"Ingegneria e Verdi: che fine hanno fatto i soldi dell'accordo Edipower?"

Egregio, ho avuto modo di apprendere dall’organo di informazione da Lei diretto delle difficoltà in cui si dibattono gli Enti Locali brindisini per garantire la permanenza dei corsi di Ingegneria industriale ed aerospaziale presso la sede della Cittadella della Ricerca

la centrale Edipower di Brindisi, ferma da quasi tre anni

BRINDISI - Riceviamo da Giovanni Antonino, ex sindaco di Brindisi, una lettera che pubblichiamo, in cui si propone la verifica di una potenziale possibilità di reperimento di fondi da destinare ai corsi universitari di Ignegneria e al Treatro Verdi.

Egregio, ho avuto modo di apprendere dall’organo di informazione da Lei diretto delle difficoltà in cui si dibattono gli Enti Locali brindisini per garantire la permanenza dei corsi di Ingegneria industriale ed aerospaziale presso la sede della Cittadella della Ricerca. Devo premettere che condivido la posizione assunta dai Consiglieri di Brindisi Smart circa una verifica puntuale dei maggiori costi che sostiene Unisalento per continuare a garantire lo svolgimento delle lezioni a Brindisi piuttosto che presso la sede di Lecce. Anche se tale posizione trovasse l’assenso delle parti interessate resterebbe comunque il problema di garantire le risorse residue, attese le casse oramai esangui delle Amministrazioni locali.

Analoga difficoltà si presenta per la prosecuzione della attività presso il Teatro Verdi. La soluzione individuata a quest’ultimo riguardo, ossia quella di un taglio drastico degli stipendi corrisposti ai dipendenti della Fondazione e delle indennità riconosciute al direttore artistico, per quanto apparentemente obbligata, aprirebbe la strada alla adozione di misure similari anche per superare le difficoltà di bilancio di altre aziende partecipate dalla amministrazione civica.  Non avendo rapporti di frequentazione con il sindaco in carica e con i suoi collaboratori, notoriamente non avvezzi a frequentazioni con pregiudicati, mi permetto di suggerire, per il Suo tramite, una possibile soluzione.

Se la memoria non mi inganna mi pare di ricordare che nella convenzione a suo tempo stipulata con la Società elettrica Edipower, all’epoca proprietaria della centrale elettrica di Costa Morena, io ed il mio amico/nemico Nicola Frugis facemmo inserire, tra le contropartite previste per l’assenso al proseguimento del funzionamento di quell’impianto con un gruppo alimentato a carbone a basso tenore di zolfo e la trasformazione di altri due gruppi con alimentazione a metano, la corresponsione di una cifra annua, che se non erro si aggirava intorno ai cinquecentomila euro, per la diffusione della cultura (credo che fosse proprio questa l’espressione utilizzata).

Edipower, anche in forza di quella convenzione, poté beneficiare di un apposito decreto ministeriale che autorizzava la prosecuzione dell’esercizio dell’impianto di Brindisi e la sua successiva trasformazione. Personalmente mi sono assunto ogni responsabilità, anche di tipo penale, per aver sottoscritto quell’accordo. Sarebbe però un peccato se non se ne traessero i frutti positivi. Ignoro, infatti, se quelle somme furono effettivamente corrisposte e se le amministrazioni che succedettero alla mia abbiano mai chiesto il rispetto dell’accordo sottoscritto. Certamente non lo fecero quanto alla trasformazione dell’impianto, che continuò a funzionare a carbone, salvo ad essere successivamente ceduto ad altra società e definitivamente dismesso.

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Sicuramente gli Uffici della Ragioneria comunale sapranno fornire adeguate informazioni in merito  così come la Ripartizione Affari Legali saprà meglio indirizzare l’amministrazione rispetto al soggetto obbligato all’adempimento degli obblighi convenzionalmente assunti alla luce della intervenuta cessione dell’impianto. Confidando di aver fornito suggerimenti utili alla permanenza di importanti presidi culturali nella nostra città colgo l’occasione per porgerLe cordiali saluti (Giovanni Antonino).

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