Haralambides abbandonato da tutti

BRINDISI - Il Comitato portuale salta per mancanza del numero legale, ma Haralambides sostiene di averlo rinviato (senza però avvertire nessuno...). Il presidente prima dice che "non rilascia dichiarazioni ai giornalisti”, poi ne invita solo due per una conferenza stampa. Ormai siamo alle comiche.

Hercules Haralambides

BRINDISI – Il presidente Haralambides non ne azzecca una: prima si fa sfiduciare, di fatto, dai componenti del Comitato portuale, che oggi è saltato per mancanza del numero legale; poi sostiene il falso in un comunicato (che BrindisiReport non ha ricevuto, perché il professore dialoga solo con chi gli è gradito...) scrivendo di aver rinviato il Comitato su richiesta di Vendola (cosa di cui nessun componente era a conoscenza); infine, dopo aver dichiarato che non rilasciava dichiarazioni ai giornalisti, telefona alle redazioni di due quotidiani per diffondere il suo “verbo”. E lo fa proprio nella Giornata mondiale della libertà di stampa, libertà di cui evidentemente Haralambides ha un’idea alquanto singolare.

IL COMITATO. Alla riunione convocata per nominare Manlio Guadagnuolo segretario generale (a 160 mila euro l’anno) erano presenti solo in quattro: Laura Cimaglia (Autorità portuale), Roberto Pagone (Ferrovie dello Stato), Pasquale Coletta (Dogane) e Adriano Guadalupi (Spedizionieri). Per iniziare la seduta sarebbero serviti in seconda convocazione almeno 7 dei 21 componenti il Comitato, ma tutti gli altri hanno preferito restare alla larga, in aperta contrapposizione con i metodi utilizzati dal presidente e con la scelta di Guagnuolo.

Erano assenti Regione, Provincia, Comune, Camera di commercio, Confindustria, sindacati, rappresentanti delle aziende, degli armatori, agenti marittimi, imprese portuali e perfino il comandante della Capitaneria e il dirigente del Genio Civile.

Uno dei presenti, Guadalupi, uscendo dall’ente, ha spiegato perché non ha sottoscritto la raccolta di firme cui ha aderito mezzo Comitato: «Ritenevo che non si potesse esprimere dissenso sul nome di Guadagnuolo prima ancora di conoscerne nome e curriculum. Io comunque avrei chiesto al presidente di soprassedere, nominando un funzionario interno, oppure chiedendo al ministero di farsi mandare un segretario da Roma».

Alle 11, dunque, i cinque escono dal salone: il Comitato è saltato per mancanza del numero legale.

Di fronte ad una simile figuraccia, qualsiasi altro presidente avrebbe rassegnato le dimissioni.  Haralambides invece resta asserragliato nel suo fortino e si gode la vista sul porto deserto. Fa dire alla sua addetta stampa che non rilascia dichiarazioni ai giornalisti presenti (BrindisiReport, Corriere del Mezzogiorno, Il Nautilus, Blustar tv). L’unica parola che riesce a pronunciare è “Buongiorno”. Poi scompare nella sua stanza a studiare le nuove strategie di sviluppo dei traffici.

LA CONFERENZA STAMPA DI MEZZOGIORNO. Dopo mezz’ora, però, Haralambides cambia idea. Fa chiamare al telefono due valide colleghe giornaliste e le invita ad essere lì per le 12 per una conferenza stampa speciale, cui non prenderanno parte tutti gli altri giornalisti della città, evidentemente meno meritevoli, forse ostili e chissà, magari anche antipatici (BrindisiReport appartiene sicuramente a tutte e tre le categorie).

Uno scivolone, l’ennesimo per il prof, che per di più arriva proprio nella “Giornata mondiale della libertà di stampa”. Bisognerebbe dare un premio a questo professore greco, davvero tempestivo nelle sue scelte.

LE REAZIONI. Il primo a commentare i fatti accaduti è il consigliere regionale Giovanni Brigante, uno dei firmatari della petizione pro-rinvio del Comitato portuale: «Prendo atto che la città, le istituzioni, le imprese e i sindacati sono finalmente uniti ed hanno bocciato il comportamento del presidente Haralambides, che spero abbia capito che qui non sono in discussione né la sua persona né le sue competenze, ma il suo modo di agire. È da tempo infatti che la città gli chiede di poter interagire e condividere scelte delicate. Speriamo che quanto accaduto oggi possa servire da lezione».

Poi dice la sua anche il sindaco Mimmo Consales: «Se oltre due terzi dei componenti il Comitato Portuale hanno ritenuto di non legittimare la nomina del dottor Guadagnuolo, è evidente che tale scelta non viene in alcun modo condivisa e quindi il presidente dell’Autorità Portuale, dall’alto della sua esperienza, saprà valutare che il punto di partenza per intavolare una ripresa di dialogo con la Regione, il Comune, la Camera di Commercio, la Provincia e gli altri attori territoriali sarà proprio quello di eliminare gli elementi di divisione che sono emersi in questa fase, a partire dalla proposta di nomina del dottor Guadagnolo».

Gli unici a non parlare continuano ad essere i signori del Pdl. Quelli che, poco prima di andarsene a casa, hanno regalato Haralambides alla città. Per loro, evidentemente, va tutto bene. Così bene che non si sono ancora accorti dei comportamenti del presidente: irriverenti nei confronti della città, scandalosi nei confronti della stampa. Sui progetti e sui traffici portuali, stendiamo un velo pietoso.

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