"Caso aeroporti: si risponde potenziando collegamenti e servizi a Brindisi"

Il segretario cittadino del Pri di Brindisi, Vito Birgitta, ha inviato un intervento sulla questione delle scelte della giunta regionale in materia di aeroporti. Lo pubblichiamo integralmente

BRINDISI - Il segretario cittadino del Pri di Brindisi, Vito Birgitta, ha inviato un intervento sulla questione delle scelte della giunta regionale in materia di aeroporti. Lo pubblichiamo integralmente qui di seguito.

La preannuciata apertura ai voli civili dell’aeroporto Arlotta di Grottaglie, per la quale la Regione Puglia ha adottato una delibera di indirizzo ed insediato un tavolo di approfondimento coordinato dall’assessore allo Sviluppo Economico, Mazzarano, ha dato vita ad un animato dibattito. 

Nel mentre condividiamo le perplessità su questa scelta, ove si consideri che solo la Regione Lombardia vanta un sistema di tre aeroporti con la medesima vocazione,  e le obiezioni sollevate da coloro che hanno sottolineato l’assenza di una strategia complessiva da parte della società di gestione Aeroporti di Puglia, non possiamo non rilevare come la classe politica brindisina giunga ogni volta impreparata e priva di argomenti rispetto a scelte che la Regione continua a fare e che paiono penalizzanti peril nostro territorio.

A nostro giudizio piuttosto che attardarsi in una lamentazione difensiva occorrerebbe pensare alle più opportune strategie per fare sistema con l’intero Salento, di cui l’aeroporto di Brindisi rappresenta un eccellenza, e con il Comune di Lecce in modo particolare. Pare il caso di sottolineare che la crescita del traffico passeggeri fatto riscontrare dalla nostra aerostazione sia principalmente dovuta alla scelta di alcune compagnie low coast di farne una base operativa piuttosto che a politiche mirate di valorizzazione di questa importante infrastruttura.

E’ un fatto indubbio che l’amministrazione comunale continua a considerare operante la delibera n. 25 del 2011, adottata dal Commissario Prefettizio (uno dei tanti che si sono succeduto alla guida dell’amministrazione!), riguardante il piano di sicurezza dell’aeroporto richiesto dall’Enac. Uno strumento mai approvato in via definitiva e avverso il quale furono formulate osservazioni non divenute oggetto di approfondimento dalle Amministrazioni che si sono succedute.

A nostro modesto avviso la via migliore per conservare la competitività conquistata dall’aeroporto del Salento sarebbe quella di consentire la realizzazione nei suoi pressi di strutture di servizio (alberghi, sale meeting, zone di sosta) oltre che la necessità di garantire collegamenti davvero efficaci con il resto del Salento. Necessità, questa, cui non può assolvere la progettata linea di collegamento a mezzo “shuttle” che pure comporterà un impiego di ingenti risorse pubbliche.

Ci auguriamo che queste ed alter scelte di programmazione del territorio divengano occasione di confronto e approfondimento nella imminente campagna elettorale per il rinnovo degli organi comunali.

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