Landini: "Le diseguaglianze sono aumentate, manca un'idea di Paese"

Il segretario nazionale della Cgil protagonista di un convegno sulle politiche per il Mezzogiorno. Assente per motivi personali la ministra Barbara Lezzi

BRINDISI – “Le diseguaglianze in questi anni sono molto aumentate. Non solo fra Nord e Sud, ma anche dentro il Sud”. Ha battuto molto sul tasto di un’Italia a due velocità il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, ospite principale di un convegno che si è svolto stamattina (giovedì 4 luglio) presso l’auditorium dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale. “Autonomie, Mezzogiorno, e politiche di sviluppo. Cosa cambia per il mondo del lavoro”: questo il titolo di una tavola rotonda nel corso della quale sono intervenuti diversi segretari regionali dell’organizzazione sindacale. Era prevista anche la presenza del ministro delle Politiche per il Mezzogiorno, Barbara Lezzi, che però ha dovuto rinunciare, ufficialmente per motivipersonali. 

Le autorità e i rappresentanti delle istituzioni locali hanno occupato la prima fila di un auditorium che pullulava di iscritti alla Cgil, provenienti da tutta la regione. Landini si è intrattenuto a lungo con i giornalisti, affrontando argomenti che hanno spaziato all’ex Ilva al rischio rientrato di procedure di infrazione per l’Italia, passando per i vari aspetti riguardanti le politiche per il Mezzogiorno e il caporalato. 

Maurizio Landini a Brindisi 6-2

Arcelor Mittal

Per quanto riguarda Arcelor Mittal, la posizione della Cgil “è quella che bisogna applicare gli accordi e gli impegni che sono stati realizzati”. “Credo che sia il momento della responsabilità. Ilva, Mittal deve non fare forzature, ricatti – dichiara Landini - come ha fatto sulla cassa integrazione: tra l’altro lo sciopero oggi sta andando molto bene, e deve mettersi in testa di discutere, confrontarsi con il sindacato. Dall’altra parte credo che il governo non possa chiedere ai nuovi arrivati di avere responsabilità sulle cose che sono state fatte in passato”. 

Maurizio Landini a Brindisi 4-2

“Da quel punto di vista lì – prosegue - credo che sia necessario confermare un’idea che lega gli investimenti alle responsabilità nel momento in cui gli investimenti sono fatti, realizzati e determinano la possibilità di andare fino in fondo per avere finalmente un’industria siderurgica di qualità e costruire un rapporto serio tra le tecnologie che si utilizzano, i processi produttivi, in modo che finalmente nessuno debba più morire né dentro la fabbrica, né fuori, per produrre acciaio. Questa possibilità oggi c’è, perché si parla di 4 miliardi di investimenti, credo che il momento della responsabilità sia quello di essere molto diretti sulle cose da fare, sui controlli da fare, sugli impegni reciproci che devono essere assunti”.

Procedura di infrazione

E’ un bene e una cosa positiva aver evitato la procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, spiega Landini, “perché naturalmente infrazione voleva dire blocchi di miliardi, tagli di spese, che avrebbero pesato sulla nostra gente, sui lavoratori, sui precari, sui pensionati”. “Allo stesso tempo quello significa che i nostri conti – afferma ancora il leader della Cgil - non tornano, che le politiche effettuate in questi anni non stanno facendo riprendere lo sviluppo e c’è bisogno adesso di scegliere, di cambiare le politiche sociali che sono state fatte fino ad ora, anche perché c’è la legge di stabilità da fare”. 

Maurizio Landini a Brindisi 2-2

Italia a due velocità

E poi la questione del divario fra Nord e Sud, con “divisioni anche dentro il Nord e dentro il Sud, tra aree interne, esterne”. “Le diseguaglianze in questi anni sono molto aumentate – afferma Landini - e io torno a ribadire, del resto questa è una delle ragioni che ha portato Cgil, Cisl e Uil da febbraio a oggi a mobilitarsi e a scioperare, che il tema è creare lavoro e per creare lavoro devi far ripartire gli investimenti sia pubblici che privati”.

