema delle risorse di un’azienda sana ricca e monopolista che offre un servizio pubblico essenziale solo ed esclusivamente per merito dei professionisti che quotidianamente si confrontano con il traffico aereo Nazionale!”

“Con quale animo affronteranno il loro lavoro sapendo di dover lasciare questa terra che per molti era e per tanti altri è diventata casa? Il sindacato non potrà restare inerme di fronte a questo insensato piano di razionalizzazione proposto da Enav S.p.A proprio nel giorno in cui ha sbandierato utili eccezionali. Nel contempo le Istituzioni non possono far finta di nulla ed il futuro Governo dovrà intervenire per calmierare gli effetti della sconsiderata privatizzazione per l’Azienda che assicura la sicurezza dei Nostri Cieli!”

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Commenti (1)

  • L'Enasv è stata privatizzata? Ma davvero? E chi sono i privati della maggioranza del pacchetto azionario? Nomi, grazie. Altrimenti è una fesseria

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