Porto, D'Attis: "Dal Provveditorato presa di posizione incomprensibile"

Il deputato interroga il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture De Micheli, atteso oggi pomeriggio a Brindisi per un incontro pubblico. "Ma io - afferma il deputato - non sono stato invitato"

 BRINDISI – La crisi del porto di Brindisi, determinata anche dalla situazione di stallo in cui versano i progetti infrastrutturali, è al centro di una interrogazione scritta rivolta dal deputato Mauro D’Attis (Forza Italia) al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli. L’iniziativa del parlamentare arriva a poche ore dall’incontro pubblico con lo stesso ministro convocato dal sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, presso la sala universitaria di palazzo Nervegna. L’appuntamento è per le ore 16.30 di oggi (lunedì 3 febbraio). L’amministrazione comunale ha invitato a partecipare le autorità civili e militari e i rappresentanti di enti, istituzioni, sindacati, associazioni di categoria e stakeholder del settore. 

Mauro D'Attis-5-30

Incontro con il ministro: "Non invitati parlamentari e consiglieri regionali"

D’Attis però rimarca come “il sindaco Rossi non abbia avvertito la necessità di invitare parlamentari e consiglieri regionali (o almeno non ha invitato me)”. “Una circostanza strana e spiacevole – afferma D’Attis - soprattutto se si considera che per un’analoga iniziativa, programmata per oggi a Taranto con il ministro, ho ricevuto un invito da parte del presidente della Autorità portuale jonica".

“La situazione del porto di Brindisi è davvero preoccupante – prosegue il deputato forzista - perché non è ancora stato definito un processo di trasformazione dell’economia industriale da attuare in contemporanea con la fase di ‘decarbonizzazione’. Occorrono investimenti infrastrutturali per favorire il passaggio da scalo asservito prevalentemente alla grande industria ad un porto dotato di quanto occorre per inserirsi a pieno titolo nel mercato della logistica”. “Tutto questo – afferma D’Attis – rischia di essere vanificato da posizioni inaccettabili di organismi tecnici che, di fatto, hanno determinato un vero e proprio conflitto istituzionale a danno del porto e di tutta la città di Brindisi”.

ministro Paola De Micheli-2

"Incomprensibile presa di posizione del Provveditorato"

L’organismo tecnico cui fa riferimento D’Attis è, nello specifico, il Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche. “A causa di un’incomprensibile presa di posizione – sostiene D’Attis - del Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche è bloccata ogni realizzazione infrastrutturale nello scalo brindisino”.

Il parlamentare ricorda di aver già interrogato il presidente de Consiglio e il ministro dello Sviluppo economico, lo scorso 18 novembre, sulla “grave crisi in atto nel porto di Brindisi dovuta essenzialmente all’insistente attuazione della trasformazione dell’economia industriale del territorio legata essenzialmente al processo di ‘decarbonizzazione’ delle centrali termoelettriche in corso”.

Crisi del porto: il Mise convoca le parti

In questa nuova interrogazione, il deputato si focalizza principalmente sulle decisioni adottate dal Provvedirato interregionale, che “ha di fatto sospeso ogni procedimento autorizzativo alla esecuzione dei lavori fino alla approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuali – si legge nell’interrogazione - condizionando i detti interventi alla stesura di una nuova pianificazione i cui tempi, notoriamente ampi e non definibili a monte, annullerebbero ogni aspettativa di breve termine, pur non ricorrendone le fattispecie poiché ritenuti coerenti con l’assetto funzionale vigente”.

A detta di D’Attis non sarebbe “rispettosa delle previsioni di legge la posizione assunta dal competente Provveditorato di poter ritenere un piano regolatore portuale non più vigente e di chiedere dunque per la realizzazione di qualsivoglia opera, anche la più minima (come ad esempio il potenziamento di infrastrutture già esistenti) il ricorso a preventive procedure di variazione degli atti pianificatori”.

Il parlamentare ritiene inoltre che il Provveditorato abbia adottato un’impostazione “quanto meno discriminatoria per il porto di Brindisi, visto che esso non è affatto in situazione differente rispetto a tanti altri porti nazionali retti tuttora da piani riferiti a leggi antecedenti la L. 84/94 e dove, ordinariamente, vengono realizzate opere pubbliche, sebbene non previste puntualmente nei detti piani, senza cioè che le stesse vengano condizionate dall’obbligatorietà di nuova pianificazione”. 

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