Grimaldi: il sindaco abbandona, fermano tutto gli operatori brindisini

Nel grande, piccolo porto di Brindisi la logica del monopolio incassa un'altra sconfitta. Anche se "non è finita qui", e non certo grazie al nuovo sindaco Angela Carluccio, il cui comunicato stampa è stato così titolato dal suo staff

La Carluccio contestata all'uscita dall'Autorità portuale. Sotto il gruppo dei manifestanti e una foto di Teo Titi

BRINDISI – Nel grande, piccolo porto di Brindisi la logica del monopolio incassa un’altra sconfitta. Anche se “non è finita qui”, e non certo grazie al nuovo sindaco Angela Carluccio, il cui comunicato stampa è stato così titolato dal suo staff, contando sull’appoggio della parte più indulgente della stampa locale. Il merito è delle puntigliose obiezioni e contestazioni (condivise con altre categorie di operatori) sostenute dal rappresentante degli agenti marittimi alla bozza di delibera per la con cessione ventennale al gruppo Grimaldi dell’area logistica di Punta delle Terrare.

Non è finita qui perché il partito pro-Grimaldi è solido, trasversale da Roma sino a Brindisi, e riesce sempre, quando viene sconfitto, a ritirarsi senza accettare e sottomettersi al voto, che potrebbe vederlo perdente per ragioni contingenti. Anche stamani, il rappresentante degli agenti, Teo Titi, si è opposto al rinvio chiedendo di votare sulla delibera della concessione, affinché ognuno in Comitato portuale, si assumesse le proprie responsabilità sino in fondo. Ma la maggioranza si è sfilata, votando invece l’aggiornamento della seduta a data da destinarsi.

L’operazione, inedita e unica nel panorama portuale italiano (Brindisi conferma la sua fama di ventre molle del sistema, dove tutto è possibile) evidentemente è ritenuta non immune da possibili contestazioni formali anche davanti alla magistratura amministrativa e a quella contabile, quindi urgeva l’ennesimo consulto prima di tornare alla carica. Tutto dipenderà dai pareri degli uffici legali.

Autorità portuale - concessione Grimaldi 2-2

Ma prima di entrare nel merito, il caso Carluccio. Il sindaco, come preannunciato, ha chiesto il rinvio per poter consultare il consiglio comunale, e la sua mozione è stata respinta. A quel punto, la Carluccio si è alzata, ha salutato tutti e si è diretta verso la porta tra lo stupore generale. L’ha fermata per pochi secondi proprio Titi, per ricordarle che la seduta precedente del Comitato portuale era stata inviata per attendere l’elezione del nuovo sindaco. Ma la Carluccio ha tirato diritto. Per imbattersi, all’esterno, nel gruppo dei contestatori della concessione, i quali hanno criticato il suo abbandono del campo.

C’è stato anche uno scambio piuttosto aspro di battute con un altro agente marittimo, Franco Aversa, il quale le ha contestato di non conoscere neppure le banchine del porto. Ma lei, poco dopo, ha fatto diramare un comunicato stampa in cui afferma: “Prendo atto della volontà del Comitato di non accogliere la richiesta ma ritengo grave che non si tenga conto di un'istanza espressa da chi rappresenta gli interessi di un'intera comunità".

"E' chiaro che la partita non è chiusa qui. Una volta insediato il Consiglio comunale valuteremo, a tutela degli interessi della collettività, ogni tipo di azione utile a garantire gli interessi del porto e della Città di Brindisi”. Invece la partita, altro che consiglio comunale chissà quando, si sarebbe proprio chiusa qui, se non ci fosse stata la relazione di sette pagine letta nel silenzio generale dal rappresentante degli agenti marittimi. E sui social network i giudizi negativi sul comportamento del sindaco che non affronta la battaglia fioccano. Il suo esordio in Comitato portuale, per quanto possa ancora restare in vita tale organismo, non è certo un buon viatico per lei.

Autorità portuale - concessione Grimaldi 3-2

Ma su cosa gli operatori portuali brindisini che hanno condiviso la relazione, poi affidata a Teo Titi, hanno piegato lo schieramento pro-Grimaldi? Essenzialmente su due punti, uno dei quali era stato individuato come punto debole dell’operazione anche in un nostro articolo del 17 dicembre 2014: quello della natura giuridica degli oneri portuali, dai quali il gruppo Grimaldi chiede l’esenzione nella sua richiesta di concessione demaniale, e quello della pubblicità della richiesta in versione aggiornata (due accosti in esclusiva ed uno con opzione preferenziale, invece che di tre accosti in esclusiva).

Nel primo caso, Teo Titi ha rilevato come il Consiglio di Stato, proprio in un pronunciamento su cui dà ragione all’Autorità portuale di Brindisi nella contesa con gli agenti marittimi sulle tabelle portuali, sottolinea anche che gli oneri portuali sono tasse a tutti gli effetti. Dunque, il Gruppo Grimaldi, che condiziona la propria disponibilità a diventare terminalista a Brindisi non solo all’uso esclusivo dell’area logistica di Punta delle Terrare, anche all’esenzione dagli oneri, nei fatti chiede di essere esentato dal pagamento delle tasse. E ciò non è possibile.

Teo TitiSeconda questione, la bozza di delibera con le condizioni delle concessione riviste nella parte dell’utilizzo degli accosti, andava nuovamente resa pubblica per consentire a chiunque fosse interessato a concorrere alla concessione di conoscerne le nuove possibilità. Ciò non è stato fatto dall’Autorità portuale, dunque ne risulta leso il principio della notorietà ed accessibilità della nuova opzione. E aggiunta a questo, anche una lunga analisi sui costi e le condizioni economiche della concessione stessa.

Un carico da undici, infine, ce l’ha messo anche un membro del collegio dei  revisori presente alla seduta di questa mattina, quando ha chiesto ai vertici dell’Autorità Portuale, nell’ipotesi del rilascio della concessione a Grimaldi degli ormeggi richiesti, dove avrebbero potuto attraccare le navi di un altro armatore interessato a Brindisi, come ad esempio Tirrenia (del gruppo Onorato, acerrimo concorrente di Grimaldi). La risposte sono state esitanti e vaghe. In realtà, allo stato attuale Brindisi non ha altri accosti per grandi navi operativi, oltre quelli richiesti da Grimaldi.

Vale la pena ricordare, in conclusione, che in apertura di seduta si è incontrata una certa difficoltà ad ottenere che il rappresentante degli armatori in comitato, Luigi Carruezzo, abbandonasse la sala. Carruezzo infatti a Brindisi è il direttore di scalo proprio di Grimaldi. Sempre per la cronaca, la proposta di rinvio in attesa di verifica delle obiezioni elencate da Titi l’ha fatta il presidente della Provincia, Maurizio Bruno.

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