Edipower non chiude: altro carbone

BRINDISI - Edipower chiude, Edipower vende, Edipower ambientalizza. Parole, tante parole. La realtà è che da due giorni una nave carboniera scarica carbone nel porto di Brindisi, dove rimarrà per complessivi 25 giorni, per alimentare la vecchia centrale di Brindisi Nord, quella che secondo la convenzione del 1994 doveva chiudere in quanto ritenuta già allora obsoleta.

Fabio Mollica 19 agosto 2012

BRINDISI - Edipower chiude, Edipower vende, Edipower ambientalizza. Parole, tante parole. La realtà è che da due giorni una nave carboniera scarica carbone nel porto di Brindisi, dove rimarrà per complessivi 25 giorni, per alimentare la vecchia centrale di Brindisi Nord, quella che secondo la convenzione del 1994 doveva chiudere in quanto ritenuta già allora obsoleta.

La nave è arrivata in porto venerdì 17 agosto, autorizzata dall'Autorità portuale con atto firmato dal segretario Del Nobile prima dell'arrivo del commissario Ferdinando Lolli. Una firma, quella di Del Nobile, che secondo alcuni sarebbe illegittima, in quanto il segretario - in assenza del presidente dell'ente - non avrebbe i poteri autorizzativi necessari a siglare atti di tale importanza.

Ma più che la firma qui conta la sostanza, e la sostanza dice che Edipower continua a bruciare carbone ed a produrre in assenza di un serio piano di ambientalizzazione degli impianti e dell'Aia (l'autorizzazione integrata ambientale). Un fatto che, complice il Ferragosto, è passato finora inosservato (eccezion fatta per un servizio di PugliaTv). Ma al rientro dalle ferie è bene che sindaco, forze politiche e parlamentari locali prendano finalmente in considerazione il problema.

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