Lavoro e sviluppo: "Servono scelte condivise per risollevare la città"

Antonio Castellucci, segretario generale della Cisl di Brindisi e Taranto: "E’ questo il momento di accelerare, di tirarsi ancor di più su le maniche"

BRINDISI - Nel territorio di Brindisi il confronto sullo sviluppo in generale e sulla programmazione dei bilanci dei Comuni in particolare, non può divenire sempre terreno di scontro, perché fare sintesi, nell’ottica del bene comune, non può caratterizzarsi affatto come azione di destra o di sinistra oppure di centro, quanto invece come impegno connaturato alla politica che sia etico, morale, civile, non populista. E’ come dire, anche, che litigare senza soluzione di continuità farebbe il gioco di chi pensa che quest’area possa essere destinata ad un indebolimento politico, perciò rivolta alla marginalità così da non poter o saper rivendicare né contrattare per se stessa, ai vari livelli, quanto aggiuntivamente meriterebbe.

E’ questo il momento di accelerare, di tirarsi ancor di più su le maniche ed insistere nell’esigere di lavorare tutti insieme, incalzando in particolar modo il Governo nazionale e regionale pugliese, per realizzare o portare a completamento intanto quelle opere infrastrutturali strategiche di cui quest’area geografica necessita.

Un lavoro comune, che renda sempre più attori protagonisti tutti i soggetti istituzionali, associativi, culturali, strumentali del territorio, sarà utile ad incentivare, contestualmente, politiche attrattive di nuovi investimenti a partire dai settori vocazionali chiave – oltre ad aerospazio, edilizia, chimica, su tutti Zes, portualità, crocierismo, turismo, commercio, artigianato, agricoltura, agroindustria, ricerca - così da creare od implementare lavoro dignitoso e cicli produttivi sostenibili; e sarà, inoltre, funzionale ad attrarre finanziamenti e progetti a difesa del sistema produttivo esistente ma con posti di lavoro aggiuntivi, in particolar modo favorendo le Pmi.

Nella prospettiva valoriale del rispetto dovuto ad ogni cittadino, pensiamo altresì che Brindisi – intesa come città e come territorio -  debba valorizzare fortemente, la cultura del bello e dell’attraente,  il brand di Porta d’Oriente d’Europa – per la sua storia, il patrimonio artistico, le opportunità che offre – con più attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche (Piani P.E.B.A.) ponendo in essere strumenti in grado di monitorare, progettare e pianificare con riferimento ad edifici o porzioni di spazi pubblici urbani, come strade, piazze, parchi, giardini, arredo urbano, interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità.

Esigenza analogamente ineludibile riguarda anche la tassa sui rifiuti (Tari), ovvero l’urgenza di mettere in mora polemiche di qualche settimana fa e, di contro, accettare e fare propria la strategia del dialogo sociale senza pregiudizi. Crediamo, infatti, che sia esattamente questa scelta, se assunta, a poter indurre più e meglio la comunità cittadina, in tutte le sue articolazioni, a guardare lontano ed a responsabilizzarsi anche oltre il recinto della politica e della sua declinazione amministrativa, circa le scelte da compiere e che la città attende.

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Siamo convinti come Cisl che Brindisi debba compiutamente rilanciarsi anche con una politica sempre più autorevole e di prossimità, portando a soluzione questioni quotidiane che toccano la mente ed il cuore di tanti giovani, di adulti, dei minori, di lavoratori, di disoccupati, di pensionati, di donne, di famiglie. Una politica propositiva e di partecipazione mirata ad un welfare moderno ed adeguato ai tempi, ad una occupazione legata al lavoro e non ad un assistenzialismo che diventa anche umiliante, ad una sanità e ad un sistema socio-sanitario che oggi si rivelano poco ispirati ad una visione di rilancio complessivo di un territorio dove i rischi di gravissima marginalità sociale ed economica sono, in tanti casi purtroppo, oltremodo evidenti.

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