I lavoratori esposti all’amianto tornano a chiedere indennità

BRINDISI – Cinque mila lavoratori coinvolti nella questione amianto a Brindisi e anni di attesa per veder riconosciute indennità previste dalla sanatoria del 2001. Quello che i lavoratori considerano un diritto acquisito viene però negato da Enichem e Montedison sulla base di una sentenza del Tar del Lazio e di un successivo emendamento al decreto cosiddetto mille proroghe del 2008. Con l’obiettivo di riaprire le trattative tra le aziende e i sindacati che rappresentano i lavoratori, si è svolto in prefettura un primo incontro per chiedere l’intervento del prefetto in favore dell’Associazione lavoratori esposti all’amianto.

BRINDISI – Cinque mila lavoratori coinvolti nella questione amianto a Brindisi e anni di attesa per veder riconosciute indennità previste dalla sanatoria del 2001. Quello che i lavoratori considerano un diritto acquisito viene però negato da Enichem e Montedison sulla base di una sentenza del Tar del Lazio e di un successivo emendamento al decreto cosiddetto mille proroghe del 2008. Con l’obiettivo di riaprire le trattative tra le aziende e i sindacati che rappresentano i lavoratori, si è svolto in prefettura un primo incontro per chiedere l’intervento del prefetto in favore dell’Associazione lavoratori esposti all’amianto.

Il vice prefetto Erminia Cicoria si è impegnata a convocare, dopo il periodo elettorale, un tavolo a cui invitare le aziende coinvolte, Inail e lavoratori. Una trattativa che era già stata aperta negli anni scorsi ma arenatasi a causa del ricorso vinto da Enichem che, di fatto, ha legittimato l’azienda a non concedere le indennità ai lavoratori. Lo scopo del tavolo sarà proprio quello di chiedere, in particolare ad Enichem un passo indietro rispetto al ricorso vinto.

“Siamo di fronte ad una vera e propria disparità amministrativa – spiega Antonio Epifani del sindacato Fim Cisl – perché i lavoratori che si affidano alle vie legali, alla fine vincono ai danni dell’azienda ma, di fatto, chi non lo fa non ottiene un diritto riconosciuto agli altri”. Per veder riconosciuto questo diritto dall’Inail però, ogni lavoratore avrebbe anche bisogno dell’aiuto delle aziende che dovrebbero fornire i curricula necessari per le richieste.

“Negli scorsi anni alcuni governi avevano preso a cuore questi lavoratori – spiega Roberto Aprile del sindacato Cobas che sostiene la causa dell’Associazione dei lavoratori esposti all’amianto di Brindisi – ma adesso sono totalmente dimenticati e in attesa di risposte”. Risale al 1992 la vertenza dei lavoratori esposti all’amianto che, attraverso la concertazione della prefettura, potrebbe anche risolversi concedendo ai lavoratori coinvolti l’indennità riconosciuta dal Governo nel 2001.

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