L'ultima bozza di riforma dei porti conferma: Brindisi sarà accorpato

E' già stato deciso il futuro del porto di Brindisi: la sua gestione sarà condivisa con quella di un dei due porti "core" pugliesi: Bari o Taranto, più probabile Bari anche per ragioni geografiche. Lo conferma l'unica bozza di riforma della portualità italiana giunta sul tavolo dei "saggi" che il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha designato

Il porto medio di Brindisi

BRINDISI – E’ già stato deciso il futuro del porto di Brindisi: la sua gestione sarà condivisa con quella di un dei due porti “core” pugliesi: Bari o Taranto, più probabile Bari anche per ragioni geografiche. Lo conferma l’unica bozza di riforma della portualità italiana giunta sul tavolo dei “saggi” che il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha designato per  definire il piano della logistica e la riforma della legge 84/94. Una bozza che sostanzialmente farina del sacco del Pd, e che è stata discussa giovedì sera in un incontro a tre: il ministro Maurizio Lupi, Deborah Serracchiani e uno dei consiglieri del premier Matteo Renzi,  Luca Lotti.

La bozza, rivela TheMediTelegraph, testata online de Il Secolo XIX di Genova, porta la firma della stessa governatrice del Friuli e dei deputati e senatori democratici. “La stesura è già molto avanzata perché si tratta di un  vero testo di riforma. La parte più interessante – anticipa TheMediTelegraph - è su classificazione e governance dei porti. L’Authority è definita ‘ente economico di rilevanza nazionale a ordinamento speciale’. Viene ribadito che gli scali sono divisi in porti core e comprehensive. Della prima fascia farebbero parte Ancona, Augusta, Bari, Cagliari, Civitavecchia, Genova, La Spezia, Livorno, Gioia Tauro, Napoli, Palermo, Ravenna, Taranto, Trieste, Venezia”.

Questi saranno sede di Autorità portuali, prosegue l’articolo della testata online genovese. “Gli altri enti invece ‘Brindisi, Catania, Manfredonia, Marina di Carrara, Messina, Olbia-Golfo Aranci, Piombino, Salerno, Savona e Trapani’ sono sciolti al più tardi con la scadenza degli organi in carica alla data di entrata in vigore della presente legge e a confluire in una delle autorità portuali’ definite core. La bozza lascerebbe quindi possibilità di scelta alle Authority incorporate di scegliere con chi fondersi”.

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