Enel al Tar contro riesame autorizzazione ambientale

Per la centrale di Cerano, la società chiede l’annullamento, previa sospensiva, del resoconto della conferenza di servizi: “Violate normativa Aia e Costituzione”

BRINDISI – Il braccio di ferro dell’autorizzazione integrata ambientale per la centrale Enel Federico II finisce davanti ai giudici del Tar: la sezione del Lazio dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dalla società proprietaria del sito di Cerano per chiedere l’annullamento del verbale della conferenza di servizi posto alla base del riesame dell’Aia.

Il ricorso a Tar

Incendio caldaia gruppo 4 centrale Enel Cerano-2Enel Produzione spa ha adito i giudici amministrativi contro il Comune di Brindisi, il ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio, il ministero della Salute, la Provincia di Brindisi, la Regione Puglia, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Nonché contro i ministeri del Lavoro, dell’Interno, delle Politiche sociali e dello Sviluppo economico, tutti coinvolti nell’autorizzazione per l’esercizio della centrale di Cerano.

I legali della spa contestano l’illegittimità dei provvedimenti e hanno sollevato una serie di rilievi, per lo più legati alla “violazione e alla falsa applicazione della normativa in tema di Aia”. Sostengono, inoltre, che ci si sia stata una violazione della Costituzione, articolo 97”, dedicato ai principi del buon andamento della Pubblica amministrazione.

Il ricorso è stato notificato a Palazzo di città il 21 febbraio scorso e si riferisce in primis al resoconto della conferenza di servizi che si svolse a Roma il 20 dicembre 2018. Di conseguenza a tutti gli atti successivi. Tra questi, ci sono  il decreto del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare datato 7 febbraio 2019, “recante il riesame” del decreto dello stesso ministero di autorizzazione integrata ambientale per l’esercizio della centrale, e il parere istruttorio conclusivo (Pic, in sigla) che si riferisce alla trasmissione della relazione sull’equivalenza di prestazioni ai fini dell’abbattimento delle polveri  degli elettrofiltri e dei filtri a mani installati.

Gli interventi a carico dell’Enel

Enel, tramite i suoi legali, ha invocato la tutela cautelare, mediante istanza di sospensione dell’esecuzione, perché ritiene concreto e attuale il “pericolo di un pregiudizio grave e irreparabile per la eccessività degli interventi disposti a suo carico” dal gruppo istruttore. Ne fanno parte: Claudio Franco Rapicetta, referente; Marco Mazzoni, Giovanni Anselmo designati dal ministero; Antonietta Riccio per la Regione Puglia; Pasquale Epifani  per la Provincia di Brindisi, e Gaetano Padula per il Comune di Brindisi.

Più esattamente, la società entro quattro mesi dal rilascio del parere della Commissione istruttoria per Autorizzazione integrata ambientale, dovrà provvedere a fornire il cronoprogramma degli interventi sui filtri di abbattimento delle emissioni di due gruppi richiesti dal comitato istruttore in sede di revisione della stessa Autorizzazione integrata ambientale, rilasciata per il funzionamento della centrale termoelettrica di Cerano il 3 luglio del 2017.

municipio brindisi-2 Enel Produzione dovrà presentare alla autorità competente un progetto dedicato all'allineamento delle prestazioni dei gruppi BS2 e BS3 a quelle del gruppo BS4, in termini di stabilità di prestazioni e di valori medi e massimi di concentrazioni medie orarie. Il progetto dovrà prevedere per il gruppo BS2 l'installazione di filtri a manica; per il gruppo BS3 un piano di manutenzione straordinaria e/o interventi impiantistici”.

Il Comune di Brindisi

Il Comune di Brindisi ha deciso di costituirsi nel giudizio e sarà rappresentato dagli avvocati interni Emanuela Guarino e Monica Canepa, ai quali è stato conferito incarico con delibera della Giunta, su proposta dell’assessore al Contenzioso, Mauro Masiello.

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