"Nessun ruolo dell'Asi nella perimetrazione dell'area Sin di Brindisi"

Riceviamo e pubblichiamo una replica alla nota del Circolo "Tonino Di Giulio", inviataci dal presidiente del Consorzio Asi, Marcello Rollo, a proposito dei ruoli nella individuazione e perimetrazione dell'area Sin di Brindisi

I confini dell'area Sin di Brindisi

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una replica alla nota del Circolo "Tonino Di Giulio", inviataci dal presidiente del Consorzio Asi, Marcello Rollo, a proposito dei ruoli nella individuazione e perimetrazione dell'area Sin di Brindisi.

In merito alla nota dei componenti del coordinamento del circolo ‘Tonino Di Giulio’ di Legambiente Brindisi, pubblicata su BrindisiReport e Quotidiano di Puglia del 17 maggio, sulla Deliberazione della Giunta Regionale n. 449 del 6 aprile 2016, si evidenzia quanto segue:

1. l’ambito territoriale inserito nel SIN di Brindisi è stato concordato a seguito delle risultanze della riunione tenutasi il 20 ottobre 1999 presso il Ministero dell’Ambiente con i rappresentanti del Comune di Brindisi; 

2. il Consorzio ASI di Brindisi non ha avuto alcun ruolo decisionale nelle fasi che hanno condotto alla perimetrazione del SIN e né all’Accordo di Programma del 18/12/07, di cui non è sottoscrittore;

3. il Consorzio ASI di Brindisi non ha, in alcuna occasione, rivendicato ruoli decisionali attinenti alle problematiche generate dall’essere Brindisi uno dei Siti d’Interesse Nazionale;

4. il Consorzio ASI di Brindisi ha sempre offerto la propria collaborazione, quando richiesta, al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia, alla Provincia e al Comune di Brindisi, all’ARPA Puglia e all’ASL BR che evidentemente hanno ritenuto opportuno attingere informazioni e competenze dall’ente consortile;

5. il Consorzio ASI di Brindisi è stato delegato amministrativo del Commissario per l’emergenza ambientale in Puglia a dare attuazione ai Piani di Caratterizzazione predisposti da ARPA Puglia e Università di Lecce, su incarico del medesimo Commissario (e non dal Consorzio) e finalizzati ad investigare i terreni pubblici e privati ancora allo stato agricolo incolto con destinazione industriale;

6. i terreni a destinazione agricola, dal confine sud dell’ASI sino a Cerano, di privata proprietà, sono stati investigati con fondi pubblici, in attuazione del Piano di Caratterizzazione redatto sempre da ARPA Puglia e Università di Lecce ed attuato dal Comune di Brindisi;

7. l’intervento pubblico, tanto criticato e sinora limitato alla stesura dei piani di caratterizzazione ed alla relativa attuazione, è stato quanto mai opportuno in considerazione che detti terreni, pur ricompresi nel perimetro del SIN, non sarebbero stati investigati dai privati proprietari, per lo più dediti all’agricoltura, a meno che, alla base delle motivazioni che condussero alla perimetrazione del SIN, non li si sia voluti individuare, al pari degli imprenditori industriali, come probabili responsabili delle difformità riscontrate in appena il 2,66% dei campioni di terra esaminati;

8. l’intervento pubblico nelle aree private ancora allo stato agricolo è stato quanto mai opportuno anche alla luce della sentenza 9 marzo 2010, con cui la Corte di Giustizia delle Comunità Europee ha stabilito che il principio del “chi inquina paga” non implica che gli operatori (ovviamente anche agricoli) debbano farsi carico di oneri inerenti alla riparazione di un inquinamento alla cui causazione non abbiano contributo (o si vuole addebitare la presenza di DDT,DD,DDE o Arsenico alle attività agricole? Cosa peraltro possibile?);

9. la Legge 147/2013, al comma 12 dell’art. 1, ha destinato i 25 milioni di euro per l’attuazione dell’Accordo di Programma (quello del 18.12.2007) per la messa in sicurezza e bonifica dell’area del SIN di Brindisi;

10. il Ministero dell’Ambiente ha chiesto agli Enti Territoriali, in primis Provincia e Comune di Brindisi, che hanno poi ritenuto opportuno coinvolgere il Consorzio ASI, di redigere schede tecniche per gli interventi da porre in essere;

11. la Regione Puglia ha avallato le schede (per le quali impropriamente il Circolo ‘Tonino Di Giulio’ individua il Consorzio ASI come unico responsabile) redatte dalla Provincia, dal Comune e dal Consorzio ASI di Brindisi;

12. il Ministero dell’Ambiente, proprio perché trattasi di fondi pubblici, ha più volte sottolineato la necessità di ricorrere alla bonifica solo in presenza di concentrazioni superiori a quelle soglia di rischio, quantificabile solo con appropriate analisi di rischio sito specifiche;

13. i report di fine indagine dei piani di caratterizzazione delle aree industriali, ancora allo stato agricolo incolto, furono trasmessi al Ministero dell’Ambiente in un’epoca in cui le analisi di rischio sito specifiche, come noto, non erano condivise, come procedura, dalla relativa Direzione Generale, che prediligeva, com’è altrettanto noto, la bonifica diretta anche senza l’individuazione del responsabile dell’inquinamento;

14. le analisi di rischio sito specifiche, comunque, all’epoca non si sarebbero potuto eseguire per mancanza di fondi;

15. le aree industriali ancora allo stato agricolo incolto sono considerate dal Consorzio ASI, che condivide appieno la necessità di recuperare le aree dismesse, un patrimonio comunque disponibile ad insediare nuove aziende con ricadute occupazionali, nel rispetto dell’ambiente;

16. le aree investigate sono ora utilizzabili alle condizioni poste dalla Conferenza di Servizi istruttoria del 10/06/2014, ratificata dalla Conferenza di Servizi decisoria del 09/07/2014, le cui determinazioni sono state approvate con decreto prot. 5175/TRI/DI/B del 10/07/2014 dal Direttore Generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;

17. tra le condizioni poste, è utile richiamare quella per la quale è necessario procedere all’elaborazione di un’analisi di rischio e all’eventuale predisposizione di un intervento finalizzato alla rimozione della fonte inquinante.

In conclusione, si ribadisce che il Consorzio non ha avuto alcun ruolo decisionale nelle fasi che hanno condotto alla perimetrazione del SIN né all’Accordo di Programma del 18/12/07, di cui non è sottoscrittore. Su esplicita richiesta, ha sempre collaborato con il Ministero dell’Ambiente, la Regione Puglia, il Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale in Puglia, la Provincia, il Comune di Brindisi, l’ARPA Puglia e l’ASL BR. Da ultimo, su esplicita richiesta del Comune di Brindisi e della Provincia di Brindisi, all’uopo interessati dal Ministero dell’Ambiente, ha collaborato alla redazione delle schede tecniche che gli Enti Locali e la Regione hanno proposto al Ministero dell’Ambiente per l’utilizzazione delle risorse stanziate con la Legge 147/2013, art.1 comma 12.

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