I socialisti pagano il no al logo Filia Solis, Baccaro a casa

BRINDISI - Semina tensioni nella maggioranza "laboratorio" della Provincia di Brindisi la querelle sul brand turistico "Filia Solis", che il presidente Massimo Ferrarese ha scelto in totale autonomia scatenando la protesta di un gruppo di Comuni e della Camera di Commercio. Alla vigilia della Bit 2010, Ferrarese stasera ha ritirato la delega all'assessore ai Trasporti, il socialista Donato Baccaro, per palese ritorsione contro il sindaco di Ostuni e responsabile provinciale dei Socialisti uniti, Domenico Tanzarella, il quale ieri aveva polemicamente abbandonato l'incontro sul contestato marchio.

Il marchio Filia Solis

Massimo FerrareseBRINDISI - Semina tensioni nella maggioranza "laboratorio" della Provincia di Brindisi la querelle sul brand turistico "Filia Solis", che il presidente Massimo Ferrarese ha scelto in totale autonomia scatenando la protesta di un gruppo di Comuni e della Camera di Commercio. Alla vigilia della Bit 2010, Ferrarese stasera ha ritirato la delega all'assessore ai Trasporti, il socialista Donato Baccaro, per palese ritorsione contro il sindaco di Ostuni e responsabile provinciale dei Socialisti uniti, Domenico Tanzarella, il quale ieri aveva polemicamente abbandonato l'incontro sul contestato marchio.

Tanzarella ha bollato il ritiro della delega a Baccaro come gesto di "infantilismo politico" ed ha rinviato a domani ogni decisione in risposta a Ferrarese. Il passo compiuto dal presidente della Provincia ha colto di sorpresa ed ha gettato nell'imbarazzo anche gli altri alleati, a partire dal Pd (è noto il rapporto tra Tanzarella e il senatore democratico Salvatore Tomaselli). Peraltro, nel gruppo dei Comuni che si sono messi alla testa della protesta contro il marchio "Filia Solis" ci sono altre amministrazioni di centrosinistra oltre a Ostuni, come quella di Ceglie Messapica (poi ci sono Fasano, Carovigno e la stessa Brindisi, tutte città governate dal Pdl).

I Comuni e la Camera di Commercio (il cui presidente Alfredo Malcarne oggi ha rivendicato pari dignità tra ente camerale ed enti locali) avevano tentato vanamente di convincere Massimo Ferrarese a rinviare la scelta del brand turistico per trovare una soluzione condivisa, ma è stato tutto inutile. Ed oggi è affiorato un altro problema. L'antico sigillo imperiale riprodotto all'interno di un sole stilizzato è esattamente lo stesso marchio dell'Università "Federico II" di Napoli. E' probabile che il presidente della Provincia, scegliendo il logo tra 35 proposte, non si sia reso conto di tale circostanza che potrebbe creare un contenzioso con l'antico ateneo campano: fu fondato nel 1224 proprio con un  decreto di Federico II, inviato a Napoli da Siracusa dove l'imperatore svevo si trovava in quei giorni.

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E' strano che non se ne siano resi conto neppure gli autori dello studio di grafica di Francavilla Fontana autori del marchio che piace a Ferrarese. Eppure sul web il sigillo è accostato spesso proprio all'Università partenopea, e non aver registrato questa evidenza ha causato un errore che i critici dell'operazione certamente non mancheranno di sottolineare.

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