I sindacati si interrogano sul futuro della centrale Enel di Cerano

Le segreterie di Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil, assieme alla Rappresentanza sindacale unitaria, riuniti mnella sala sindacale della centrale di Cerano, hanno fatto il punto sul presente e sul futuro produttivo dell’impianto

I due carbonili a cupola in costruzione

BRINDISI – Le segreterie di Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil, assieme alla Rappresentanza sindacale unitaria, riuniti mnella sala sindacale della centrale di Cerano, hanno fatto il punto sul presente e sul futuro produttivo dell’impianto, alla luce delle trasformazioni in corso nel mercato energetico nazionale. “Nell’incontro c’è stato un primo approfondimento tecnico sui risultati ambientali ottenuti con l’installazione dei filtri a manica sui gruppi di produzione 3 e 4 in sostituzione degli elettrofiltri, una valutazione sui risultati conseguiti con i nuovi scaricatori del carbone sulla banchina di Costa Morena e un’analisi degli incontri periodici che Enel e sindacati svolgono abitualmente presso il sito produttivo”.

I nastri trasportatori del carbone-2I sindacati hanno discusso, inoltre, dell’imminente entrata in esercizio dei nuovi parchi carbone chiusi, “che superano l’attuale parco carbone scoperto, dove si stanno già smontando le macchine combinate per il trasferimento del carbone alle caldaie. Nella previsione 2015/2019 per la Centrale Enel di Brindisi è stimata una produzione di 12,5 Twh (terawatt) e un consumo di carbone pari a 4,7 tonnellate annue, stimano i sindacati sulla base di dati aziendali. Non bisogna dimenticare, a margine di ciò, che il 2019 è anche l’anno entro cui sarà totalmente ammortizzato il capitale investito a suo tempo per la costruzione della più grande centrale termoelettrica italiana.

“La condizione del mercato elettrico italiano, in particolare quello pugliese, è segnato da una considerevole quantità di energia rinnovabile eolica e solare immessa in rete, che impegna in una nuova missione la centrale termoelettrica di Brindisi, che, da un po’ di anni,  deve  modulare il carico elettrico in assenza di sole e vento, garantendo – aggiungono i sindacati di categoria - la stabilità della rete e la produzione dell’energia elettrica richiesta, tutto fa nascere l’esigenza di un repentino cambio di assetto di funzionamento dei gruppi di produzione di Brindisi”.  

E’ questo il nodo cruciale del futuro della termoelettrica di Cerano: “Su questi temi, a partire dal prossimo 2 aprile, Enel e organizzazioni sindacali “proseguiranno il serrato confronto sui temi organizzativi, valutare il pieno utilizzo in organico dei 30 giovani nuovi assunti, ridistribuire carichi di lavoro, mansioni e inquadramenti professionali e aprire una fase di contrattazione decentrata di secondo livello per valorizzare le professionalità presenti nel sito produttivo di Brindisi”.

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