E in quest’ottica, di certo, il ricorso alle autonomie non permetterà di ridurre il gap fra Nord e Sud.  “L’idea non è tanto l'autonomia – afferma Landini -, la parola è autonomia differenziata e cioè se tu dividi ancor di più quello che è già diviso, in realtà non vai da nessuna parte, per una ragione precisa: quando hai a che fare con la Cina, con gli Stati Uniti, con l’India, con l’Asia, non è che la risolvi dicendo che ogni regione adesso ha più autonomia”. 

“Qui c’è il problema di avere una idea di Paese. Bisogna sapere che l’idea del Paese deve battersi per avere un’idea dell’Europa. Non ti confronti con processi globali di questa natura ognuno chiudendosi nel suo Comune, nel suo condominio. Queste sono balle. Chi le racconta queste cose, sta raccontando delle balle”.

Maurizio Landini a Brindisi 5-2-2

Strumenti per il Mezzogiorno

Come agire, dunque, per avvicinare il Mezzogiorno al Nord. Di strumenti, in tal senso, “ce ne sono fin troppi”, afferma Landini. “Bisogna cominciare a fare progetti concreti e muoversi. Perché di soldi stanziati, di zone speciali, di Zes, di controzes, ne sono state fatte tantissime. Insisto, il punto è che non c’è un programma nazionale, né una regia. Non mancano i soldi nel nostro Paese, è che sono distribuiti male e vengono spesi mali. Il Mezzogiorno non è un problema del Mezzogiorno, ma dell’Italia e va rivisto dentro il rilancio dell’Italia e dell’Europa”. 

“L’Italia - prosegue - potrebbe svolgere un ruolo molto importante, anche per quello che sta succedendo nel mondo in termini di ridefinizione geografica dei rapporti tra i Paesi. Se ragioniamo in questo modo, per la cultura e il turismo che tutta l’Italia potrebbe vendere e far diventare un elemento di sviluppo, serve che ci sia un coordinamento, una politica nazionale che affronti queste cose”.

Maurizio Landini a Brindisi 3-2

La piaga caporalato

Una volta terminato il convegno, il segretario nazionale della Cgil si sposterà a Oria, per prendere parte a una iniziativa sul caporalato. A tal proposito Landini invita ad “applicare fino in fondo la legge” contro tale piaga che affligge il Sud (e non solo). “Bisogna aumentare e investire ad esempio nelle forze che debbono controllare e garantire - afferma - che questo non avvenga. E poi se si vuole affrontare davvero questa materia, bisogna tornare effettivamente a un collocamento pubblico in modo che diventi chiaro e trasparente come funziona”. 

“C’è bisogno di intervenire anche sul sistema dei trasporti. C’è bisogno che ci sia una cosa corale, complessiva, che viene affrontata e soprattutto bisogna rimettere al centro il lavoro cancellando le tante forme di lavoro precario. Oggi il caporalato non è presente solo in agricoltura, ma attraverso il sistema degli appalti e dei subappalti, dei finti appalti e delle finte cooperative, noi siamo di fronte al fatto che questo elemento si è diffuso in tutti i settori. Una delle critiche più forti che abbiamo fatto allo sblocca cantieri è proprio questa: si sta ritornando a una logica dell’appalto, del massimo ribasso, addirittura questo significa tornare indietro”. 

Landini solleva poi il problema dei subappalti che stanno dietro al caporalato, sotto la regia della malavita organizzata. “Se si vuol fare una battaglia vera contro la malavita organizzata che ormai controlla pezzi interi dell’economia reale – dichiara - bisogna anche avere il coraggio di fare una battaglia che rimetta al centro il lavoro e affronti anche queste tematiche. Quindi per noi non è solo un elemento di testimonianza, ma anche il fatto di pensare a un Paese che se si vuole rilanciare deve essere fondato sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza vera. La sicurezza non è chiudere i porti, la sicurezza è non morire sul lavoro e combattere l’illegalità”.

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