Opere annuali Asi: riproposto l'impianto dei fanghi con mini centrale

Il Consorzio Asi insiste per realizzare nel sito della piattaforma polifunzionale per il trattamento di rifiuti e reflui industriali anche l’impianto di trattamento dei fanghi dei depuratori civili

La sede dell'Asi, sotto la piattaforma polifunzionale

BRINDISI – Il Consorzio Asi insiste per realizzare nel sito della piattaforma polifunzionale per il trattamento di rifiuti e reflui industriali anche l’impianto di trattamento dei fanghi dei depuratori civili, che dovrebbero confluire a Brindisi varie regioni meridionali. Un business il cui la parte rilevate, per i fatturati, e la realizzazione di un’altra mini centrale elettrica alimentata dalle biomasse fornite dal processo di trattamento delle biomasse provenienti dai depuratori fognari.

Il primo tentativo fu bocciato da Provincia e Regione per carenze negli iter procedurali, con abbandono dell’appalto da parte di Termomeccanica e attacchi della parte politica cui il presidente dell’Asi, Marcello Rollo, appartiene, al dirigente del Settore ecologia e ambiente dell’amministrazione provinciale, Pasquale Epifani. Tuttavia Rollo insiste, e continua ad abbinare il revamping (la ristrutturazione) della piattaforma di trattamento dei rifiuti e dei reflui industriali di proprietà Asi al nuovo impianto per i fanghi.

“In ultimo si rinnova l’auspicio a che si trovi presto una soluzione in merito al recupero della piattaforma polifunzionale cosa che comporterebbe l’erogazione di importanti servizi alle aziende oltre che la immediata ricollocazione dei lavoratori che ne garantivano il funzionamento. A tal proposito il Consorzio ha indetto apposito Bando per raccogliere manifestazioni di interesse per un impianto di essiccamento fanghi e sono in via di ultimazione i relativi adempimenti”.

Si cercano dunque ufficialmente partner privati per un project financing da 15 milioni di euro, ma l’assorbimento della mano d’opera espulsa anni fa dall’impianto che comprende un termodistruttore e un impianto di trattamento dei reflui potrebbe avvenire con il solo riavvio della piattaforma, senza l’abbinamento con il ciclo di trattamento dei fanghi dei depurati e annessa centrale a biomasse che ha già bloccato l’intera operazione.

“In data odierna il CdA del Consorzio ASI di Brindisi ha approvato, secondo quanto disposto dall’art. 128 del decreto legislativo 163/2006 e s.m.i., il proprio elenco annuale delle opere 2016 sulla base del vigente programma triennale delle opere 2015 -2017. Si esprime particolare soddisfazione nel vedere avviato entro l’anno l’iter progettuale per l’ampliamento della rete di distribuzione del gas metano nell’area industriale di Brindisi che consentirà, nell’arco di circa 2 anni, di poter rifornire, mediante specifica rete funzionante a 5 bar, gran parte delle imprese insediate nell’area industriale. Attualmente tali imprese devono ricorrere, per far fronte alle loro esigenze di approvvigionamento, all’uso di combustibili più costosi”, si legge in un comunicato di Rollo.

Il termodistruttore Asi di Brindisi“Altri punti qualificanti dell’elenco approvato, tralasciando ovviamente la descrizione di quanto attiene alle attività ordinarie o di manutenzione del patrimonio consortile, sono l’allestimento del centro di alta formazione presso un immobile di proprietà del Consorzio situato alla Via A. Titi n° 7 e le iniziative previste per la fruibilità del Parco del Lago Cillarese (un progetto preliminare anche qui alla ricerca di un attore privato, ndr). Con il primo intervento – prosegue il comunicato - si consolida e rafforza la volontà, fortemente perseguita dal Consorzio, di diversificare e qualificare l’offerta di servizi alle aziende insediate allestendo un centro di formazione che si propone quale ulteriore stimolo, insieme all’incubatore d’imprese Now ed ai servizi di internazionalizzazione della Scm Academy, a raccogliere le sfide sull’innovazione che ogni impresa ormai non può più eludere”.

“Con il secondo si comincia a concretizzare la volontà di rendere fruibili all’intera cittadinanza, pur mantenendo al contempo invariato il focus del Consorzio sulle attività industriali che in esso vengono svolte, le aree limitrofe al Lago del Cillarese”. Segue la parte già citata in principio della riproposizione del progetto della piattaforma e dell’impianto dei fanghi. Nell’elenco delle opere annuali, spiccano i 600mila euro con cui è stato finanziato il progetto esecutivo di completamento del capping (copertura) della discarica di tipo 2C che era al servizio della piattaforma polifunzionale, e che la giunta provincia guidata da Michele Errico impose di chiudere per esaurimento e mettere in sicurezza.

Un processo travagliato, che ad un certo punto sfociò in un esposto alla Procura della Repubblica da parte delle due imprese brindisine che stavano effettuando i lavori, piantate in asso da Veolia (che era subentrata a Termomeccanica nella gestione della piattaforma ma anche negli obblighi). Anche Veolia, come è noto, abbondonò il campo dopo il sequestro dell’impianto senza effettuare il revamping come prescritto nella consulenza tecnica fatta effettuare dal pm che condusse le indagini.

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