Entra in funzione il primo carbonile coperto, ma Consales contesta Enel

Entra in esercizio la prima delle due cupole automatizzate per lo stoccaggio del carbone nella centrale di Cerano. Ne dà notizia Enel, e subito replica il sindaco di Brindisi dichiarando che il nuovo impianto non ha ancora ottenuto l'agibilità da parte del Comune

Alcuni particolari del dome entrato in funzione e il vecchio carbonile ormai vuoto

BRINDISI - Entra in esercizio la prima delle due cupole automatizzate per lo stoccaggio del carbone nella centrale di Cerano. Ne dà notizia Enel, e subito replica il sindaco di Brindisi dichiarando che il nuovo impianto non ha ancora ottenuto l'agibilità da parte del Comune. Non solo: Mimmo Consales afferma che Enel a Brindisi non può assumere toni trionfalistici quando deve fare ancora molto per la mitigazione dell'impatto ambientale della termoelettrica, a partire dalla riduzione progressiva dell'impiego di carbone.

Carbone all'inerno della cupola automatizzata-2Ma la notizia del trasferimento del minerale in un impianto progettato per essere a tenuta, non è certo un evento da sminuire, visto che "non è più presente combustibile fossile nel parco carbone scoperto", annuncia Enel. "Sono state infatti ultimate le prove annunciate nel mese di luglio e concluse positivamente le fasi tecniche di messa a punto dei nastri trasportatori e delle macchine necessarie allo stoccaggio del carbone. A partire dal 28 di settembre, come preannunciato quindi, il combustibile fossile viene trasportato dalle navi giunte nel porto di Costa Morena direttamente all’interno del carbonile coperto attraverso un percorso totalmente chiuso. Una volta arrivato nella Federico II e stipato all’interno della cupola coperta il carbone viene ripreso e inviato, secondo le necessità, ai gruppi di produzione mediante un percorso, anch’esso totalmente coperto".

Per l'entrata in esercizio della seconda cupola, Enel parla del prossimo mese di novembre, "quando saranno terminate le prove tecniche",  e prevede di completare le opere accessorie entro i primi mesi del 2016. "Il carbone comunque è oramai totalmente stoccato all’interno del carbonile coperto. Composto da due cupole dette ‘dome’, il nuovo carbonile è un’opera di alta ingegneria, pienamente condivisa con le Istituzioni del territorio, in grado di garantire ulteriormente la sostenibilità ambientale dell’impianto brindisino", ribadisce la società elettrica. "Si tratta di un’opera interamente automatizzata che è stata realizzata in adiacenza e sostituzione del precedente parco di stoccaggio che, grazie alle nuove installazioni, è ora dismesso. Nei lavori di costruzione e di ammodernamento sono stati impiegati più di 300 lavoratori, che si aggiungono ai mille con cui opera a regime l’impianto, e sono state coinvolte l’imprenditoria e la manodopera per lo più del territorio".

Il vecchio carbonile scoperto ormai vuoto-3Ogni dome ha un diametro di 150 metri e altezza di circa 45 metri per una capacità di stoccaggio di circa 180.000 tonnellate di combustibile. "È dotato di macchine ad alto grado di automatizzazione per la messa a parco e ripresa del carbone". Enel affronta anche il tema delle perdite di polveri dal nastro trasportatore di 13 chilometri che unisce la banchina alla centrale, problema che innescò una importante indagine della Digos e un processo ancora in corso: "Per consentire una logistica del carbone totalmente coperta sono stati installati anche nuovi nastri e torri dello stesso tipo di quelli già esistenti presso la ‘Federico II’ per collegare l’attuale sistema carbone ai nuovi carbonili", spiega la nota del gruppo.

La copertura la copertura dei dome non è in alluminio ma è stata realizzata utilizzando una struttura geodetica in legno lamellare del tutto innovativa per dimensioni e soluzioni adottate, porta la centrale ‘Federico II’ a standard ambientali internazionali molto elevati. Ogni cupola presenta 5 assi principali che  la delimitano in altrettanti settori uguali. Le travi principali sono ad  asse rettilineo e formano una serie di triangoli piani. Un’opera unica nel suo genere nella cui realizzazione la sostenibilità è stata uno dei cardini progettuali: infatti è stato utilizzato legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile e nell’ambito di processi certificati".

"Questa nuova opera, assieme ai lavori ambientali realizzati presso le unità di produzione per il costante miglioramento dell’efficienza e delle performance ambientali, a quelli di ammodernamento delle strutture sulla banchina di Costa Morena e alle opere condivise con gli enti locali nel 2006, ai lavori sulla logistica del trasporto carbone, all’l’impianto di cattura della CO2, costituiscono il programma di investimenti ambientali realizzati da Enel con un impegno di risorse di circa 500 milioni di euro", ricorda Enel.

La plancia di controllo del dome-2Ma Consales non ci sta. “Apprendiamo da una nota stampa che l’Enel ha messo in esercizio il primo dei due carbonili realizzati nei pressi della centrale di Cerano. E apprendiamo anche che il secondo carbonile sarà completato entro il mese di novembre. Ad onor del vero, però, va detto che la struttura è tuttora priva di agibilità (che viene rilasciata dai competenti uffici comunali) e che al Comune non è pervenuta alcuna comunicazione relativa alla conclusione delle attività di collaudo. E va detto anche che non c’è traccia della variante di progetto che si rende necessaria, visto che inizialmente l’Enel aveva deciso di realizzare tre carbonili e non due”.

“Sulla stessa nota leggiamo – aggiunge Consales – i toni trionfalistici dell’Enel relativi agli investimenti compiuti fino ad oggi in campo ambientale. Riteniamo, invece, che ancora molto deve essere fatto per rendere questa centrale compatibile con le esigenze del territorio di tutela ambientale e della salute dei cittadini. Ci riferiamo - conclude Consales - ad ulteriori cospicui investimenti infrastrutturali per giungere in tempi brevi ad una forte diminuzione delle emissioni e, di conseguenza, ad un utilizzo ridotto di carbone nell’ottica di un graduale processo di decarbonizzazione della centrale. Su questo e su molto altro aspettiamo risposte convincenti da parte dell’Enel”.

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Commenti (1)

  • Come si fa a stabilire il rapporto burocratico tra progresso e burocrazia quando quest'ultima "frena" l'adeguamento dell'Enel alle esigenze ambientali del territorio brindisino. Per avere una sorta di "agibilità" da parte del Comune il caro sindaco dovrebbe muovere il sedere dalla sua "poltrona" vacillante e constatare di persona le opere fatte a tutela dell'ambiente. Purtroppo ancora una volta si constata che i comportamenti sono dettati di più ad ottenere altri "benefit" da parte dell'Enel come se quelli che elargisce non bastassero ed ogni alibi viene camuffato con il risultato che si ritarda l'attuazione di un programma tecnico ambientale ringraziando l'Enel per il suo adeguamento anticipando la burocrazia comunale che potrebbe "d'ufficio" visitare e rilasciare la cosiddetta agibilità. A buon intenditor poche parole,Consales, muovi il "sedere" dal tuo scranno e vai a constatare con i tuoi tecnici l'opera in funzione.Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna perché lo può fare. Allora cosa aspetti.

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